• Datacenter
  • Cloud
  • ViaWEB
  • WebMAIL
  • WebPec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU
  • UE
domenica 23 Agosto 2026
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti
Dona
No Result
View All Result
  • Home
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • ONU – Comitato diritti infanzia
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia del clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
    • Newsletter
  • Media
accedi-registrati
  • Home
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • ONU – Comitato diritti infanzia
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia del clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
    • Newsletter
  • Media
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Un bambino su dieci molestato dai pedofili: “Allo Stato non importa”

Un bambino su dieci molestato dai pedofili: “Allo Stato non importa”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
4 Agosto 2016
in Cronaca e News
Reading Time: 7 mins read
A A
Share on Facebook
Share on Twitter
LinKedinWhatsappTelegramEmail

Il dato della Ue. Le associazioni: manca una banca dati nazionale. Storia di Clarissa: violentata da papà a 12 anni, vi dico come ce l’ho fatta.

andrea malaguti

Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino. Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino. Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino.
INVIATO A REGGIO EMILIA

Il padre di Clarissa L. ha cominciato a molestarla quando aveva dodici anni. Diceva di farlo per il suo bene. «Siamo parte di una razza superiore e questo è il mio dono per te». Una presunta super-intelligenza che si fondava su un’ idea schifosa: «la società è piena di tabù, il mondo vive stipato in una gabbia per polli e noi dobbiamo aprire la gabbia e abbattere i tabù, primo fra tutti quello dell’incesto». Lo ha abbattuto il tabù e ha abbattuto anche Clarissa.

Per sei anni consecutivi.

Poi lei si è rivolta a un insegnante, quindi a uno psicologo, infine ai carabinieri, che sono andati ad arrestare il padre, che di mestiere insegnava matematica. L’hanno condannato a sei anni e mezzo di galera. Ne ha passato uno ai domiciliari. «Dietro le sbarre, però, non è rimasto neanche un giorno. Ma la cosa che mi fa più male è un’altra. L’ultima frase che gli ho detto prima che salisse sul camper e provasse inutilmente a scappare alle forze dell’ordine è stata: “scusa papà, non ti volevo denunciare”». I sensi di colpa. La vergogna. L’idea di avere rovinato la famiglia, anche quella mamma, professoressa anche lei, che giurava di non essersi accorta di nulla. Così Clarissa non sapeva più se di questa storia – la sua – era la vittima o il carnefice. «Ci ho messo del tempo a rendermi conto di come sono andate le cose. Non avevo gli strumenti per arrivarci. Ma dopo avere ritrovato l’equilibrio l’ho denunciato una seconda volta, quando ho scoperto che aveva aperto un blog in cui adescava bambini e bambine». Lei era cambiata. Lui no.

Mentre andava alla polizia postale a denunciarlo le è tornato in mente il materasso dove qualche volta il padre – esattamente come faceva in camera, sotto la doccia, in cucina, sul camper, ovunque – abusava di lei. Era in mezzo a un campo e per raggiungerlo bisognava attraversare un tunnel naturale fatto di arbusti. . «Attorno al materasso c’erano bambole e macchinine. E io a dodici anni con le bambole non giocavo più». Non è difficile immaginare l’orrore di quel luogo.

La parola che Clarissa usa più spesso per raccontare quegli anni è «confusione», come se il genitore pedofilo le avesse affondato un cucchiaio nella testa per mescolarle il cervello. Sei l’uomo che mi deve proteggere o sei un mostro? «Alla fine non era tanto il sesso a farmi male, quanto questa gigantesca impossibilità di capire».

Quante sono in Italia le bambine e i bambini come è stata lei? E che cosa facciamo per aiutarli? Domanda che pretende una risposta sempre più urgente nei giorni delle polemiche sul degrado di Caivano e del Parco Verde a Napoli («gli abusi sessuali in famiglia in queste zone sono elevati a normalità», sostiene il garante dell’infanzia campano), degli arresti contro la pedofilia on line effettuati dalla polizia postale in tutto il Paese e dell’impegno condiviso tra la ministra delle pari opportunità Maria Elena Boschi e la Garante Nazionale per l’infanzia, Filomena Albano, «per agire con tutti gli strumenti necessari per contrastare gli abusi sessuali sulle persone di minore età e la pornografia minorile». Belle parole. Ma c’è qualcuno che conosce realmente le dimensioni di questo disastro e quindi lo affronta?

Il buco nero

Il rapporto dell’Unione Europea sul maltrattamento e le violenze sui bambini dice che tra il 5 e il 10% dei maschi e il 20% delle femmine è vittima di abusi sessuali durante l’infanzia. Una bambina su cinque. Un bambino su otto. E nell’ 80% dei casi sono i familiari a molestarli: il padre una volta su due, la madre una volta su dieci, poi gli zii, i nonni, i conviventi della madre, i fratelli, infine gli amici. Gli estranei rappresentano l’ 8,9% del problema. Non c’è distinzione di classe. Dal notaio al barista è un orrore diffuso. E i numeri italiani? Presumibilmente non sono molto diversi. Presumibilmente. Un numero ufficiale non esiste, perché non esiste la banca dati nazionale prevista dalla legge 36 del 2006. «La verità è che tutto ciò che riguarda i minori, non solo la pedofilia, non è monitorato e che c’è una disattenzione progressiva delle istituzioni, della politica e anche della società», dice Sandra Zampa (Pd), vice presidente della commissione infanzia. Una disattenzione colpevole, per non dire criminale. «Non c’è la volontà politica di affrontare la questione», dice don Fortunato Di Noto, esperto mondiale di pedofilia e fondatore dell’Associazione Meter. «C’è un problema di percezione della portata della pedofilia nel nostro Paese. La si ritiene un fatto marginale. Però sappiamo tutti che non è così. Io in 13 anni ho accolto più di mille e trecento vittime di pedofilia qui ad Avola. E per cento che ne vengono ce ne sono altri cinquecento di cui non abbiamo idea». Uno lo aiuti. Cinque si perdono. Sciorina una sfilza di dati spaventosi e racconta dell’infantofilia, l’abuso sui bambini con meno di tre anni, in crescita esponenziale. «Qualcuno ci prende per folli, ma siamo di fronte a un fenomeno enorme. E in Italia avremmo anche le leggi per affrontarlo, ma nessuno le applica. Mi domando se non sarebbe il caso di fare vedere a tutti le fotografie di questo scempio. Magari smuoverebbero le coscienze come il piccolo Aylan sulla spiaggia in Turchia. Invece qui nessuno reagisce». E se non c’è l’istinto a agire per assecondare le ragioni del cuore, bisognerebbe farlo almeno per quelle del portafoglio. La prima indagine nazionale sull’epidemiologia del maltrattamento all’infanzia voluta da Terre des Hommes e dal Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento all’Infanzia (Cismai) curata dall’Università Bocconi di Milano, quantifica in 338 milioni e mezzo i costi diretti degli abusi sui bambini (ospedalizzazione, cura della salute mentale, costi per l’amministrazione della giustizia) e in oltre dodici miliardi quelli indiretti (cura della salute da adulti, criminalità adulta, delinquenza giovanile, perdita della produttività per la società). Intervenendo tardi si producono due danni: adulti feriti e casse vuote.

La dottoressa Monica Micheli, addetta alla comunicazione del Cismai, giudice onorario e supervisore al Centro Aiuto al Bambino Maltrattato che nel comune di Roma ha assistito 1500 bambini e adolescenti in 18 anni, incarna fisicamente la distanza siderale che corre tra la volontà dei singoli di affrontare il tema con coraggio e la sensibilità pressoché nulla delle istituzioni. «In febbraio siamo stati costretti a sospendere la nostra attività per esaurimento fondi. Mancava il bando, che adesso finalmente è arrivato e che da settembre potrebbe consentirci di rimetterci al lavoro». Il sistema va a singhiozzo. Le violenze proseguono. E Micheli non può che condividere la visione dei colleghi: «L’attenzione dello Stato verso il tema è prossima allo zero e continua a mancare una politica di investimenti».

Ma che vita hanno i bambini abusati? Dipende dalla gravità dell’abuso. E da quanto è vicina a loro la persona abusante. Genitori, parenti, religiosi, allenatori, maestri di scuola, bidelli. Tanto più l’abusante è prossimo all’abusato, quanto più il trauma è forte. «C’è una rottura del rapporto di fiducia e gli effetti di quella rottura condizioneranno il modo in cui il bambino guarderà il mondo. E le cose andranno peggio se la madre non crederà all’abuso. Ma sui bambini si può fare un ottimo lavoro, anche se la cicatrice è destinata a rimanere. Lo psicologo da solo però non basta. È necessario che ci sia una rete». E qui torniamo alla casella di partenza. A chi tocca costruire la rete? E come deve essere fatta? Come si aiuta davvero un bambino che – citando Sandor Ferenczi – cerca istintivamente il linguaggio della tenerezza e si trova a fare i conti con la violenza soffocante del linguaggio della passione di un adulto fuori controllo?

La Val d’Enza

C’è un posto in Italia dove la lotta alla pedofilia è una priorità assoluta. E i risultati si vedono. È un fazzoletto di terra in provincia di Reggio Emilia dove gli otto comuni della Val d’Enza – 62mila abitanti, 12mila minorenni, 1900 in carico ai servizi , 31 seguiti per abusi sessuali – hanno costituito un’Unione guidata dal sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, per tutelare i minori. E magari cambiare anche la testa di chi non vede il problema. «Abbiamo fatto rete e lavoriamo con operatori specializzati capaci di dare risposte rapide. La variabile tempo è decisiva», dice Carletti. È seduto di fianco al medico legale Maria Stella D’Andrea e all’assistente sociale Federica Anghinolfi. «Noi la volontà politica l’abbiamo avuta. E nonostante i tagli abbiamo anche trovato i soldi». Come li hanno spesi? Facendo formazione sugli operatori per renderli in grado di leggere in anticipo i segnali di malessere, spesso aspecifici, dei bambini, rivalutando la figura dell’assistente sociale, lavorando con gli ospedali e con le scuole e appoggiando in modo esplicito le vittime della violenza. Ad esempio costituendosi parte civile in un processo contro una madre che faceva prostituire la figlia dodicenne. Favoloso. Ma i soldi? «Abbiamo cercato di ricorrere meno alle comunità (che pure sono fondamentali) dove per seguire un bambino servono 50mila euro l’anno. E abbiamo incentivato il ricorso agli affidi, che costano molto meno». Le idee. Un piano capillare. La professionalità degli operatori. «Per noi è decisiva la riumanizzazione delle vittime. E per questo servono empatia e competenze specifiche. Ma sa quanti sono i corsi di laurea, a medicina o a psicologia, che prevedono la materia: “vittime di violenza”? Zero», dice Maria Stella D’Andrea, che chiede al governo interventi non solo teorici.

La legge di Stabilità del 2016 ha previsto, ad esempio, un “percorso di tutela delle vittime di violenza” rimandando a un decreto della presidenza del consiglio la definizione delle linee guida. Ma il decreto non è mai arrivato. E anche se arrivasse ci sarebbe la garanzia della sua applicazione? Dubbio legittimo. «Dal 2001 la legge prevede l’obbligo per il sistema sanitario di mettere a disposizione delle vittime uno psicoterapeuta. Ma, mancando i soldi e mancando una visione, mancano anche gli psicoterapeuti. Però tutti zitti. In questo Paese è ancora troppo forte l’idea della famiglia patriarcale padrona dei figli», dice Anghinolfi. Così in provincia di Reggio insistono con il fai da te. E a settembre, grazie anche alla consulenza del centro studi Hansel e Gretel di Torino, apriranno un Centro di Riferimento per minori che garantirà formazione, tutela, ascolto e assistenza. Venite qui, vi diamo una mano. Il sistema? Lo chiamano “riciclo delle emozioni”. Come se i bambini finissero dentro una lavatrice sana e cominciassero a lavarsi dentro. Ora, il modello degli otto comuni dell’Unione Val d’Enza è lì, basta allungare una mano e prenderlo. Interessa?

La nuova vita di Clarissa

Grazie all’appoggio terapeutico, oggi Clarissa ha 26 anni, è una splendida donna laureata e fidanzata, ha scritto un libro sulla sua esperienza che spera di pubblicare, fa la logopedista, ha completato la discesa verso il nucleo oscuro della sua vita interiore e sa con certezza che quell’ uomo che le sembrava capace di conoscere qualunque cosa, dai Fenici a Internet, per quanto suo padre era semplicemente un manipolatore malato. E sa anche che la sua vita potrà essere talmente piena da consentirle di avere, amare e proteggere un bambino suo, perché, dice: «C’è stato un tempo in cui ero convinta che avrei potuto strapparmi l’utero con le mie mani. Adesso no. Adesso l’idea di un figlio non mi spaventa più».

http://www.lastampa.it/2016/07/31/italia/cronache/un-bambino-su-dieci-molestato-dai-pedofili-allo-stato-non-importa-kwDF4rH59IhZWezkbTBwmI/pagina.html

Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime
Previous Post

Siracusa: minacce e violenza sessuale su un 15enne, accusato un parroco

Next Post

L’inchiesta sulla pedofilia in parrocchia, monsignor Miglio: «Il Vaticano sapeva»

Redazione WebNews

Redazione WebNews

Redazione servizio web

ArticoliCorrelati

IMG 4223 720x540 1
Sicilia

Marsala supplemento d’indagini nel processo a padre Genna

24 Marzo 2019
Immagine 2026 02 08 104102
World

Un controverso sacerdote del Canton Vaud sarà processato per abusi su minori.

8 Febbraio 2026
cile suore accusate di pedofilia il vaticano invia una missione pagina99it 2160497
World

Decine di suore abusate per anni da preti. Erano violentate a turno

11 Settembre 2019
Immagine 2024 09 02 101734
Città del Vaticano

Lo storico portavoce dei sinodi Padre Rosica nei guai per molestie a un giovane prete, il caso imbarazza il Vaticano

2 Settembre 2024
Paula merelo
Cronaca e News

Ogni abuso sessuale nella Chiesa è preceduto da un abuso di potere e da un abuso spirituale e di coscienza

26 Aprile 2022
Pedofili
Sicilia

Condannato parroco di 88 anni per pedofilia

26 Novembre 2006
Next Post
violenza scuola maestra 625x350 1

"Punta un coltello e e abusa di un ragazzo", sacerdote indagato a Catania

export.1.1518474.jpg

Siracusa, abusi sessuali su un ragazzo di 15 anni Prete ai domiciliari

prete Catania manette 670x274 1

Minaccia col coltello un ragazzo e poi lo stupra: arrestato parroco a Catania

Ti sei già tesserato?

Tesseramento

tesseramento antique

tesseramento antique

by Rete L'ABUSO HRC
4 Gennaio 2026
Share
Tweet
ShareSendShareSend

Highlights

Abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica portoghese: la commissione d’inchiesta presenta i risultati dei primi tre mesi.

20 Agosto 2026

Un sacerdote colombiano residente in Italia è accusato di abusi sessuali su minori.

19 Agosto 2026

Australia, l’ex vescovo di Broome Christopher Saunders condannato per abusi sessuali

14 Agosto 2026

Lettere inedite si aggiungono alle accuse di abusi sessuali mosse contro Rupnik.

8 Agosto 2026

Bozano Bressanone – SILENTIUM

6 Agosto 2026

Il Difensore Civico porta a 450 i fascicoli del sistema di riparazione per abusi nella Chiesa

5 Agosto 2026

5Xmille

5Xmille e sostieni le vittime

5Xmille rete labuso page antique

5Xmille rete labuso page antique

by Rete L'ABUSO HRC
5 Marzo 2020
Share
Tweet
ShareSendShareSend

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Rete L'ABUSO

- Rete L'ABUSO ODV/ETS (Human Rights Connect) - via Pietro Giuria 3/28 - 17100 – Savona – Italy

Navigate Site

  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • 5Xmille e sostieni le vittime
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

No Result
View All Result
  • Home
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi in Italia
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • ONU – Comitato diritti infanzia
    • Svizzera italiana
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, pedofilia del clero nelle regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
    • Newsletter
  • Media

- Rete L'ABUSO ODV/ETS (Human Rights Connect) - via Pietro Giuria 3/28 - 17100 – Savona – Italy