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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Asti » Morto prete pedofilo, funerali nella Cattedrale di Foggia. Abusò di minori e fu condannato a 6 anni e mezzo

Morto prete pedofilo, funerali nella Cattedrale di Foggia. Abusò di minori e fu condannato a 6 anni e mezzo

Redazione WebNews by Redazione WebNews
21 Marzo 2016
in Puglia
Reading Time: 4 mins read
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È morto Giorgio Mazzoccato, ex parrocco di Arpi Nova e Castelluccio dei Sauri condannato a 6 anni e mezzo per molestie sessuali (il pm chiese 7 anni, ndr) nei confronti di alcuni ragazzini che all’epoca dei fatti (tra il 1989 e il 1996) avevano dai 7 ai 12 anni. Mazzoccato scontò la condanna in un convento di Deliceto. Domani pomeriggio, 22 marzo 2016, si terranno i funerali nella Cattedrale di Foggia. Negli ultimi mesi la Chiesa ha aperto spiragli interessanti riguardo alle questioni legate allapedofilia.

Lo dimostra il funerale di Jozef Wesolowski, morto ad agosto 2015, mentre era ancora in corso un processo contro di lui per presunti abusi su minorenni e pedopornografia. Il funerale è avvenuto nella cappella del Governatorato vaticano, con rituale laico, senza omelia ma con un lungo momento di silenzio durato una decina di minuti. Un segno di rispetto per le vittime innocenti. La salma di Wesolowski ha poi lasciato il Vaticano per fare ritorno a Cracovia, città d’origine dell’ex vescovo. “Preghiamo per il nostro fratello Jozef, perché il Signore lo liberi dalle tenebre”, si era limitato a dire il celebrante, monsignor Krajewsi, elemosiniere diPapa Francesco. Ma, come detto, nessuna omelia, solo un silenzio imbarazzato. Che la Chiesa stia tentando un nuovo approccio al tema ce lo conferma anche un sacerdote: “Il funerale non va mai negato, ma serve rispetto verso le vittime”. Discorso simile per i suicidi: “La psicologia ci viene incontro. Nessuno può sapere cosa c’era nella mente di quella persona poco prima di togliersi la vita e i parroci non dovrebbero rifiutarsi di celebrare un funerale a chi decide di farla finita”.

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Cosa combinò Mazzoccato: i fatti

Mazzoccato, in una recente mappa sui preti pedofili tracciata in Italia, risulta essere uno dei tre sacerdoti condannati in provincia di Foggia. Con lui ci sono don Nicolangelo Rossi (Foggia) e don Manfredi Salvatore (Siponto, Manfredonia), entrambi condannati a circa due anni di reclusione con sentenza definitiva. Il caso più grave, però, è proprio quello con protagonista don Mazzoccato, deceduto nelle ultime ore.

A tre settimane dall’omicidio di Nadia Roccia, a fine anni ’90 Castelluccio dei Sauri tornò sotto i riflettori per le molestie in confessionale avvenute tra il 1989 e il 1996 ad Arpi Nova. Il parroco disse “facciamo in fretta che ho da celebrare messa”, quando vide la funzionaria e l’ispettrice di polizia davanti alla sua abitazione. Pensò che volessero fargli ancora domande su Nadia e sulle due amiche che la uccisero (Annamaria Botticelli e Mariena Sica), notizia della quale preferiva non parlare, tanto da non concedere nemmeno un’omelia al funerale. Davano fastidio quelle due poliziotte a don Giorgio Mazzoccato, parroco dai lunghi capelli grigi che gli scendevano sulle spalle, l’anello al mignolo e la fiammante moto con la quale si faceva notare in giro.

Ma le due agenti erano lì per un’altra inchiesta: violenza sessuale su bambini. Il parroco era accusato di aver abusato di una decina di ragazzini che andavano da lui in chiesa, che si inginocchiavano nel confessionale o lo seguivano in sagrestia, o magari andavano entusiasti alle gite che il prete organizzava spesso, come pure le partite di pallone. Al momento dell’arresto si rivolse a uno dei tre ragazzi albanesi che ospitava in casa e si raccomandò: “Ricordati di dar da mangiare alle papere. E non dimenticarti di innaffiare l’orto”. Poi alle agenti disse: “Andiamo pure”:

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Quel giorno fu accompagnato in questura, poi lo portarono in carcere. I fatti avvennero ad Arpinova, borgata vicino Foggia, dove lui fu parroco fino al ’96. Gli inquirenti iniziarono ad indagare quando da una procura della Lombardia, dove era in corso un’ampia indagine su violenze ai danni di minorenni, fu inviato un fascicolo dedicato al sacerdote. Il suo nome era venuto fuori lì. La polizia lavorò senza partire da una denuncia, ma poi di ragazzini che riferirono dei loro rapporti con don Giorgio ne sono venuti fuori dieci, e la testimonianza di ognuno sarebbe andata ad incastrarsi perfettamente con quelle degli altri, fino a mettere insieme un quadro di accuse che gli investigatori definirono molto solido. Il prete approfittò spesso dei bambini che frequentavano la parrocchia di Arpinova. In confessionale li avrebbe spinti a parlare di masturbazione o comunque di sesso, e poi ne avrebbe abusato: in sagrestia, nella sua casa, una volta anche senza uscire dal confessionale.

“E’ un avvenimento doloroso che turba la nostra comunità cristiana, ma siamo sempre fiduciosi nell’operato della magistratura”. Così parlò l’allora arcivescovo di Foggia e Bovino, monsignor Giuseppe Casale. “Siamo tutti profondamente addolorati. È un sacerdote che ha sempre svolto il suo ministero con zelo e carità, in modo che definirei ineccepibile”.

Ai giornali dell’epoca, una donna che preferì non rivelare il suo nome, disse che la casa di Mazzoccato eraun viavai di bambini della parrocchia che andavano lì a giocare perchè c’erano flipper e biliardini. Ma quando il tempo era bello, sacerdote e bambini andavano in campagna, per il ritiro spirituale. Un’abitudine che il parroco aveva anche ad Arpinova, dove sarebbero avvenute le violenze sessuali.

La condanna

Nel gennaio del 2000 don Giorgio Mazzocato (classe ’37), originario della provincia di Treviso ed ex-parroco di Castelluccio dei Sauri, venne condannato a sei anni e mezzo di reclusione per molestie sessuali nei confronti di alcuni minorenni di sesso maschile che all’epoca dei fatti avevano dai 7 ai 12 anni. Scontò interamente la sua pena in un convento di Deliceto, fino al 2007. Nel sito web della diocesi Foggia-Bovino risulta tuttora incaricato nella Casa del Clero di via De Prospero a Foggia.

Morto prete pedofilo, funerali nella Cattedrale di Foggia. Abusò di minori e fu condannato a 6 anni e mezzo

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