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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Bergamo » Blitz anti pedofilia in Lombardia, 11 arresti: anche prete e malato Aids

Blitz anti pedofilia in Lombardia, 11 arresti: anche prete e malato Aids

Redazione WebNews by Redazione WebNews
11 Febbraio 2016
in Lombardia
Reading Time: 3 mins read
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Intercettati sms tra il sacerdote e alcuni minorenni. I ragazzini si presentavano come maggiorenni sui social network dove organizzavano gli incontri a pagamento

Undici persone, tra cui un sacerdote della Bergamasca, un malato di Aids, un allenatore di calcio delle giovanili e un vigile urbano, sono state arrestate tra Lombardia ed Emilia con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali a pagamento con ragazzi minorenni. L’operazione dei Carabinieri di Brescia, che ha portato a galla un’altra storia di pedofilia, ha interessato, oltre alla provincia di Brescia, quelle di Bergamo, Milano, Monza e Brianza e Parma.

I ragazzi si presentavano come maggiorenni sui social network e, una volta stabilito il contatto, gli indagati avevano con loro rapporti sessuali in luoghi appartati in cambio di regali o piccole somme di denaro. Un arresto è stato eseguito anche in provincia di Pavia. E’ inoltre emerso che alcuni dei soggetti arrestati avrebbero fornito ad alcuni ragazzini dei telefoni cellulari da utilizzare per scambi di sms erotici. In base alla prestazione gli arrestati pagavano dai 20 ai cento euro oltre a regali di vario genere. In un caso anche una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter, ma anche biglietti per il parco divertimenti di Gardaland, gelati, cene al McDonald’s.

Tra gli arrestati un malato di Aids – Tra gli undici arrestati c’è anche Claudio Tonoli, un 56enne arrestato già nelle scorse settimane dalla polizia locale di Montichiari (Brescia): affetto da Hiv chiedeva di consumare rapporti sessuali non protetti.

Il sacerdote via sms a un ragazzo: “Abbiamo appena cominciato” – Il prete coinvolto, don Diego Rota, che prestava servizio a Solza, ai ragazzi si presentava come “Marco”. Il primo incontro con loro è avvenuto presso il cimitero di Seriate, nella Bergamasca. Il sacerdote a due di loro il 10 settembre aveva regalato altrettanti telefoni cellulari che costavano complessivamente 399 euro. In uno scambio di sms intercettati un ragazzino chiede al sacerdote: “Ma quante volte lo dobbiamo ancora fare gratis?”. E don Diego Rota risponde: “Abbiamo appena cominciato, ce ne hai per 15 volte su 20 pattuite. Se fai meglio e se non mi bidoni sempre potrei scontarne qualcuna”.

Nell’ordinanza di custodia cautelare si legge che il 28 ottobre il fratello di uno dei ragazzini aveva affrontato il sacerdote chiedendo come si chiamasse e il suo numero di cellulare. L’uomo aveva risposto Marco e fornito il numero. Il giovane che aveva avuto rapporti con il sacerdote, nel tentativo di allontanare il fratello, aveva manifestato “grande agitazione” e tornando a casa si era sentito male accusando una crisi di pantoclastia (l’impulso a rompere tutto) che aveva reso necessario l’intervento di un’ambulanza.

La Curia di Bergamo: sgomento e dolore – La vicenda ha suscitato “nel vescovo e nella nostra comunità diocesana stupore, sgomento e profondo dolore”, scrive la Curia di Bergamo sulla vicenda, che esprime alle famiglie interessate “la nostra vicinanza”.

Una ventina gli indagati – L’inchiesta ha coinvolto venti persone: oltre agli undici arrestati, almeno altri dieci risultano indagati. Il sacerdote, l’allenatore e il vigile urbano risultano i soggetti maggiormente coinvolti. I tre sono tutti residenti in provincia di Bergamo. Non si conoscevano tra loro, ma frequentavano gli stessi ragazzini che conoscevano online.

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.