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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Albenga » Don Francesco Zappella; il PM chiede l’archiviazione per una delle vittime

Don Francesco Zappella; il PM chiede l’archiviazione per una delle vittime

Contiene l’intervista integrale rilasciata dalla vittima a Mimmo Lombezzi presso la sede della Rete L’ABUSO lo scorso settembre.

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
16 Novembre 2015
in Il punto della Rete L'ABUSO, Liguria
Reading Time: 2 mins read
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Il Pubblico Ministero ha chiesto l’archiviazione per una delle presunte vittime di don Francesco Zappella, il giovane uruguayano che nel settembre scorso si era recato in Italia per deporre contro il suo molestatore. Nella richiesta si legge che malgrado l’attendibilità della presunta vittima, sussiste l’improcedibilità per l’intervento dei termini di prescrizione, termini ai quali don Francesco Zappella potrebbe rinunciare e chiarire la sua posizione sulla quale pesa anche una precedente condanna a 1 anno e 2 mesi per reati analoghi, infitta dal tribunale di Pinerolo il 9/5/1991, come scrive il PM nella richiesta di archiviazione “per il delitto di atti di libidine violenti ai danni di due minorenni infraquattordicenni”.

Restano invece ancora aperte altre due posizioni denunciate, le presunte molestie ai danni di un altro minore, oggi solo 22enne, che potrebbero costare a Zappella l’imputazione di turismo sessuale.

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L’altro possibile capo di imputazione che potrebbe creare fastidi è quello di truffa ai danni di coloro che hanno finanziato per anni la missione di don Francesco Zappella, la quale risulta non essere mai esistita, come confermato da più fonti, una delle quali lo ha anche dichiarato alla Procura Della Repubblica di Savona.

L’avvocato Sergio Cavaliere che segue “Fernando” ha comunque dato delega all’associazione per un accesso agli atti che sarà effettuato già domani, per valutare meglio la richiesta di danni in sede civile (non prescritta) nei confronti del sacerdote e della diocesi di Albenga, i quali sono già stati messi in mora dal legale.

La diocesi di Albenga, nel frattempo, fa sapere attraverso un comunicato che accetterà la richiesta di dimissioni da parte del sacerdote Francesco Zappella, dagli incarichi di parroco di Borghetto Santo Spirito e da vice direttore della Caritas Diocesana. Nessun accenno ad una sospensione dal sacerdozio o eventuale processo canonico per i reati già giudicati dall’autorità giudiziaria, anche se si annunciano approfondimenti da parte dell’Autorità Ecclesiastica.

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Francesco Zanardi

Portavoce Rete L’ABUSO

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Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.