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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Asti » Dall’Uruguay all’Italia per denunciare il missionario che abusò di lui

Dall’Uruguay all’Italia per denunciare il missionario che abusò di lui

Redazione WebNews by Redazione WebNews
1 Novembre 2015
in Liguria, Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 5 mins read
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Il primo abuso è stato in Cerro Chato, UN PAESETTO PICCINO, nel 1997, nella parrocchia di Cerro Chato (Sacro Cuore). Il pedofilo, chiamato FRANCESCO ZAPPELLA, SACERDOTE ITALIANO, tutto è cominciato quanto io avevo quasi  12 anni. Lui è arrivato al collegio con gli altri collaboratori italiani dando ai bambini caramelle, cappellini, orologi, denaro ed altri regali, comprandoci, perché eravamo orfani, bambini con carenze. Lui ci invitava a dormire nella parrocchia, ci faceva la docciae poi ci invitava a sdraiarci un pochino con lui, mi ricordo che nel primo abuso lui mi toccava i genitali sotto le lenzuola come se fosse uno scherzo… poi io andavo sempre alla parrocchia ingannato dai regali che lui ci faceva. Dopo un certo tempo  lui è tornato in Italia per un intervento chirurgico per una malattia. Io mi sono sentito triste perché lo vedevo come una figura paterna … tempo dopo ho ricevuto una sua lettera che conteneva denaro in dollari, mi ricordo che me l’hanno consegnata gli incaricati del collegio, dopo avere ottenuto il denaro sono andato in un supermercato chiamato COLINA ed ho comprato molti dolcetti da mangiare con gli altri bambini. Dopo due anni io volevo organizzare una squadra chiamata Penarol ed il mio desiderio era avere le magliette del Penarol per giocare a calcio, allora ho deciso di chiamarlo e gli ho chiesto se non mi aiutava a comprare le magliette per organizzare una squadra di calcio del Penarol, ma ho ottenuto un rifiuto: lui si sentiva molesto perché lo avevo chiamato.

Quando ho compiuto 16 anni gli incaricati del collegio mi hanno commentato che io sarei stato aiutato dal SACERDOTE ITALIANO FRANCESCO ZAPPELLA, CHE SAREI STATO MANDATO A STUDIARE A TRENTATRÈ PERCHÈ LUI STESSO ERA IL MIO TUTORE NELLA CITTÀ, nel 2001 sono andato a vivere alla villa degli studenti nella città di Trentatre a studiare, la ragione per la quale mi aiutava era perché non avevo i miei genitori, ero un ragazzo solo senza famiglia per difendermi. Lui stava nella parrocchia El Salvador, svolgendo attività religiose. IO HO COMINCIATO, MOLTO CONTENTO, AD ANDARE ALLA PARROCCHIA EL SALVADOR, (ERO UN) UN ADOLESCENTE DI 16 ANNI. Lui mi dava denaro ma mi chiedeva di fargli massaggi ai piedi e alle spalle, e sul petto e così sono passati i mesi. Un giorno IO HO PERCEPITO CHE LUI NON ERA TANTO BUONO COSÌ COME DICEVANO: SONO ANDATO A CHIEDERGLI (DENARO) PER COMPRARE UN PAIO DI SCARPE DA FOOTBAL PERCHÈ VOLEVO GIOCARE NEL SAN LORENZO E LUI, MOLTO IRRITATO, MI HA RESPINTO. I GIORNI PASSAVANO ED I MASSAGGI CONTINUAVANO, UN GIORNO LUI MI HA INVITATO A RIMANERE I FINE SETTIMANA NELLA PARROCCHIA CON LUI ED IO, MOLTO CONTENTO, HO CHIESTO AL DIRETTORE MIRAVALLE ( IL MAESTRO ) SE ME LO PERMETTEVA. HO COMINCIATO AD ANDARE I FINE SETTIMANA E LUI MI DAVA DENARO, CIBO,  PICCOLE COSE COME OROLOGI, QUALCHE PENNE, PICCOLE COSE CHE MI FACEVANO CONTENTO, OLTRETUTTO LUI MI CHIAMAVA FIGLIO ED IO LO VEDEVO COME IL MIO PROTETTORE, DATO CHE ERO MOLTO TRISTE PER ESSERE USCITO DAL COLLEGIO AL QUALE MI ERO AFFEZZIONATO MOLTO. I MASSAGGI CONTINUAVANO E UN GIORNO LUI MI DISSE DI SDRAIARMI UN POCHINO PER CHIACCHIERARE, POI LUI COMINCIAVA A AFFERRARMI IL PENE FINO A LASCIARLO DURO COME UNA SPECIE DI MASTURBAZIONE, A VOLTE MI CHIAMAVA “CHICO” E MI CHIEDEVA SE POTEVA DARMI UN BACIO SUL PENE, IO NON GLI DICEVO MAI NÈ SI NÈ NO PERCHÈ AVEVO PAURA DI RIMANERE NUOVAMENTE SOLO, O CHE LUI CI RIMANESSE MALE PERCHÈ MI DAVA COSE E DOPO MEZZ’ORA O UN’ORA MI MANDAVA A SDRAIARMI NEL MIO LETTO. UN GIORNO LUI MI DISSE SE IO VOLEVO ANDARE A VIVERE IN PARROCCHIA CON LUI, ED IO ERO MOLTO FELICE PER I SUOI REGALI E GLI HO DETTO DI SI MA IL DIRETTORE MIRAVALLE SI È SENTITO MOLESTO E MI DICEVA CHE IO DOVEVO STUDIARE E CHE DOVEVO RIMANERE NELLA VILLA O SE NO DOVEVO ANDARMENE.

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IO HO CONTINUATO CHIEDENDOGLI TENNIS, COSINE PER STUDIARE ED ESSERE BEN VESTITO PERCHÈ AVEVO VOGLIA DI AVERE UNA FIDANZATA, E LUI SI INFASTIDIVA SEMPRE… POI HO COMINCIATO AD ANDARE AD UN GRUPPO DI GIOVANI DOVE MI SONO INNAMORATO DELLA MIA PRIMA FIDANZATA FABIANA, IL FIDANZAMENTO HA CONTINUATO CON MOLTO AMORE ADOLESCENZIALE. LUI HA COMINCIATO A RENDERMI LA VITA IMPOSSIBILE, NON MI VOLEVA PIÙ BENE, PARLAVA MALE DI ME ALLE PERSONE DELLA PARROCCHIA, È ARRIVATO AD ACCUSARMI DI AVERGLI RUBATO DEI GIOIELLI CARI CHE APPARTENEVANO ALLA SUA FAMIGLIA, TANTO HA FATTO E NON HA POTUTO ACCUSARMI E MI HA COMPRATO UNA BICICLETTA PORTANDOMELA ALLA VILLA DEGLI STUDENTI DOVE ERA PRESENTE IL DIRETTORE MIRAVALLE E ALTRI FUNZIONARI DELLA VILLA DEGLI STUDENTI, TUTTI QUANTI SAPEVANO DELLA FALSA ACCUSA. POI, NELLA STESSA VILLA DEGLI STUENTI C’ERA UN RAGAZZO CHE SI CHIAMAVA GONZALO, ( LO CHIAMAVANO “IL CUCHA DI CANE”(?)) PERCHÈ ERA MAGRO, QUESTO RAGAZZO È STATO UN CASO SPECIALE: LUI MI RUBAVA DENARO DAL MIO ARMADIETTO DOVE CONSERVAVO LE MIE COSE NELLE STANZE DELLA VILLA DEGLI STUDENTI, IO L’HO SCOPERTO E ABBIAMO LITIGATO. SONO PASSATI I GIORNI E, COME AD ALTRI CHE MI AVEVANO DERUBATO, HO PERDONATO GONZALO E LUI MI CHIESE DI PORTARLO ALLA PARROCCHIA PER OTTENERE UN LAVORO NELLA RISTRUTTURAZIONE DELLA PARROCCHIA, IO L’HO PORTATO ALLA PARROCCHIA E HO CHIESTO AL PADRE DI AIUTARLO POICHÈ GONZALO STAVA SOLO ED IN PESSIME CONDIZIONI. GONZALO COMINCIÒ A FARE LAVORETTI NELLA PARROCCHIA E GIORNI DOPO IO E GONZALO ABBIAMO DECISO DI ANDARE A VIVERE ALLA PARROCCHIA EL SALVADOR CON IL PADRE ZAPPELLA. LE DISCUSSIONI CONTINUAVANO E I MALTRATTAMENTI PEGGIORAVANO E IL PADRE VOLEVA CHE IO TORNASSI AL COLLEGIO MENTRE GONZALO COMINCIÒ A DORMIRE NELL’APPARTAMENTO CON IL PADRE ZAPPELLA MENTRE IO DORMIVO NELLA CASA DI RIPOSO, GONZALO DIVENNE IL MIGLIOR AMICO DI ZAPPELLA, LUI COMINCIÒ AD USARE LA MACCHINA DELLA PARROCCHIA, A VESTIRSI BENE ED IO AVEVO LA MIA FIDANZATA NELLA VILLA, SARA, PERÒ IL PADRE MI AVEVA ABBANDONATO, IO MI SENTIVO MOLTO ARRABBIATO E ALL’ORA DI PRANZO NON VOLEVO MANGIARE PER MOSTRARGLI LA MIA INQUIETUDINE. MI RICORDO CHE MI INVIÒ IL MURATORE CLAVERO PER PORTARMI AL NUNES E MANDARMI A CASA DI MIA MADRE, MA IO ERO INNAMORATO DI UNA RAGAZZA E NON VOLEVO ABBANDONARE TRENTATRÈ, QUANDO SONO SALITO SULL’OMNIBUS, FUORI DA 33 HO CHIESTO ALL’AUTISTA DI FERMARE L’OMNIBUS DICENDO CHE MI ERO DIMENTICATO UNA COSA E SONO SCESO, SONO ANDATO ALLA CASA DELLA MIA FIDANZATA SARA NELLA VILLA E MI SONO NASCOSTO LÌ. POCHI MINUTI DOPO LUI ARRIVÒ ED IO, NASCOSTO, ASCOLTAVA COME LUI DICEVA ALLA MADRINA DELLA MIA FIDANZATA CHE LUI MI AVEVA MANDATO DA MIA MADRE PERCHÈ IO MI COMPORTAVO MALE E LUI NON MI SOPPORTAVA PIÙ,  PARLANDO MOLTO MALE DI ME, MA LA MADRINA NON GLI CREDETTE PERCHÈ GIÀ SAPEVA DI TUTTO, POICHÈ LEI MI TRATTAVA COME UN FIGLIO. PASSARONO I GIORNI ED IO NON AVEVO PER SOPRAVVIVERE E SONO ANDATO NUOVAMENTE ALLA PARROCCHIA A CHIEDERGLI AIUTO, LUI MI DAVA DENARO MA MI CHIEDEVA MASSAGGI E VARIE VOLTE MI FACEVA SDRAIARE UN MOMENTO CON (LUI). MI RICORDO LE SUE PAROLE ERANO  Emoticon sopracciglia agrottate, cipiglio  POI CI SDRAIAVAMO UN POCHINO PER CONVERSARE E MI RICORDO CHE LUI MI DAVA BACI NELLA BOCCA E CERCAVA DI FARMI APRIRE LA MIA BOCCA MA IO RESISTEVO PERCHÈ NON MI PIACEVA.

Luis Mario

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