BRINDISI – «Non fu una violenza sessuale completa, bensì una forma più lieve». Lo ha sostenuto il legale di don Giampero Peschiulli , il sacerdote arrestato e posto ai domiciliari per abusi sessuali su due chierichetti, nel corso dell’udienza che si è celebrata ieri per discutere il ricorso presentato al fine di ottenere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare. E quindi la libertà per l’ex parroco della chiesa di Santa Lucia. Secondo la difesa nelle denunce di due vittime, che hanno raccontato dei presunti episodi di molestie dopo che la trasmissione
Le Iene aveva smascherato il “prete pomicione”, i baci, le carezze, gli “atti sessuali” descritti non andrebbero considerati secondo le ipotesi più gravi previste. Per questa ragione, sebbene si tratti di fatti accaduti fino al 2014, non vi sarebbe neppure il pericolo di reiterazione del reato. Dinanzi al Tribunale del Riesame c’era ieri anche l’accusa, sostenuta dal pm Giuseppe De Nozza, che ha riproposto le stesse argomentazioni contenute nella richiesta e nel provvedimento del gip Tea Verderosa con cui è stata disposta la misura cautelare.
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