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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » Keith O’Brien Cardinale scozzese accusato di «comportamenti inappropriati»

Keith O’Brien Cardinale scozzese accusato di «comportamenti inappropriati»

Redazione WebNews by Redazione WebNews
23 Febbraio 2013
in World
Reading Time: 4 mins read
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Gli accusatori sono tre sacerdoti e un ex religioso.
Le loro storie pubblicate dal «Guardian»

Il cardinale Keith O’BrienIl cardinale Keith O’Brien
A pochi giorni dall’inizio del conclave nuove accuse e un nuovo potenziale scandalo, questa volta proveniente dalla chiesa cattolica in Gran Bretagna, rischia di scuotere ulteriormente il Vaticano in uno dei momenti più delicati della sua storia recente. Il cardinale scozzese Keith O’Brien, il più alto porporato britannico e tra quelli che hanno diritto di voto nell’elezione del prossimo papa, è accusato di «comportamento inappropriato» nei confronti di tre sacerdoti e un ex sacerdote.

EPISODI DI 33 ANNI FA – Le accuse, provenienti dai diretti interessati, sono state fatte pervenire al nunzio apostolico in Gran Bretagna, Antonio Mennini, stando a quanto riferisce il Guardian in un lungo articolo pubblicato sabato sera sul suo sito online e, in prima pagina del suo domenicale, The Observer. Si riferiscono ad episodi che risalgono a fino 33 anni fa. In un caso al 1980. All’epoca, la persona che oggi punta il dito contro il comportamento di O’Brien, aveva 18 anni ed era un seminarista al St.Andrew’s College (a Drygrange, in Scozia) dove l’attuale cardinale era il suo «direttore spirituale». A quanto si apprende, ha parlato di un «approccio inappropriato» dopo le preghiere della sera. L’allora seminarista sarebbe stato in quel momento troppo spaventato per riportare l’accaduto, ma da allora la sua personalità sarebbe cambiata, e anche i suoi insegnanti avrebbero notato che appariva spesso depresso. L’allora seminarista è stato poi ordinato sacerdote, ma, si legge, avrebbe riferito al nunzio che avrebbe abbandonato il sacerdozio nel momento in cui O’Brien fu nominato cardinale (da Giovanni Paolo II nel 2005). Si è poi sposato. «Sapevo che avrebbe sempre esercitato un certo potere su di me. Si pensava che io avessi lasciato il sacerdozio per sposarmi. Non fu così. Lo feci per preservare la mia integrità».

«PRETE B» E «PRETE C» – Quello che viene indicato dal giornale come «prete B» riferisce di un episodio, sempre negli anni 80, e parla di un «comportamento», da parte del cardinale nei suoi confronti, «non cercato» – precisa – e avvenuto a tarda serata, dopo una «sessione di bevute». «Prete C» accusa O’Brien di aver usato il momento della preghiera serale come una scusa per «contatti inappropriati», riferisce ancora il Guardian. A quanto emerge, inoltre, il cardinale avrebbe mantenuto i contatti con «Prete C» per un certo periodo e – questo dettaglio sarebbe stato fatto pervenire all’ufficio del Nunzio – almeno in un’altra occasione O’Brien, descritto da «Prete C» come «molto carismatico», avrebbe fatto in modo di trovarsi in una situazione definita come intima. «Bisogna comprendere qual è il rapporto tra un vescovo e un prete. Gli si deve obbedienza – spiega l’ex sacerdote – è più di un capo, di un amministratore delegato di un’azienda. Esercita su di te un potere immenso». Le accuse sarebbero state riportate prima dell’annuncio delle dimissioni da parte di Benedetto XVI.

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L’INTERVISTA INASPETTATA – O’Brien ha suscitato clamore l’intervista che ha rilasciato venerdì al servizio scozzese della Bbc in cui il cardinale affermava che a suo avviso i preti dovrebbero potersi sposare, se lo volessero. Un’apertura inedita e sorprendente anche perché il porporato è considerato un ferreo tradizionalista. Uno strenuo conservatore soprattutto in materia di omosessualità, che aveva condannato come immorale, e contro i matrimoni gay che aveva definito «dannosi per il benessere fisico, mentale e spirituale».

Redazione Online24 febbraio 2013 | 1:08

http://www.corriere.it/cronache/13_febbraio_24/cardinale-scozzese_27112274-7e15-11e2-af5b-7a4139da51bb.shtml

 

Conclave, nuova grana in arrivo dalla Scozia: cardinale accusato di rapporti ‘inappropriati’

L’alto prelato scozzese, in partenza per Roma in vista dell’elezione del nuovo Papa, messo sotto accusa per ‘molestie’ dall’esposto di quattro sacerdoti al Nunzio apostolico in Gran Bretagna: “Si deve dimettere, la Chiesa non lo faccia votare”

Conclave, nuova grana in arrivo dalla Scozia: cardinale accusato di rapporti ‘inappropriati’ Il cardinale Keith O’Brien (ansa)

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LONDRA – Non bastava il caso Mahony, sul conclave che dovrà eleggere il nuovo Papa piove un’altra grana che stavolta arriva dal Regno Unito. Uno degli “elettori” del pontefice, il cardinale scozzese Keith O’Brian, è stato accusato di “comportamento inappropriato” da tre sacerdoti e un ex sacerdote in Scozia. A svelare la notizia sono il Guardian e l’Observer.

Secondo il Guardian, i quattro hanno sottoposto la loro segnalazione, con riferimento a un periodo che risale a fino 33 anni fa, al Nunzio apostolico in Gran Bretagna, Antonello Mennini, chiedendo le dimissioni immediate del porporato. Un portavoce del cardinale ha fatto sapere che le affermazioni degli ‘accusatori’ sono state contestate. O’Brien ha 74 anni e si dovrebbe ritirare il mese prossimo.

A quanto emerge, uno dei denuncianti ritiene che O’Brian avesse sviluppato nei suoi confronti un rapporto definito “inappropriato” e che ciò lo abbia costretto ad anni di assistenza psicologica. I quattro, si legge ancora sulla versione online del quotidiano, affermano di essersi rivolti al Nunzio già prima dell’annuncio delle dimissioni di Benedetto XVI, l’11 febbraio scorso. L’Observer riferisce che i quattro farebbero parte della diocesi di St Andrews e di Edimburgo di cui è titolare O’Brien. Inoltre, i denuncianti temono che una partecipazione del primate scozzese all’elezione del Papa vorrebbe dire che la Chiesa ha ignorato le loro rivendicazioni.

Il primo caso – secondo quanto riporta l’Observer – risale al
1980 quando uno degli accusatori era “un seminarista 18enne al Drygrange college a St Andrews, dove O’Brien era il suo direttore spirituale”, e dove, secondo il domenicale, l’attuale cardinale gli avrebbe fatto delle “avance inappropriate dopo la preghiera della notte”. All’epoca, l’uomo, ha spiegato di essere “troppo terrorizzato per denunciare il caso”. Venne ordinato sacerdote, ma si spogliò dell’abito talare quando seppe che O’Brien era stata nominato vescovo.

Per quanto riguarda gli altri tre ‘denunciati’, tutti ancora sacerdoti, il primo ha riferito di di essere stato oggetto di “un contatto inopportuno” da parte di O’Brien nella sua prima parrocchia; il secondo ha spiegato che nel 1980 fu invitato a passare un settimana con l’attuale cardinale nella sua residenza e qui, ha detto, di essere stato vittima di un comportamento inadeguato dopo una bevuta a notte fonda; l’ultimo sacerdote ha dichiarato che quando era un giovane prete O’Brien utilizzava la vicinanza durante le preghiere serali per “contatti inappropriati”.

Ieri il cardinale scozzese, in un’intervista alla Bbc, aveva confermato la sua intenzione di partire per Roma il prossimo martedì per partecipare al conclave. L’intervista aveva suscitato clamore per alcune sue dichiarazioni sulla opportunità per i preti di sposarsi: “Se lo vogliono dovrebbero poterlo fare”, aveva detto il cardinale. In passato invece, O’Brian aveva manifestato posizioni molto conservatrici, in particolare rispetto all’omosessualità che aveva condannato come immorale e contro i matrimoni gay che aveva definito “dannosi”.

(23 febbraio 2013)

http://www.repubblica.it/esteri/2013/02/23/news/il_cardinale_o_brien_nuova_grana_sul_conclave-53279245/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.