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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Acireale » ACIREALE, CASO PEDOFILIA: NUOVA PUNTATA DELLA STORIA INFINITA

ACIREALE, CASO PEDOFILIA: NUOVA PUNTATA DELLA STORIA INFINITA

Redazione WebNews by Redazione WebNews
28 Luglio 2012
in Sicilia
Reading Time: 3 mins read
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Pubblicato il: sab, lug 28th, 2012

ACIREALE, CASO PEDOFILIA: NUOVA PUNTATA DELLA STORIA INFINITA

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di Redazione – La vicenda Chiarenza – Pulvirenti non si chiuderà tanto in fretta. Lo abbiamo detto mesi fa, lo ripetiamo adesso. I riflettori si spengono per un pò e poi si riaccendono improvvisamente, senza preavviso. Ha fatto scalpore la notizia della 27°edizione della “Giornata di Fraternità della Strada”, istituita da Mondo X, con la benedizione ai convenuti da parte di Mon. Carlo Chiarenza a Milano.

Una notizia, resa nota oggi dal mondo del web, ma a renderla clamorosa è la data a cui si riferisce: il 24 maggio. Poco, pochissmo tempo dopo la conferenza stampa d’accusa di Teo Pulvirenti e dalla fiaccolata organizzata ad Acireale per dire no alla pedofilia. Un gesto che il popolo della rete ha ritenuto essere di cattivo gusto: il sacerdote accusato di pedofilia era stato inviato dal suo Vescovo Antonino Raspanti a meditare nel silenzio.

Così recitava un comunicato stampa ufficiale della Diocesi di Acireale. Le immagini che lo ritraggono in pompa magna, circondato da autorità civili e militari della regione Lombardia poco si sposano con il concetto di meditazione a nostro avviso. Attenzione, Chiarenza è un cittadino italiano, e un sacerdote; con una grave accusa da cui dovrà difendersi, ma pur sempre un uomo libero. Non si contesta quindi la legittimità delle azioni, semmai il dibattito verte sull’opportunità di certe scelte dopo la bufera che l’ha colpito.

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Dice di essere innocente e che proverà a tutti che Pulvirenti mente, magari ci riuscirà ma nel frattempo chi s’è sentito colpito da questa sporca storia gradirebbe meno sfrontatezza. Ma Chiarenza evidentemente la pensa in modo diverso e non fa nulla per nasconderlo. In città circolerebbe la voce di un suo imminente ritorno, forse già nelle prossime ore.

Domani è il giorno del 44° anno di sacerdozio e Chiarenza pare sia intenzionato a festeggiare assieme ai suoi fedelissimi, quelli che non gli hanno mai voltato le spalle. Tutto lecito, per carità, nessun reato commesso.

Ripetiamo, Chiarenza è un uomo libero di muoversi sul territorio nazionale. Ma non ci stancheremo mai di affermare che certe volte un pizzico di buon gusto non farebbe male. Ed intanto la Diocesi di Acireale che fa? Ci piacerebbe tanto saperlo.

Pubblicato il: mer, ago 1st, 2012

PEDOFILIA: LA CARAMELLA BUONA CHIEDE DI CONOSCERE IL PARERE DEL VESCOVO SU AZIONI CHIARENZA

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inoltratoci dall’ufficio stampa de La Caramella Buoba

A seguito di quanto in allegato si riporta dichiarazione del Presidente de La Caramella Buona Onlus Roberto Mirabile:

“Apprendo che Don Carlo Chiarenza, indagato per pedofilia, ha appena festeggiato i 44 anni di sacerdozio ad Acireale. Una fotografia testimonia che ha pure partecipato recentemente ad una cerimonia, con tanto di autorità civili e militari, a Milano. Voglio esprimere i miei complimenti per queste intelligenti apparizioni del Signor Chiarenza, libero certo di muoversi ovunque voglia e come voglia, ancora.

Gradirei conoscere il pensiero del Vescovo Raspanti, che mi ricordo aveva consigliato al suo sacerdote la “meditazione” e pure di Mons. Scicluna, il promotore di giustizia (Pubblico Ministero) dell’ex Sant’Uffizio, colui che segue il processo canonico a carico del Signor Chiarenza. A tal proposito attendo risposta.

Siamo tutti in attesa di un riscontro da parte della Magistratura che da mesi sta lavorando, dati i tempi, credo sul altri elementi oltre quelli denunciati da Teo Pulvirenti e per rispetto delle Autorità competenti abbiamo cercato di ridurre al minimo gli interventi favorendo un silenzio stampa doveroso; certo è, che di fronte tali immagini è impossibile restare muti e pazienti. Non possiamo e non vogliamo perché, in particolare dopo la nostra visita ad Acireale, tantissime persone ci hanno chiesto di dar voce al proprio dolore ed è un impegno a cui non vogliamo venir meno.

Certamente con grande piacere e condivisione di intenti, mi unisco ai festeggiamenti per il lungo sacerdozio di Don Carlo Chiarenza ed esprimo i miei migliori auguri per questa esemplare carriera. Meglio ironici che sfacciati”.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.