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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Acireale, il prete accusato di pedofilia si difende: “Gravissima calunnia”

Acireale, il prete accusato di pedofilia si difende: “Gravissima calunnia”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
5 Aprile 2012
in Sicilia
Reading Time: 2 mins read
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Acireale, il prete accusato di pedofilia si difende: “Gravissima calunnia”
5 aprile 2012 – Sarà l’inchiesta della Procura di Catania, affidata al Pm Marisa Scavo, a fare luce su un presunto caso di abusi sessuali che sarebbero avvenuti all’interno della Chiesa di San Paolo ad Acireale tra il 1989 ed il 1990.
Le indagini, in corso da qualche settimana, sono scattate a seguito della denuncia di Teodoro Pulvirenti, ricercatore 37enne oggi residente negli Stati Uniti che sostiene di aver subito violenze da parte di don Carlo Chiarenza, ex reggente della parrocchia della cittadina del Catanese.

Il sacerdote, assistito dal legale Antonio Fiumefreddo, del foro di Catania, stamane ha reso noto che l’attività di indagine difensiva potrebbe approdare ad una “querela per gravissima calunnia”.
Chiarenza respinge dunque ogni accusa di pedofilia. Le dichiarazioni del suo abusatore, sarebbero – come dichiarato dal legale Fiumefreddo “un racconto costellato da tante omissioni”. A suo avviso, nella testimonianza di Pulvirenti – resa nota ai giornalisti nella sede della Stampa Estera di Roma il 22 marzo scorso – sono rintracciabili “dieci silenzi, un decalogo di domande senza risposte”.

Secondo l’avvocato, Pulvirenti tace sul “perché fu allontanato dalla Comunità San Paolo; tace sul perché Don Carlo lo rimproverò nella conversazione da lui stesso intercettata; tace sul fatto che suo padre era ministro straordinario della parrocchia e aveva un ruolo importantissimo in comunità che lo rendeva quotidianamente presente; tace sulla circostanza che a Cassone, luogo di campeggi estivi, erano sempre presenti le mamme di tanti ragazzi; tace sul fatto che in parrocchia, come a Cassone, don Carlo non era solo ma sempre con altri 3 sacerdoti; tace sui suoi screzi con gli altri ragazzi della comunità; tace sul centro di ascolto fondato da don Carlo ad Acireale; tace su don Carlo fondatore del Telefono Amico ad Acireale; tace sul significato autentico delle cartoline che venivano inviate a centinaia di ragazzi da don Carlo, tutte col medesimo linguaggio; tace sui suoi problemi di famiglia”.

Roberto Mirabile, presidente della Onlus La Caramella Buona, che ha per prima raccolto lo sfogo di Pulvirenti, ha parlato di “discutibilissima tattica” di “far passare Teo Pulvirenti come una persona inattendibile, addirittura mentalmente instabile, problematico e con l’aggravante della sessualita’ omosessuale, come se questa fosse elemento di poca credibilita’”, e contesta
i “silenzi” denunciati da Fiumefreddo: “Pulvirenti non nasconde nulla e non tace, come ha dimostrato ampiamente. Inutile provare in modo meschino a capovolgere i ruoli”, ha dichiarato.

Teodoro Pulvirenti, sostiene inoltre di essere a conoscenza di almeno una decina di casi di abusi perpetrati dallo stesso sacerdote su altri giovani. Dalle pagine dei giornali, ha voluto rivolgersi proprio a loro, con un monito preciso: “Non abbiate paura, denunciate come ho fatto io”.

Intanto, l’avvocato di Don Chiarenza ha attivato una casella di posta elettronica ([email protected]) per ricevere testimonianza sulla vicenda. Si preannuncia dunque l’ennesima battaglia legale che ha come protagonista un membro della Chiesa.

Tags: acireale, chiesa, pedofilia, teodoro pulvirenti
Categorie: Cronaca

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.