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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

Don Italo Casiraghi fa ancora il prete nascosto a Pietra Ligure (SV) tre giorni di verifiche..wmv

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
17 Febbraio 2012
in Archivi, Docu-film
Reading Time: 2 mins read
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Ritrovato a Pietra Ligure (SV) il prete pedofilo nascosto in Italia. Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri. Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia. Partiamo dalla sua storia.

Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gordola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”. Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di un prete pedofilo preso in flagranza di reato. Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”.

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Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa. Da lì al carcere il passo è stato immediato. Una volta rilasciato però si erano perse le tracce, o meglio era stato individuato nei pressi di Varese, ma poco dopo era sparito.

Verso la fine di gennaio arriva una segnalazione alla Rete L’abuso, il sacerdote è in Liguria. Il 14 febbraio riusciamo a rintracciarlo e con un collaboratore, Roberto Nicolick andiamo a verificare l’effettiva presenza del sacerdote. Ci rechiamo a Pietra ligure nella parrocchia diretta da don Luigi Fusta, già rinviato a giudizio con l’accusa di aver coperto un collaboratore parrocchiale pedofilo, e troviamo don Italo Casiraghi. Abita in una casa a schiera, tra una scuola media e una chiesa. Seguiamo il sacerdote e non impieghiamo molto a scoprire che dice regolarmente messa, mattino e sera.

Il Vaticano malgrado quello che dichiara non ha preso alcun provvedimento nei confronti del prete pedofilo, già pregiudicato nel 2004, lo stesso sacerdote dichiara che ogni tanto il vescovo dalla Svizzera lo viene a trovare. In data 14-2-12 abbiamo provveduto a segnalare l’esito della nostra verifica oltre che alle autorità civili anche a don Luigi Fusta, allegando il video, cercando di scongiurare altri “equivoci” per don Fusta come quelli che a suo dire sta subendo negli ultimi periodi.

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Speriamo anche che a seguito della nostra segnalazione, don Luigi Fusta si rivolga alle autorità ecclesiastiche competenti denunciando il fatto, chiedendo spiegazioni sul perché un sacerdote, colto in flagranza di reato, non sia stato ridotto allo stato laicale. Giovedì 16, due giorni dopo, torniamo per vedere se la curia ha preso qualche provvedimento. Purtroppo no, il giorno 16 troviamo don Casiraghi che celebra la messa.

Francesco Zanardi

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Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.