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Portale della Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti | Sicilia | Mons. Angelo Mustazza patteggia

Mons. Angelo Mustazza patteggia

Redazione WebNews by Redazione WebNews
12 Marzo 2011
in Sicilia
Reading Time: 6 mins read
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Mons. Angelo Mustazza, sacerdote trapanese accusato di atti di libidine e induzione alla prostituzione nei confronti di alcune minorenni, è stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione con il patteggiamento. È stato lo stesso difensore dell’imputato a chiedere il patteggiamento davanti al Gup, con il consenso del Pm Giusi Mione. Mons. Mustazza, ex insegnante di religione e parroco delle Chiese di Sant’Andrea e Misericordia ad Erice, era stato arrestato sei mesi fa dai carabinieri sulla base delle testimonianze di alcune ragazzine. Il sacerdote avrebbe pagato cifre oscillanti intorno alle 50 mila lire per potere «toccare» le giovani.foggia

http://edicola.unionesarda.it/Articolo.asp…Articolo=220768

SICILIA – I TESORI DI MONSIGNORE
di GIUSEPPE PIPITONE [ 18/01/2011]

Ma al di la’ delle voci, che possono o meno trovare conferma, c’e’ un altro fatto che ancora oggi meriterebbe piu’ di un approfondimento. Padre Angelo Mustazza fino al 1998 era parroco a Valderice, la stessa cittadina che ospita l’Auxilium. Su Mustazza i fedeli erano sempre stati d’accordo, un prete per bene. Ma improvvisamente il presule si trovo’ al centro di voci su una brutta storia di pedofilia e sfruttamento della prostituzione. Alcune ragazzine, anche di dodici anni, appartenenti alle famiglie meno abbienti della zona, raccontarono come il prete le conducesse spesso in sacrestia abusando ripetutamente di loro. Poi, per lavarsi la coscienza, le pagava con poche lire.
Mustazza dovette arrendersi di fronte all’evidenza dei fatti, patteggiando una condanna per violenza carnale su ultraminorenni e invito alla prostituzione. Secondo le norme del diritto canonico un sacerdote che arriva addirittura alla condanna per reati del genere dovrebbe essere allontanato dal suo territorio, e magari collocato a riposo.
Per questo appare singolare il fatto che Mustazza, un tempo proprietario di diversi appartamenti a Trapani, oggi sia il parroco della Chiesa di Purgatorio. Per la cronaca, Purgatorio e’ il nome di una frazone che si trova a un tiro di schioppo da Valderice, la cittadina dove Mustazza ha consumato il grave reato pochi anni fa. Ma a Trapani nessuno sembra porsi domande. Da Canepa fino agli affari della Fondazione Auxilium, passando per il caso di padre Mustazza, sono tutte coincidenze. Fatti curiosi, utilizzati ad hoc da chi vuole attaccare la Chiesa trapanese e il suo pastore.

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www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=368

————–

Nelle mani dei magistrati anche foto scottanti. Ma molti fedeli difendono il prelato: ” e’ vittima di una vendetta ”
” Violentava minorenni ” , parroco in cella
Trapani, monsignor Mustazza arrestato dopo le rivelazioni di alcune ragazzine

—————————————————————– Nelle mani dei magistrati anche foto scottanti. Ma molti fedeli difendono il prelato: ” + vittima di una vendetta” “Violentava minorenni”, parroco in cella Trapani, monsignor Mustazza arrestato dopo le rivelazioni di alcune ragazzine TRAPANI – Apriva la sacrestia per accogliere adolescenti di tredici, quattordici anni che una ma – itresse del quartiere reclutava tra le famiglie dei disperati. Poi, sprangata la porta, quella stanzetta tappezzata di immagini sacre diventava una alcova. L’alcova del parroco, monsignor Angelo Mustazza, 63 anni, sacerdote popolarissimo nella comunita’ religiosa di Valderice. Sussurri e chiacchiere di paese hanno fatto presto ad alimentare la leggenda del prete pedofilo, schiavo del vizio, pronto a compensare con un paio di banconote le ragazzine trascinate sul divano. Sembrano solo pettegolezzi messi in giro dagli immancabili mangiapreti, capaci di ogni diavoleria pur di sporcare l’immagine del clero siciliano, gia’ squassato da vicende devastanti: l’incriminazione per mafia del sacerdote di Giardinello don Francesco Salvia, l’arresto del carmelitano don Mario Frittitta per favoreggiamento del boss Pietro Aglieri, la richiesta di rinvio a giudizio per stupro e usura del parroco di Mascalucia don Pasqualino Di Stefano. Ma, per i giudici, padre Mustazza aveva davvero un debole per le ragazzine, che riusciva a comprare a prezzi stracciati: bastava scucire da 30 a 50 mila lire e l’incontro era assicurato. Cosi’, almeno, assicurano i magistrati che hanno firmato un ordine di carcerazione per il monsignore, da ieri rinchiuso in una cella del “San Giuliano”. Un evento traumatico per la Chiesa di Trapani, anticipato lunedi’ dal vescovo Francesco Micciche’ durante un incontro con le maestranze della processione di misteri. “E’ accaduto un fatto gravissimo, che mi ha molto colpito”, ha mormorato il prelato che si e’ chiuso poi nel silenzio. Ma quando le agenzie hanno cominciato a battere i primi dispacci sull’arresto di don Mustazza, la notizia si e’ subito diffusa a Valderice creando sconcerto fra i parrocchiani, pronti a ricordare le buone abitudini del monsignore che da 35 anni vive nella canonica con la sorella Maria conducendo una vita discreta e irreprensibile, scandita da preghiere e opere di bene, sempre al servizio dei diseredati. Ogni mattina il Rosario, le Confessioni, la Messa. Quindi in sacrestia ad ascoltare le litanie degli sventurati, a dare una parola di speranza all’esercito dei questuanti. Un maledetto equivoco, giurano i fedeli ignorando, forse, il blitz dei carabinieri che hanno sequestrato materiale definito “interessante” in un paio dei 15 ruderi acquistati qualche tempo fa dal parrocco nella borgata di San Francesco. La svolta sarebbe arrivata all’inizio di aprile quando una sedicenne ha denunciato la madre per sfruttamento della prostituzione. A poco a poco, il giro delle testimonianze si e’ allargato, sono state sentite altre ragazze finche’ qualcuna non ha fatto il nome del monsignore. “State attenti a buttare fango sulle persone, sono tutte calunnie – grida Pietro Minaudo, uno dei piu’ strenui difensori di padre Mustazza -: e’ un angelo, gli affiderei anche mia figlia. Ma lui e’ troppo buono e forse per questo oggi si trova nei guai”. Spiega Minaudo, imprenditore: “Questo e’ un porto di mare, qui vengono spesso prostitute, donne bisognose d’aiuto che sono separate o hanno il marito in carcere. Qualche settimana fa s’e’ rifiutato di dare denaro a una ragazza e lei ha giurato di fargliela pagare”. Ma dal fronte investigativo non trapelano incertezze. Piuttosto, dicono i carabinieri, ci sono riscontri e testimonianze precise, alludendo forse ad alcune foto compromettenti, una delle quali ritrarrebbe il sacerdote con la mano tesa verso una ragazza seminuda. “E’ falso anche questo”, sbottano i parrocchiani in difesa del prete e spiattellando la loro verita’: “Sono venute in parrocchia due ragazze, a un certo punto una ha tirato dalla borsetta la macchina fotografica e mentre l’altra si spogliava ha fatto il clic. Era una trappola, ma don Angelo non c’e’ caduto”. —————————————————————– MONSIGNOR MAGGIOLINI “Piu’ attenzione quando si ammette al sacerdozio” MILANO – Che fra 64 mila tra preti e religiosi ci siano due o tre casi di deviazioni non deve stupire, ma non per questo giustificare quanto accaduto. “Ma in fase di ammissione al sacerdozio meglio un prete in meno in diocesi che un cuore sospeso”. A pronunciare il monito, commentando i fatti di Sicilia, e’ monsignor Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, che pur premettendo di parlare con “ritrosia” dell’argomento chiede anche una riflessione a Chiesa e societa’ laica. “Aspettiamo comunque a giudicare sin che non c’e’ condanna”, commenta sul caso. Poi la prima riflessione: “Ci sono 37 mila preti e 27 mila religiosi, non stupiamoci di tre casi, comunque gravi, ma non generalizziamo”. “Teniamo quindi conto – continua il prelato – che probabilmente si sono allentate le remore, le regole di prudenza che venivano insegnate ai maestri dello spirito, come quelle di non toccare mai i bambini”. E qui monsignor Maggiolini arriva a quello che lui definisce il quarto punto: “E’ vero che c’e’ crisi di vocazione ma non bisogna prendere chiunque per paura che la diocesi resti senza preti. Se ci si accorge di una tendenza e’ giusto allontanare senza remore”. La societa’ entra in gioco alla fine: “Chiederei che la macchina culturale, le agenzie del consenso non si stupiscano per questi episodi perche’ non puo’ non accadere quando si continua a mettere, vedi per esempio i film, la sessualita’ ovunque, come fosse un bicchier d’acqua. E le remore cadono anche la’ dove non dovrebbero cadere. Dunque la societa’ laica stia attenta e renda conto di queste scelte”. —————————————————————– I PRECEDENTI * SEMPRE IN SICILIA Sabato scorso, a Mascalucia, in provincia di Catania, scattano le manette per l’arciprete della parrocchia don Pasqualino Di Stefano, 62 anni: tra le accuse, abusi sessuali e usura * IN PUGLIA Tre settimane prima aveva celebrato i funerali di Nadia Roccia, la ragazza uccisa dalle sue due migliori amiche. Ma il 2 aprile, per don Giorgio Mazzoccato, 61 anni, sacerdote del piccolo Comune di Castelluccio dei Sauri, e’ arrivato l’ordine di arresto per violenza sessuale su dei bambini di Arpinova, dove don Giorgio era stato parroco sino al ’96 * NELLA BASSA MODENESE Nella bassa modenese un sacerdote, don G., venne bersagliato, nel settembre scorso da accuse e sospetti che lo collegavanao a un giro di pedofili. Il prete si difese pubblicamente durante l’omelia nella sua chiesa. * A MASSA Prima una serie di “voci”, poi l’allontanamento dalla parrocchia e infine gli arresti domiciliari e nell’agosto ’97 don Roberto Marianelli, 47 anni, viene confinato in canonica. Contro di lui l’accusa di atti di libidine su alcuni bambini della parrocchia di Capanne, del comune di Montignoso.

Mignosi Enzo

Pagina 17
(29 aprile 1998) – Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/1998/ap…804291522.shtml

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Arrestato a Trapani il prete pedofilo

29 aprile 1998 — pagina 23 sezione: CRONACA
TRAPANI – Monsignor Angelo Mustazza, 63 anni, parroco a Valderice (Trapani) è stato arrestato con l’ accusa di pedofilia. Il prelato avrebbe avuto rapporti sessuali con bambine di 12 anni e con ragazze maggiorenni. Gli incontri a luci rosse sarebbero avvenuti nella sacrestia e nell’ abitazione di monsignor Mustazza, nel centro di Trapani. Per ogni rapporto sessuale il prete avrebbe pagato dalle 50 alle centomila lire. A reclutare le bambine sarebbe stata una donna.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…e-pedofilo.html

monsignor Angelo Mustazza, parroco di Valderice, diocesi di Trapani, arrestato nel 1998 con l’accusa di violenza sessuale su minore e prostituzione minorile, per aver abusato in sagrestia di ragazzine dai 12 ai 16 anni. Al termine delle violenze pagava le ragazzine con pochi spiccioli. Ha patteggiato la condanna per violenza sessuale e induzione alla prostituzione minorile. Attualmente dice messa a Custonaci, località Purgatorio, nella parrocchia Maria Santissima del Suffragio, a poca distanza dalla sua ex parrocchia. [209] [210]

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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