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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » Venezuela, Arcivescovo protegge i preti pedofili e invita a uccidere Chavez

Venezuela, Arcivescovo protegge i preti pedofili e invita a uccidere Chavez

Redazione WebNews by Redazione WebNews
8 Aprile 2010
in World
Reading Time: 4 mins read
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Tulio Manuel

Chirivella è uno dei tanti preti cattolici che dovrebbe quanto meno essere giudicato da un tribunale per i reati commessi e se trovato colpevole dovrebbe finire in carcere, come ogni cittadino. Invece, essendo un alto prelato cattolico gode di protezioni ed immunità e sicuramente non finirà mai in galera.
Venezuela, Arcivescovo protegge i preti pedofili ed invita ad assassinare Chavez

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Questi quando era arcivescovo della diocesi di Barquisimeto, in Venezuela, ha protetto numerosi preti della sua diocesi che si sono macchiati del reato di pedofilia; in particolare ha occultato i reati commessi da un prete di nome Luis Mosquera, che impunemente ha violato numerosi bambini nella città di Carora e nella baraccopoli di San Jacinto di Barquisimeto, dove svolgeva la missione pastorale (*).

Oggi, monsignor Tulio Manuel Chirivella è nuovamente alla ribalta della cronaca nazionale e internazionale per aver istigato all’omicido del Presidente della Repubblica del Venezuela!

E’ uno di quei tanti ipocriti prelati cattolici che da un lato predica la pace e l’amore e dall’altro compie ignobili reati, come l’istigazione all’omicido del presidente del suo paese, il Venezuela. In una intervista rilasciata al giornale venezuelano “La prensa” del 4 aprile scorso, al giornalista che gli chiedeva testualmente “Monsignore, fino a quando dobbiamo sopportare quest’uomo?” (Per “quest’uomo” si intende il Presidente della Repubblica del Venezuela, Hugo Chavez) l’alto prelato cattolico rispondeva: “Aguantaremos hasta que se lo lleve Dios, o cuando alguien lo acabe”. Tradotto in italiano: “Lo sopporteremo fino a che dio non se lo chiama o fino a quando qualcuno non lo faccia fuori!

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Una chiara istigazione all’omicido del Presidente della Repubblica. Sui motivi di questa esternazione si potrebbero scrivere libri interi. In sostanza, per farla in breve, il motivo di quest’odio così grande verso il presidente è dovuto al fatto che questi utilizza i soldi dello stato per gli ultimi! Invece di darli solo ed esclusivamente agli oligarchi ed ai gerarchi della chiesa cattolica, come avveniva un tempo, oggi i soldi pubblici vengono distribuiti anche ai più bisognosi.

In questi ultimi tempi, in Venezuela, si parla tanto dello “sperpero” di denaro in opere pubbliche che starebbe compiendo il governo. Secondo una parte, fortunatamente ristretta e circosritta ai grandi oligarchi di questo paese ed alle alte gerarchie cattoliche, che da sempre appoggiano l’oligarchia, investimenti in opere pubbliche, come il “metrocable” sono solo uno spreco di denaro pubblico. Il governo di questo paese presieduto dal Presidente della Repubblica, per esempio, ha investito centinaia di milioni di dollari nella costruzione di una funivia, il “metrocable” che collega una delle principali baraccopoli di Caracas, quella di San Agustin, al centro della città. In questa baraccopoli vivono decine di migliaia di persone che fino ad oggi ben potevano essere considerati gli ultimi degli ultimi; queli a cui mai nessuno governo ha rivolto uno sguardo e meno che meno un investimento di cosi grande spessore; quegli ultimi che nessuna religione prende mai in considerazione.

Fino ad oggi per andare o tornare dalla baraccopoli al centro della città, questi cittadini dimenticati da tutti gli dei che affollano il panorama religioso del nostro pianeta e da tutti i governi che si sono avvicendati, impiegavano da una a due ore. Adesso, con quest’opera di altisisma ingegneria, inaugurata lo scroso 20 gennaio, raggiungono il centro della città in pochissimi minuti. Non solo: gli investimenti del governo proseguono, dato che dopo aver servito la zona con un efficiente mezzo di trasporto, sta sostituendo le baraccopoli con edifici. Questo come tanti altri investimenti in educazione e sanità gratuita e per tutti, sono considerati solamente uno spreco di denaro pubblico per taluni squallidi personaggi, tra i quali l’alto prelato cattolico; di qui l’odio così grande che porta ad auspicare l’omicidio del Presidente!

Per l’istigazione all’omicido di un uomo ed in particolare del Presidente della Repubblcia in alcuni paesi, come negli Stati Uniti, è prevista la pena di morte. Personalmente sono sempre stato contrario alla pena di morte, tra l’altro utilizzata in decine di milioni di casi proprio dalla chiesa cattolica per liberarsi di persone che non condividevano la sua dottrina, quindi la rinnego anche in questo caso; però, sarebbe giusto che tale alto prelato cattolico finisca davanti ad un tribunale e se giudicato colpevole, come ogni cittadino normale dovrebbe finire in un carcere, possibilmente di massima sicurezza.

Immagino che anche in questo caso il potere della chiesa impedirà che si faccia giustizia e mai nessun giudice venezuelano oserà imputare un alto prelato cattolico. Sarebbe interessante conoscere l’opinione del papa su questo personaggio, che oltre a proteggere i preti pedofili, arriva perfino ad auspicare l’omicidio di un uomo, del Presidente della Repubblica del suo paese, Cosa pensa il papa di un suo arcivescovo che invece di predicare l’amore, la pace e la non violenza, istiga all’omicido? Per la religione cattolica non è un peccato gravissimo? Mah! Il papa, chiamasi Karol Wojtila o Joseph Ratzinger, abituato a coprire chi si macchia di reati gravissimi come la pedofilia, sicuramente coprirà qusto prelato che istiga all’omicidio del presidente del suo paese.

Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo

http://www.agoravox.it/Venezuela-Arcivescovo-protegge-i.html


(*) Fonte Aporrea, Url: http://aporrea.org/actualidad/a98311.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.