E un documento svela che la Santa Sede offrì protezione a un prete cubano sotto accusa a Miami
NEW YORK – Avvocato, ma davvero lei crede di poter portare il Papa a processo per pedofilia? Jeff Anderson, 62 anni, l’uomo che da un quarto di secolo combatte gli abusi dei preti negli Usa, il detective che ha scoperto i documenti che mostrerebbero come Joseph Ratzinger difese il molestatore di duecento bambini sordi, ha pochi dubbi: “Il mio caso porta direttamente al Vaticano. E io spero, anzi sono convinto di riuscire a fare deporre il Papa. Un tribunale mi ha già dato ragione. La Santa Sede si è appellata alla Corte Suprema. E adesso… “.
E adesso Jeff non ha più un attimo di pace. I telefoni dell’ufficio legale di St. Paul, Minnesota, suonano che neppure le campane di Pasqua. “Ogni due settimane una nuova causa” dice Patrick Noaker, l’altro avvocato che da dieci anni segue Jeff. “Ma sapete che negli Usa un bimbo su sei è molestato?”. Anderson lo ha scoperto sulla sua pelle: anzi, sulla pelle di sua figlia. “Trovò la forza di confessarglielo solo dieci anni dopo”, ricorda Patrick. Il mostro era lo psicoterapeuta, per la cronaca un ex prete, che avrebbe dovuto assistere la ragazza, entrata in crisi per il divorzio – e, ha scritto l’Ap, ai tempi anche i problemi di alcolismo – del papà. “Ecco perché dobbiamo fare tutto quello che possiamo per fermare l’orrore. Arrivando fino a Roma: perché il meccanismo che abbiamo scoperto porta fin là”.
Il meccanismo è una bomba a orologeria che spetta alla Corte Suprema disinnescare o meno. Il Washington Post ha scritto che ci sono già stati contatti con i legali del Vaticano. “Non nostri: probabilmente fanno parte dell’istruttoria della Corte, che deve decidere se accogliere il ricorso o no”. Ma uno stato straniero come il Vaticano non è protetto dall’immunità? “Questo è il punto” dice Jeff. “Il punto sono le eccezioni”.
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