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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Agrigento » Sciacca, giallo sul parroco di San Calogero Davide Mordino

Sciacca, giallo sul parroco di San Calogero Davide Mordino

Redazione WebNews by Redazione WebNews
9 Gennaio 2010
in Sicilia
Reading Time: 5 mins read
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Ridda di voci sul giovane frate rimosso dall’Ordine francescano di cui fa parte

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del 09/01/2010
Sciacca (Ag) –
Tanti messaggi di solidarietà ed anche l’organizzazione di una petizione popolare per Davide Mordino, un religioso francescano di 38 anni che guida la parrocchia di San Calogero. Il frate alcuni giorni fa è improvvisamente scomparso, lasciando molti impegni e sorprendendo gli stessi parrocchiani che da anni lo seguono intensamente, collaborando nella rivitalizzazione della parrocchia situata nella parte più alta della città.

Si disse che padre Mordino si era allontanato volontariamente, ma in realtà si è poi appreso che il Terz’ordine regolare, di cui il frate fa parte, lo ha rimosso dall’incarico, dandogli un periodo di riposo. Una sospensione, quindi, ed i motivi sono evidentemente disciplinari, anche se nessuno spiega cosa è successo, dando sfogo alle voci incontrollate da cui emergono storie strane ed anche incredibili riguardanti il giovane parroco.

L’interessato, contattato da alcuni amici fidati, avrebbe riferito di trovarsi a Palermo, la su città d’origine, e che la sua «fuga» improvvisa è dovuta a voci che lo hanno turbato profondamente.
I suoi superiori gli hanno ordinato di lasciare la città e di mettersi da parte, senza specificare se ci sarebbero state possibilità di rientrare nell’incarico presso la Basilica di San Calogero.

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Le dicerie incontrollate si riferiscono a presunte e poco edificanti frequentazioni da parte del frate, ma anche alla gestione della parrocchia ed una denuncia all’autorità giudiziaria che non ha però avuto nessuna conferma nemmeno dalle autorità competenti. Nessuna denuncia, e nemmeno indagini, dunque, ma soltanto voci di paese con accuse pesantissime.

Il caso di padre Mordino in questi giorni è sulla bocca di tutti e insieme a tanto inevitabile chiacchiericcio ci sono anche numerosi attestati di stima non solo da parte dei parrocchiani. Sulla pagina che Mordino ha creato su Facebook, ci sono tanti messaggi di solidarietà, uno dei quali di un altro parroco, Marco Damanti, di Menfi: «Davide ti sono molto vicino e soffro con te, mi dispiace di cuore – scrive – il parroco che fino a due anni fa era a Sciacca, la verità trionferà».

Molti fedeli gli sono vicini, tanto da organizzare una petizione popolare, un modo per manifestargli solidarietà e fargli sentire il loro calore, per difenderlo da accuse che sono tutte da dimostrare. Il parroco era riuscito a creare un bel rapporto con i suoi parrocchiani e anche con la città, facendo spesso sentire la sua voce nei temi riguardanti la vita sociale e politica.
Giusepe Recca

www.fraticappuccini.it/attualita/rassegna/view.php?id=16669

Sciacca, giallo sul parroco di San Calogero
Davide Mordino

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Sta facendo discuitere da alcuni giorni l’improvviso allontanamento di Davide Mordino, un religioso francescano di 38 anni che guidava la parrocchia di San Calogero, a Sciacca. Il frate alcuni giorni fa è scomparso, lasciando molti impegni e sorprendendo gli stessi parrocchiani. Il Terz’ordine regolare, di cui il frate fa parte, lo ha rimosso dall’incarico, dandogli un periodo di riposo. Una sospensione, quindi, ed i motivi sono evidentemente disciplinari, anche se nessuno spiega cosa è successo, dando sfogo alle voci incontrollate da cui emergono storie strane ed anche incredibili riguardanti il giovane parroco. Il
caso di padre Mordino in questi giorni è sulla bocca di tutti e insieme
a tanto inevitabile chiacchiericcio ci sono anche numerosi attestati di
stima non solo da parte dei parrocchiani. Sulla pagina che Mordino ha creato su Facebook, ci sono tanti messaggi di solidarietà, uno dei quali di un
altro parroco, Marco Damanti, di Menfi: “Davide ti sono molto vicino e
soffro con te, mi dispiace di cuore – scrive – il parroco che fino a due
anni fa era a Sciacca, la verità trionferà”.

www.agrigentoflash.it/2010/01/09/sc…i-san-calogero/

Inviato – 09 January 2010 : 16:01:27 Vedi Profilo Rispondi con Citazione Invia un Messaggio Privato a admin A sciacca da giorni non si parla d’altro, ossia di fra davide mordino. Il parroco della basilica di san calogero e’ stato momentaneamente allontanato su decisione del suo superiore del terzo ordine regolare francescano. Sul conto di fra davide girano voci controverse e perfino scabrose. Eppure, a differenza di quanto si dice, il parroco non solo non e’ sotto indagine giudiziaria, come ha confermato al nostro telegiornale il procuratore pantaleo, ma addirittura sarebbe vittima di un complotto contro di lui per metterlo in cattiva luce.

Allontanato dalla Basilica di San Calogero della quale da qualche anno è parroco Fra Davide Mordino. A deciderlo è stato Fra Massimo Cucinotta, Ministro del Terzo Ordine Regolare, istituto francescano del quale l’ormai noto sacerdote presente a Sciacca da anni fa parte. Una decisione, quella di Fra Massimo Cucinotta, che negli ultimi giorni si è precipitato a Sciacca alloggiando alla Basilica di San Calogero, che appare ancora come provvisoria, posto che il Terzo Ordine di concerto con la Curia Vescovile di Agrigento, sta effettuando tutti gli accertamenti del caso.

Tutto scaturisce da una raffica di voci e, diciamolo pure, di pettegolezzi che negli ultimi giorni hanno messo in mezzo la figura di Fra Davide. Voci controverse, le ha definite oggi lo stesso Fra Cucinotta, che hanno spinto il Ministro del Terzo Ordine Regolare ad allontanare Fra Davide da un ambiente che, a giudizio del superiore, era diventato molto discusso. Un ambiente dal quale il 37enne parroco palermitano doveva allontanarsi – aggiunge fra Cucinotta – anche nell’ambito del necessario recupero di una sua maggiore serenità.

Nessun commento di Fra Massimo sulla natura di tali voci. “Io in queste ore ho ascoltato tante testimonianze – si è limitato a dire – e stiamo facendo le nostre valutazioni sulla base di quanto stiamo apprendendo, posto che – ha concluso Fra Massimo – occorre ricoredarsi che i trasferimenti dei frati rientrano in una dinamica normalissima di servizio alla Chiesa.

Voci che riferiscono di presunte situazioni addirittura scabrose, ma che vengono smentite nel modo piu’ categorico dal procuratore capo della Repubblica di Sciacca Vincenzo Pantaleo che al nostro telegiornale ha dichiarato che Fra Davide non è assolutamente sotto indagine da parte della magistratura saccense, come erroneamente invece si sostiene in giro per Sciacca.

E se a Sciacca c’è chi ha già emesso la sua personale sentenza di colpevolezza, basata sul piu’ tradizionale dei processi sommari, va detto anche che tra le dicerie degli ultimi giorni girano addirittura quelle in base alle quali Fra Davide sarebbe la vittima di un complotto ordito contro di lui. Un complotto per metterlo in cattiva luce ma che potrebbe indurlo nelle prossime ore a a sporgere formale denuncia alle autorità di polizia.

Nel frattempo è partita perfino una raccolta di firme contro la decisione di allontanare Fra Davide Mordino. “Siamo decisi – si legge nella petizione – a lottare con ogni mezzo consentito per non farci sottrarre il bene primario dlela parrocchia, esprimiamo totale adesione e sostegno alle iniziative legali e di lotta portate avanti dallo stesso Fra Davide Mordino, e chiediamo al ministro provinciale del Terzo Ordine Regolare francescano Massimo Cucinotta di intraprendere ogni utile iniziativa per sospendere l’allontanamente e di intraprendere azione di allontanamento di quelle persone che si sono rese responsabili di gravissime accusa infondate.

Insomma: Sciacca è alle prese con un nuovo caso, che potrebbe anche fondarsi su fatti assolutamente inesistenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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