di EUGENIO SPADAFORA – ACRI – Ora il verdetto è definitivo: padre Kevin Chukmwka è stato condannato a 2 anni di reclusione per il reato di tentata violenza sessuale nei confronti di una bambina. La parola fine alla nota vicenda giudiziaria è stata messa dalla III Sezione della Corte di Cassazione, che, rigettando il ricorso dell’imputato, ha confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 14 dicembre del 2007, che poi ricalcava quanto statuito nel primo grado di giudizio dal Gup di Cosenza. Tuttavia il prete di origine nigeriana non dovrà scontare la condanna in carcere: la pena è infatti sospesa. Ma se il risvolto penale della vicenda è definitivamente chiuso, a breve dovrà cominciare un altro giudizio. Ovvero quello civile, dove si dovrà stabilire l’entità del danno che padre Kevin dovrà risarcire ai due genitori (che si sono costituiti nel processo come parte civile per mezzo degli avvocati Franz Caruso e Marina Pasqua) della bimba che fu oggetto delle attenzioni del prelato. In questo senso era già stata stabilita in primo grado una provvisionale di 10.000 euro.
IL FATTO. 7 febbraio 2004, San Giacomo d’Acri. Questi i connotati spazio temporali della vicenda. Giornata di catechismo, per i più piccini, a lezione da padre Kevin presso l’abitazione parrocchiale. Una delle catechiste tornò a casa piangendo.
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