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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » news » Preti pedofili: ecco come il Vaticano protegge i religiosi

Preti pedofili: ecco come il Vaticano protegge i religiosi

Redazione WebNews by Redazione WebNews
8 Maggio 2007
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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Fù Ratzinger, su indicazione di Wojtila, a ordinare di insabbiare tutte le denunce (4000 sono negli Usa). Giuseppe Nicotri è un giornalista che si occupa da anni dei casi di pedofilia tra i preti, e di come il Vaticano abbia deciso di proteggere i religiosi accusati o condannati per violenza sessuale nei confronti di minori. In questa intervista esclusiva, realizzata dalla Voce in collaborazione con MyVideos, e pubblicata in due puntate, svela tutti i retroscena e le responsabilità degli ultimi due pontefici.

Delio Contini è un parroco di Firenze, della parrocchia di santa Maria della salute. La vicenda è emersa perchè un gruppo di cattolici fiorentini si sono “arrabbiati” dopo aver subito per decenni le attenzioni sessuali – chiamiamole così – di questo parroco, sin da quando erano bambini e bambine. In pratica, si trattava di stupro e violenza sessuale, perché quando si è minorenni, per definizione, e per legge, non si è in grado di decidere su certe cose.

Questi tizi (il gruppo di cattolici fiorentini) si sono incontrati qualche anno fà, ed hanno scoperto che anche altri, tra di loro, avevano sentito le stesse cose. Ne hanno parlato, si sono molto arrabbiati, e hanno denunciato i fatti alla Curia fiorentina. La Curia fiorentina non ha fatto nulla. Dopo due anni di arrabbiature, il prete pedofilo è stato
semplicemente trasferito ad un’altra parrocchia, così che andasse a fare il pedofilo da un’altra parte, ma senza un fastidio eccessivo. A questo punto, però, un gruppo di preti fiorentini si è arrabbiato, ed ha consigliato a questi fedeli di rivolgersi direttamente al Papa tramite il Segretario di Stato Tarcisio Bertone.

Io sono rimasto sbalordito, perchè avevo appena messo in rete sul mio blog Ruota Libera un documento datato 14/05/2001, firmato da Ratzinger e da Bertone, a quell’epoca rispettivamente capo e vicecapo della Congregazione per la dottrina della Chiesa (l’ex Tribunale dell’Inquisizione). In qualità di capo e vicecapo hanno diramato ai vescovi di tutto il mondo una circolare, per ordinare il silenzio sui casi di pedofilia dei religiosi pedofili; silenzio rispetto alle autorità locali, dicendo che questi casi vanno segnalati al Santo Uffizio, alla Congregazione. Su questi casi vige il segreto pontificio: vuol dire che non se ne può parlare con le autorità civili, non se ne può parlare con nessuno. Di fatto, si tratta di una sottrazione di competenze giudiziarie nei confronti degli altri stati sovrani; è una forma di omertà.

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Questo è grave: si tratta di persone che violentano minorenni. Mi sembra una cosa grave. Tanto grave che negli Stati Uniti, nel corso di un processo a cento preti pedofili a Houston, nel Texas, Ratzinger è stato imputato per reato di cospirazione contro la giustizia, perchè si è scoperto che aveva emanato questo documento (tra l’altro, è scritto chiaro e tondo, è stato emanato su indicazione del Papa di allora, il Papa polacco). Ratzinger è stato imputato negli Stati Uniti per questa cosa, e se l’è cavata solo perché, nel frattempo, è diventato Papa. E allora, la Santa Sede, cioè il Vaticano, ha chiesto il trattamento riservato ai capi di stato, che non vengono mai ritenuti responsabili penalmente di qualcosa, finché sono capi di stato. Il Papa, capo di Stato del Vaticano, è capo di Stato a vita. Il governo degli Usa ha ordinato al Tribunale di Houston di interrompere l’azione penale contro Ratzinger, che nel frattempo è diventato Papa.

Non dimentichiamo che negli Usa i preti accusati di pedofilia sono oltre 4000, e ho letto su un sito che quelli condannati per pedofilia sono oltre 2000. Alcune parrocchie degli Usa hanno dovuto pagare più di un milione di dollari di risarcimento danni. Tanto è vero che una parrocchia, assai poco cristianamente, ha preferito dichiarare fallimento per evitare di pagare i danni. Anche questo lo trovo sbalorditivo, e non c’entra niente né col Vangelo, né col Cristianesimo. Di questi oltre 2000 preti statunitensi condannati per pedofilia, più di 200 sono scappati all’estero, perchè i vescovi statunitensi, quando venivano a sapere del prete pedofilo, anziché allentare la giustizia, o comunque starsene zitti, lo avvertivano, in modo che se la potesse squagliare. Addirittura se ne sono squagliati nelle Filippine, tra i quali almeno un prete, che non era pedofilo, ma aveva stuprato delle donne per anni. Nelle Filippine non c’è il trattato di estradizione per questi reati, per cui, questo simpatico signore, continua a fare il prete nelle Filippine.

Di questi oltre 200 preti che sono scappati dagli Usa, per sottrarsi al carcere in seguito a condanne per pedofilia, vari si sono rifugiati in Italia. Uno di questi, un certo Henn, viveva a Roma, tranquillo e beato, e nel settembre dell’anno scorso se l’è squagliata per evitare l’estradizione nello stato dell’Arizona, dove avrebbe dovuto scontare
qualche anno di galera. Tutto questo lo trovo molto grave, ma è ancora più grave che in Italia non ne parli nessuno. Ho visto che i telegiornali hanno parlato della vicenda fiorentina, però senza dire che questi fedeli si sono rivolti al Papa; il Papa ed il Segretario di Stato sono proprio i responsabili del segreto, e del silenzio che ha circondato il loro caso. E non solo il loro caso. Qui non si tratta di fare del sensazionalismo, si tratta di sapere se la giustizia esiste per tutti, come recita la nostra Costituzione, oppure se uno che veste l’abito talare può fare il pedofilo impunemente. Tutto ciò solleva degli interrogativi pazzeschi, enormi, che dovrebbero inquietare la stessa Chiesa, e invece vediamo che c’è una congiura del silenzio veramente stupefacente.
Intervista realizzata da Elisa Valt con la collaborazione di Antonio Vanzillotta
Guarda l’intervista esclusiva a Giuseppe Nicotri sul Vaticano ed i preti pedofili sul canale MyNews di MyVideos

Fonte – la voce d’Italia

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.