Creato nel 1962, un documento ormai famigerato fu rilasciato in segreto ai vescovi. Chiamato Crimen Sollicitationis, ha delineato le procedure che i vescovi devono seguire quando si tratta di accuse di abusi sui minori, omosessualità e bestialità da parte di membri del clero. Ha giurato il segreto a tutte le parti coinvolte, pena la scomunica da parte della Chiesa cattolica.
Questo documento è stato ristampato nel 2001 dal cardinale Joseph Ratzinger e inviato a tutti i vescovi. Tuttavia, invece di ordinare maggiore apertura e cooperazione con le autorità come richiesto sia dalle forze dell’ordine che dalle vittime, ha ribadito le sue politiche e ha assicurato che il Codice del silenzio fosse applicato a tutti i casi di abusi sui minori che coinvolgono un sacerdote. Il cardinale Ratzinger ha anche indicato che tutti i casi dovrebbero ora essere deferiti direttamente al suo ufficio e che manterrà la “competenza esclusiva” sulla gestione delle accuse. Questa è la politica della Chiesa cattolica fino ad oggi e il cardinale Ratzinger è ora Papa Benedetto XVI.
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