Provolo: denunciati gli inviati del Vaticano per reticenza nell’indagine

Gli avvocati dei denuncianti e della Rete di sopravvissuti agli abusi hanno presentato la denuncia (della denuncia). Accusano di “mentire” e “coprire”.

Di Ignacio de la Rosa – idelarosa@losandes.com.ar

Gli avvocati querelanti nella causa penale che sui presunti abusi sessuali su bambini sordi nell’istituto Antonio Provolo (Carrodilla) e, l’avvocato della Rete di Sopravvissuti di Abusi Ecclesiastici di Mendoza hanno presentato nelle ultime ore una denuncia contro gli investigatori del Vaticano che sono stati a Mendoza l’anno scorso.

La denuncia è per mancanza di collaborazione nella causa, poiché i letterati considerano che i religiosi possedevano informazioni chiave per la causa -secondo quanto loro stessi hanno dichiarato in un’udienza con il Pubblico Ministero– ma non l’hanno resa disponibile. Inoltre, il pubblico ministero Flavio D’Amore (sostituto del pubblico ministero, Gustavo Stroppiana) e lo stesso Stroppiana solleccitarono i sacerdoti a consegnare queste informazioni all’istruttoria. Ma non lo hanno fatto.

I preti Dante Simón e Juan Martínez sono stati designati dallo stesso Papa Francesco per iniziare l’indagine sugli atti commessi dai due preti imputati e detenuti per gli episodi (Nicola Corradi e Horacio Corbacho) a metà dell’anno scorso. E, nella loro funzione, ricavavano le loro prove, incontrarono i due sacerdoti e persino -secondo quanto dichiararono ai mass media in una delle loro visite a Mendoza- incontrarono una persona che fu identificata come una delle presunte vittime.

“Si è incorsi in una disobbedienza alla richiesta e si ha mentito al Pubblico Ministero con l’intenzione di coprire. È obbligo della Santa Sede informare su questi episodi ed assicurare lo scambio di informazioni”, hanno sottolineato gli avvocati Sergio Salinas, Juan Dantiacq, Lucas Lecour e Carlos Lombardi. Inoltre, citarono il caso locale di Juan González (l’Arcivescovo di Mendoza fu condannato dalla Corte per non avere dato informazioni su un episodio di abuso) come giurisprudenza e come un’eccezione al Concordato sottoscritto tra il Vaticano e lo Stato Argentino (i sacerdoti si sono scusati in questo strumento per non avere apportato i dati della loro indagine alla Giustizia penale).

Indagine ecclesiastica

Su Simón e Martínez ricadde la prima tappa dell’indagine che corre parallelamente alla causa penale e che cerca di determinare la partecipazione e la responsabilità di Corradi e Corbacho nei presunti fatti. Inoltre, se con l’avanzare dell’indagine si determina che le prove sono compromettenti per i preti, questi potrebbero essere giudicati dalla Santa Sede e potrebbero persino essere scomunicati (indipendentemente dal risultato del processo penale).

Tra le prime misure adottate dal Vaticano dopo la prima informazione derivata dagli investigatori ecclesiastici si è evidenziata la decisione di intervenire sull’ordine religioso Compagnia di Maria per l’Educazione dei Sordomuti – dalla quale dipendono gli istituti Provolo- per individuare numerose irregolarità, e per l’inattività di fronte alle denunce per i presunti abusi.

È stata la Santa Sede che ha nominato come commissario di controllo il vescovo Alberto Bochatey in seguito all’indagine.

http://losandes.com.ar/article/view?slug=provolo-denuncian-a-enviados-del-vaticano-por-no-colaborar-con-la-investigacion

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