Caso mons. Delpini; DIFFIDATO il portale della Chiesa di Milano

A seguito dell’udienza tenuta il 12 dicembre scorso presso il Tribunale di Milano che vede imputato un sacerdote milanese, don Mauro Galli,  che fino alla prima udienza coinvolgeva nella vicenda direttamente non solo la diocesi milanese e la parrocchia di Rozzano come responsabili civili, ma anche il neo eletto arcivescovo di Milano Mario Delpini – situazioni queste ultime rientrate a seguito di un risarcimento alla presunta vittima di 100.000€ avvenuto prima dell’inizio processo e che ha permesso alla diocesi e alla parrocchia di Rozzano di non essere più coinvolte come responsabili civili (non certo per quelle morali) – il portale ufficiale della CHIESADIMILANO.IT, in un articolo dal titolo “Un comunicato per aiutare a comprendere la verità dei fatti” dava una sua versione non corrispondente al vero ed addirittura in totale contrasto con quella che fu la deposizione dello stesso arcivescovo di Milano Mario Delpini, rilasciata sotto giuramento alla Squadra Mobile di Milano il 24 ottobre del 2014.

Il comunicato in oggetto – unito alla scarsa professionalità giornalistica di alcune testate locali e nazionali che malgrado una richiesta di diritto di replica (ex art. 8 l. 47/1948) ben documentata ed inviata ufficialmente dall’associazione che tutela la presunta vittima e che ad ora non hanno ancora provveduto ad espletare  – era stato ripreso con totale superficialità, senza neppure sentire la controparte e inevitabilmente ledendo ulteriormente la dignità e l’onore della presunta vittima.

Per questi motivi, nella giornata di oggi l’avvocato Fulvio Gaballo, difensore della presunta vittima, ha provveduto a diffidare, “provvedendo entro un giorno dal ricevimento della presente, alla rimozione dell’articolo di cui in premessa, nonché di qualsivoglia altra pubblicazione o diffusione tramite mailing-list nei quali venga citata nei termini contestata la vicenda” il portale CHIESADIMILANO.IT nella persona del suo direttore responsabile Pino Nardi.

L’ufficio di Presidenza della Rete L’ABUSO

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