PROVOLO; la chiesa non consegnerà i documenti alla giustizia.

Al di là dei proclami della Santa Sede puntualmente riportati dalla stampa, nel concreto l’ennesimo rifiuto della Santa Sede a collaborare con la giustizia.

PROVOLO la chiesa non informerà la giustizia

La commissione del Vaticano che indaga sulle denunce di abuso all’istituto Provolo, ha dichiarato che lo impedisce un accordo tra Vaticano e Argentina .

Il giorno prima di partire, dopo la sua seconda visita per l’indagine interna alla chiesa che vuole accertare se i due sacerdoti dell’istituto (già denunciati a Verona anni fa) sono colpevoli delle decine di abusi di cui sono accusati. Il vicario giudiziale del vaticano ha dato appuntamento ai giornalisti in un hotel del centro per una conferenza stampa , per parlare del suo lavoro.

Ha insistito sull’indipendenza della chiesa non solo nel realizzare l’indagine interna ma anche nel non rivelare i dettagli che potrebbero trapelare – come è previsto nel concordato del 1966 firmato con lo Stato Argentino ai tempi del Presidente  Juan Carlos Onganía che arrivò al potere grazie ad un colpo di stato.

Va ricordato che è in vigore il concordato tra Santa Sede e Stato argentino che riconosce alla chiesa l’indipendenza, al fine di poter portare avanti tutto ciò che è utile per la sua missione. Questo prevede che abbia la facoltà, come la ha lo stato, di indagare per proprio conto, ha sottolineato Dante Simon rispondendo così alla richiesta di collaborare che gli aveva inviato la magistratura, la quale aveva chiesto di consegnare le informazioni utili all’indaggine in corso. Simon ha inoltre sottolineato che la chiesa non ha la stessa struttura che ha lo stato per fare le indagini e se un magistrato cita questo testimone e lui si rifiuta di andare, viene obbligato dalla forza pubblica, cosa che la chiesa non può fare ed è per questo che è più logico che sia la chiesa a chiedere allo stato, e non al contrario.

Quando gli è stato chiesto se erano al corrente delle accuse che pesano sul sacerdote Nicola Corradi, segnalato come l’autore di abusi anche a Verona oltre che a La Plata, Simon ha risposto che lui e il notaio  Juan Martínez hanno il compito di indagare su quello che è successo nel Provolo di Lujan, per le altre situazioni, quella di La Plata e quella di Verona, sarà la chiesa a decidere cosa fare.

Si sono avvicinati ad una vittima

A differenza di quanto accaduto nella sua prima visita, quando ci fu un incontro solo con i sacerdoti Corradi e Corbacho, accusati degli abusi, questa volta hanno potuto parlare con un conoscente di una presunta vittima, ma non vogliono, per prudenza, divulgare ulteriori dettagli ha detto Simon.

Dice che loro non sono venuti con nessun interprete per parlare con qualche ex alunno sordo, hanno potuto parlare con i familiari di qualche vittima e quindi senza difficoltà.

Indagini senza nessun tempo limite

Il vicario giudiziale ha anticipato che l’indagine in corso non ha limite di tempo e verremo a Mendoza quante volte sarà necessario . Siamo una specie di magistrati che raccolgono le informazioni e le inviano alla Santa Sede che è l’organo competente che deciderà i passi da fare e se ci sarà un giudizio canonico, in quanto magistrati non potremmo intervenire, ha detto Simon.

Non sapevamo dei casi del 2008

Da quanto sappiamo la chiesa non è a conoscenza di queste denunce, ne di precedenti altrimenti la chiesa avrebbe agito d’ufficio, ma non lo ha fatto perchè non ne era a conoscenza, così assicura Simon.

Difendere i più vulnerabili

Simon e il portavoce dell’arcivescovado di Mendoza, Marcello De Benedictis, hanno insistito sul fatto che gli ispettori inviati dalla Santa Sede cercheranno di andare a fondo. Siamo qua anche senza aver ricevuto denunce, perché vogliamo sapere la verità su quanto accaduto e vogliamo difendere i più vulnerabili, i bambini.

http://www.diariouno.com.ar/mendoza/provolo-la-iglesia-no-informara-la-justicia-20170520-n1400113.html

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