Caso Giada Vitale, domani inizia il processo contro Don Marino Genova
Giada Vitale, oggi ventenne di Portocannone, aveva solo 13 anni. Da allora è iniziato il suo calvario di violenze. Abusi ...
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Read moreDetailsÈ iniziato oggi il processo, in sede civile, a Don Lucio Gatti. Il prete che patteggiò in sede penale, due ...
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Read moreDetailsÈ fissato a gennaio il processo nei confronti di un sacerdote e di un catechista di Sorrento accusati di aver ...
Read moreDetails«Un giorno mi confessò: "da piccolo sono stato violentato da un prete, ha abusato di me anche mentre giocavo a ...
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Read moreDetailsIl 28 ottobre del 2014 la notizia fece il giro della città. Un prete era stato denunciato per aver molestato un ...
Read moreDetailsUna storia nera. Di quelle che segnano la vita. Da una parte un prete, dall’altra un bambino. Il primo è ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



