Motu proprio – Altro che rigide regole per impedire alle gerarchie di insabbiare.
La vicenda di don Giuseppe Rugolo finisce in un parapiglia tra Vaticano, CDF e il vescovo di Piazza Armerina Rosario ...
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Read moreDetailsModica – Anziché chiedere indignati al Vaticano di rimuoverlo, a Enna ci sono sedicenti fedeli che in questi giorni stanno ...
Read moreDetailsdi Franca Giansoldati Città del Vaticano - Contrariamente al trend della Germania o della Francia dove i fedeli si mobilitano indignati per ...
Read moreDetailsA priori, Nicolás Bustos (27) potrebbe essere descritto come una persona introversa . Tranquillo a parlare, con un tono basso; ma con assoluta chiarezza nelle sue parole . Porta all'interno un'intera processione ; anche ...
Read moreDetailsIn riferimento alla petizione in favore della diocesi, più precisamente in favore del vescovo di Enna, mons. Rosario Gisana, lanciata ...
Read moreDetailsJorge Mario Bergoglio è stato arcivescovo di Buenos Aires dal 1998 al 2013 e presidente della conferenza episcopale argentina dal ...
Read moreDetails(ANSA) - ENNA, 03 MAG - "A una giornalista di Enna è stato impedito l'accesso al Palazzo di giustizia per ...
Read moreDetailsGli avvocati che rappresentano Alexis Nunez hanno presentato una mozione per costringere la Watchtower Bible and Tract Society di New ...
Read moreDetailsSe papa Francesco vuole dimostrare che il Motu proprio Vos estis lux mundi è una cosa davvero seria, lo applichi ...
Read moreDetailsGrosso guaio a Piazza Armerina dopo l’ordinanza che ha costretto don Giuseppe Rugolo agli arresti domiciliari e che di certo ...
Read moreDetailsIl caso di don Giuseppe Rugolo al momento concluso con l’arresto cautelativo del sacerdote, stimola una serie di riflessioni in ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



