BOLZANO - Un sacerdote condannato in secondo grado per abusi sessuali, poi prosciolto per prescrizione in Cassazione, è stato nominato collaboratore pastorale...
Read moreDetails"La Diocesi di Adria-Rovigo accoglie positivamente la conclusione di una dolorosa vicenda, che ha riguardato un sacerdote diocesano. In data 22 maggio...
Read moreDetailsA fine gennaio la diocesi di Bolzano-Bressanone aveva pubblicato i risultati di un rapporto sui casi di abusi sessuali commessi negli ultimi...
Read moreDetailsDal 1963 al 2023, nelle parrocchie della diocesi di Bolzano, sono stati commessi almeno 67 abusi sessuali su minori da parte di...
Read moreDetailsKlaus Walter ha 69 anni. È un liutaio e abita a Bolzano. Il suo è uno dei 67 casi accertati...
Read moreDetails“Sono passati quasi cinquant’anni. Ho subito abusi dai 9 anni ai 15, più o meno. Ero una bambina e per...
Read moreDetailsIpocriti consigli per terapie psichiatriche, inutili trasferimenti di parrocchia in parrocchia, incomprensibili assegnazioni in scuole come catechisti o come preparatori...
Read moreDetailsUn’indagine sugli abusi sessuali da parte di sacerdoti su incarico della Diocesi di Bolzano e Bressanone in 60 anni. Almeno...
Read moreDetailsHa patteggiato 1 anno e 8 mesi (pena sospesa) e risarcito la transessuale che l'aveva denunciato per violenza sessuale (erano palpeggiamenti, diceva lui), il parroco...
Read moreDetailsBOLZANO. Era l’estate del 1969. Klaus Walter aveva solo 13 anni e pascolava le mucche nei prati di Redagno di Sotto,...
Read moreDetailsUna bimba di sette anni vittima delle attenzioni morbose di un 83enne. È successo a Trento, dove un ex pastore...
Read moreDetailsE il colpevole sarebbe un prete, don Giuseppe Bacchion, 89 anni nativo di Mirano e residente a Noale. Entrambi comuni...
Read moreDetailsLa separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri viene presentata come riforma tecnica e garantista. In realtà incide sul...
Read moreDetailsDopo la pubblicazione del nuovo database dei casi italiani iCODIS, oggi disponibile nella versione 3.2 che aggiunge nella versione BETA...
Read moreDetailsL’esponente Francesco Zanardi, nato a Torino il 19 luglio 1970, agisce nel presente atto in qualità di Presidente pro tempore...
Read moreDetailsQuale è l’entità della pedofilia clericale in Italia ? Non esiste in una quantificazione istituzionale dell’entità del fenomeno nella penisola,...
Read moreDetailsFinisce tra i documenti ammessi nell’80 sessione (14 gennaio 2019 - 01 feb 2019) della Commissione per i diritti dell’infanzia,...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso