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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Pedofilia, il cardinale George Pell a processo per abusi sessuali su minori. “Sono innocente”

Pedofilia, il cardinale George Pell a processo per abusi sessuali su minori. “Sono innocente”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
1 Maggio 2018
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Reading Time: 4 mins read
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di Francesco Antonio Grana

L’uomo chiave del governo di Papa Francesco è accusato di molestie avvenute anche nella diocesi di Melbourne, di cui era alla guida. Mai prima d’ora un porporato, ovvero uno dei più alti esponenti della gerarchia ecclesiastica, era stato processato per aver commesso atti di pedofilia

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Sarà processato per pedofilia il cardinale australiano George Pell. Lo ha deciso il tribunale di Melbourne, città dove il porporato è stato arcivescovo dal 1996 al 2001, dopo 4 settimane di udienze durante le quali sono state ascoltate decine di testimonianze incrociate. Il giudice di Melbourne, Belinda Wallington, ha stabilito che ci sono prove sufficienti per un vero e proprio rinvio a giudizio di Pell, uomo chiave del governo di Papa Francesco che prima lo ha voluto nel suo “C9”, il Consiglio di cardinali che lo aiuta nella riforma della Curia romana, e poi lo ha nominato prefetto della Segreteria per l’economia. Il porporato australiano è accusato di abusi sessuali ai danni di minori avvenuti tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta a Ballarat, suo paese natale, e tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del 2000 nella diocesi di Melbourne quando Pell ne era alla guida. Dal canto suo il cardinale continua a proclamarsi innocente.

I dettagli delle diverse accuse non sono ancora stati resi noti, ma oltre a quelli che lo vedono direttamente coinvolto vi sarebbero episodi di copertura di altri sacerdoti pedofili e perfino uno stupro. Immediato è stato il commento del Vaticano. “La Santa Sede – ha affermato il portavoce Greg Burke – prende atto della decisione emanata dall’autorità giudiziaria in Australia riguardante Sua Eminenza il cardinale George Pell. L’anno scorso il Santo Padre gli aveva concesso un periodo di congedo per potersi difendere dalle accuse che gli erano state contestate. Tale disposizione rimane tuttora valida”. Nemmeno davanti al rinvio a giudizio per pedofilia Francesco ha deciso di mandare definitivamente in pensione il porporato australiano. Eppure è da quasi un anno ormai che Pell è in congedo per potersi difendere dalle accuse e oltretutto ha ampiamente superato i 75 anni, ovvero l’età canonica delle dimissioni.

Una decisione, quella di Bergoglio, che può ulteriormente minare le riforme del suo pontificato. A 5 anni dalla sua elezione, infatti, i vertici di entrambi i nuovi dicasteri da lui istituti, la Segreteria per l’economia appunto e quella per la comunicazione, sono di fatto commissariati con due reggenti: monsignor Luigi Mistò e monsignor Lucio Adrian Ruiz. Non bisogna nemmeno dimenticare che l’accusa che i magistrati australiani rivolgono a Pell non solo è gravissima, ma non ha precedenti nella storia della Chiesa cattolica perché mai prima d’ora un porporato, ovvero uno dei più alti esponenti della gerarchia ecclesiastica, era stato processato per aver commesso atti di pedofilia.

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Nel caso dell’allora arcivescovo di Boston, il cardinale Bernard Francis Law, si trattava di aver coperto centinaia di sacerdoti pedofili della sua diocesi spostandoli di parrocchia in parrocchia e così consentendo che continuassero ad abusare di bambini. Nel caso di Pell, invece, oltre ad aver coperto i preti pedofili, il cardinale si sarebbe lui stesso macchiato dello stesso reato definito da Francesco “una messa nera”. Non sono nemmeno nuove le accuse al porporato australiano. Nel 2010 Benedetto XVI aveva pensato proprio all’allora arcivescovo di Sydney per sostituire il cardinale Giovanni Battista Re nel ruolo di prefetto della Congregazione per i vescovi. Ma lo scandalo della pedofilia per Pell era già alle porte e i consiglieri di Ratzinger riuscirono a scoraggiare il Papa tedesco a procedere a questa nomina. Perché allora, appena un mese dopo la sua elezione al pontificato, Francesco ha deciso di nominare Pell tra i suoi più stretti consiglieri e, successivamente, affidargli tutta la regia delle riforme economiche?

Oltretutto già al suo debutto nella Curia romana il porporato aveva fatto parlare molto di sé: mezzo milione di euro spesi in soli sei mesi. Il conto del “moralizzatore del Vaticano”, che Francesco ribattezzò il “ranger” per i suoi modi di fare decisi, lasciò tutti senza parole: dal sottolavello da 4.600 euro a 7.292 euro spesi per la tappezzeria, dai 47mila euro per mobili e armadi a diversi lavoretti domestici che ammontavano a ben 33mila euro. Ma tra le voci c’erano anche abiti ecclesiastici per 2.508 euro e voli, ovviamente in business class, costosissimi: 1.103 euro per andare da Roma a Londra; 1.150 euro per fare Roma-Dresda; 1.238 euro con direzione Monaco. Tutte spese rimborsate dalla Segreteria per l’economia. Inevitabile fu l’intervento del Papa che chiese a Pell di ridurre drasticamente il suo tenore di vita. È indubbio che il porporato sia stato fin da subito una pesante grana per Bergoglio e per la credibilità del suo pontificato riformatore. Ciò che è ignoto è il perché ancora una volta Francesco non lo abbia definitivamente congedato.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/01/pedofilia-il-cardinale-george-pell-a-processo-per-abusi-sessuali-su-minori-sono-innocente/4327025/

 

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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