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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Ratzinger confessa: “Mi raccontarono degli abusi ma feci finta di niente”

Ratzinger confessa: “Mi raccontarono degli abusi ma feci finta di niente”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
9 Marzo 2010
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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Ratzinger confessa: “Mi raccontarono degli abusi ma feci finta di niente”

“Anche io ho picchiato i bambini, fino al 1980 non era proibito”

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Georg Ratzinger chiede perdono alle vittime del coro di Ratisbona

“Ragazzi raccontarono storie, pensai che non fossero allarmanti”.

Il fratello del Papa, Georg Ratzinger, ha chiesto perdono ai ragazzi del coro di Ratisbona per gli abusi sessuali di cui sono stati oggetto.

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Berlino, 09-03-2010

Ragazzi raccontarono storie, pensai che non fossero allarmanti Il fratello del Papa, Georg Ratzinger, ha chiesto perdono ai ragazzi del coro di Ratisbona per gli abusi sessuali di cui sono stati oggetto.

Tuttavia ha ribadito di non esserne mai stato a conoscenza. Lo ha detto nel corso di un’intervista al quotidiano Passauer Neuen Presse.

Ratzinger, che è stato direttore del coro dal 1964 al 1994, ha ricordato che ragazzi del coro gli raccontarono alcune storie, spiegando però che non intervenne poiché pensò che non ci fosse nulla di allarmante.

Tavola rotonda sul tema degli abusi
Il ministro federale della Famiglia Kristina Schröder e il ministro dell’Istruzione Annette Schavan (entrambe Cdu) hanno organizzato per il 23 aprile una tavola rotonda sul tema degli abusi sui minori.

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Saranno discusse anche le questioni degli aiuti alle vittime e le misure preventive. All’incontro dovrebbero partecipare rappresentanti di varie istituzioni che si occupano dell’infanzia, dalle famiglie, alle scuole, alla Chiesa cattolica e protestante.

L’incaricato della Conferenza episcopale tedesca per le vicende di abuso sui minori, monsignor Stephan Ackermann, ha accolto con favore tale iniziativa, definendo “molto utile” un incontro di questo tipo tra realtà associative e istituzioni che operano nel settore dell’infanzia e della gioventù.

Il prossimo 12 marzo, monsignor Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale sarà da Benedetto XVI in Vaticano. Una udienza fissata da tempo – in coincidenza con i lavori dell’assemblea generale dei vescovi -, in cui ha fatto decisamente irruzione il tema degli abusi.

Critiche
Non si placano invece le critiche del ministro federale della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (Fdp), nei confronti della Chiesa cattolica, accusata di aver coperto colpevolmente i casi di abuso verificatisi all’interno delle sue strutture. Già nei giorni scorsi tale posizione era stata motivo di frizione con il presidente della Dbk, monsignor Zollitsch, risolta solo con l’intervento in prima persona della cancelliera, Angela Merkel. Dalle colonne della Suddeutsche Zeitung, la titolare della Giustizia chiede oggi che la Chiesa risarcisca le vittime di abusi sessuali compiuti negli istituti di istruzione ecclesiastici, anche nei casi in cui siano scaduti i termini di prescrizione (20 anni dalla maggiore età).

Sarebbe questo un “segnale chiaro” e una “parte di giustizia, anche se le ingiustizie sofferte non possono essere compensate” mai del tutto. Una posizione simile è stata espressa dal segretario del partito socialdemocratico, Andrea Nahles, cattolico praticante, che propone di estendere questa richiesta anche agli istituti scolastici secolari, nei quali ugualmente stanno cominciando a emergere casi sistematici di abuso, come a Odenwald. Un risarcimento, anche simbolico, “sarebbe una offerta adeguata per le vittime di allora”.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=138666

Il fratello del Papa sulla vicenda di abusi sugli ex ragazzi del Coro dei Passeri
“Avevo saputo che il rettore del convitto li picchiava sistematicamente”

Ratisbona, padre Ratzinger si scusa
“Anch’io talvolta li ho picchiati”

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

Ratisbona, padre Ratzinger si scusa “Anch’io talvolta li ho picchiati”

BERLINO – Padre Georg Ratzinger, il fratello maggiore di Papa Benedetto XVI, si è scusato con gli ex ragazzi del Coro dei Passeri del Duomo di Ratisbona per le percosse e gli abusi subìti in passato. E rivela due fatti per la prima volta: che egli stesso qualche volta ha dato ceffoni ai bimbi del Coro. E che dai suoi piccoli coristi aveva saputo che il rettore dell’Internat, il convitto in cui i ragazzi vivevano, li picchiava sistematicamente, con durezza e spesso persino senza alcun motivo che potesse spingerlo a decidere una punizione.

Sostieni Rete L Sostieni Rete L Sostieni Rete L

Il fratello del Pontefice ha fornito queste rivelazioni un una lunga intervista uscita stamane sulla Passauer Neue Presse, il quotidiano conservatore e cattolico bavarese, molto vicino alla Chiesa e alla Csu (Unione cristiano-sociale, il partito cattolico-arciconservatore al potere in Baviera). Le sue risposte offrono nuovi, pesanti dettagli sul clima di violenza e paura nelle istituzioni cattoliche, e inaspriscono di fatto il clima, a pochi giorni dall’incontro in Vaticano tra il Papa e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Robert Zollitsch.

“Io ero felice a ogni prova del Coro”, racconta padre Georg Ratzinger, “ma devo ammettere che spesso diventavo depresso, perché non raggiungevamo i risultati che volevo. E all’inizio io ho spesso distribuito schiaffi, anche se poi mi rimordeva la coscienza per averlo fatto”. Egli aggiunge di non aver mai picchiato nessun ragazzo fino a procurargli lividi o lesioni.

Sempre nell’intervista alla Passauer Neue Presse, egli racconta che quando il Coro era in viaggi per concerti fuori sede, “i ragazzi mi hanno raccontato cosa succedeva al convitto”. E quindi egli sapeva, come ammette, che il rettore, indicato in nome della privacy solo con l’iniziale M., “dava schiaffi molto violenti e anche che lo faceva per motivi molto futili”. Ma il convitto era un’istituzione indipendente, quindi egli, come maestro del Coro, non aveva l’autorità di denunciarlo. E comunque non seppe mai di abusi sessuali, quindi di abusi sessuali non si parlò mai. In ogni caso “io fui molto felice, mi sentii sollevato quando nel 1980 furono vietate le punizioni corporali”. “Anch’io, da piccolo, presi dei ceffoni”, egli nota.

La situazione per la Chiesa cattolica si fa dunque sempre più difficile nel paese del Papa. Ieri la ministro della Giustizia tedesca, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ribadendo la richiesta di una urgente Tavola rotonda tra governo, istituzioni scolastiche e chiese sul problema di abusi sessuali e violenze, ha accusato il Vaticano di aver a lungo coperto i casi con un muro di silenzio. Un muro, ha sottolineato, che veniva da una direttiva emanata dalla Congregazione della dottrina della fede nel 2001, quando cioè la dirigeva l’allora cardinale Joseph Ratzinger.

(09 marzo 2010) Tutti gli articoli di Esteri

http://www.repubblica.it/esteri/2010/03/09/news/scuse_fratello_ratzinger-2563200/

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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