“Schrecklich” ovvero terrore. Questa la parola utilizzata da un ex membro del coro di Ratisbona al centro degli scandali per abusi sessuali compiuti negli anni in cui la struttura era diretta da Georg Ratzinger. Che in una recente intervista nega ancora di essere stato a conoscenza degli abusi ammettendo solo qualche “schiaffone”: si è sentito però in dovere di chiedere perdono alle vittime.
Secondo il racconto di un testimone, botte e vessazioni erano la prassi corrente: non solo abusi quindi, ma anche una strategia educativa improntata a una durissima disciplina. Un regista tedesco, che ha preferito l’anonimato, racconta così al quotidiano La Stampa le regole disciplinari all’interno del delle due strutture collegate al coro, Etterzhausen e Ratisbona: “Era un incubo, le punizioni corporali erano all’ordine del giorno. Nel liceo ma anche nel coro”.
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