Dal punto di vista cognitivo non ci sarebbero ostacoli alla sua partecipazione ad un giudizio, ma le condizioni fisiche non gli consentirebbero di affrontare il viaggio transoceanico e partecipare di persona ad un processo come quello che lo attenderebbe in Argentina
Si sarebbero espressi così i periti, nominati dal tribunale di Bologna e chiamati a valutare don Franco Reverberi, sacerdote residente nel Parmense, 88 anni, accusato di diversi crimini contro l’umanità compiuti durante la dittatura civico-militare del 1976-83 nel paese sudamericano.
Nel 2024 il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva negato l’estradizione per motivi di salute e il processo in Argentina, che il prete lasciò nel 2011, è stato avviato in contumacia.
Ma nei mesi scorsi l’autorità giudiziaria sudamericana, accogliendo una richiesta della difesa dell’imputato, ha inviato in Italia una richiesta via rogatoria per valutare le condizioni di Reverberi, in ordine alla sua eventuale partecipazione al giudizio.
La Procura di Bologna, competente distrettualmente, ricevuti gli atti, con il pm Marco Imperato ha chiesto una perizia in incidente probatorio e il Gip Alberto Ziroldi l’ha disposta, nominando il medico legale Matteo Tudini e lo psichiatra Renato Ariatti, che sono andati a visitare il sacerdote nella sua abitazione, in provincia di Parma. Nel procedimento italiano Reverberi è difeso dall’avvocato Franco Magnani.
Ricevuti gli esiti, il Gip ha ritrasmesso gli atti alla Procura che a propria volta li manderà in Argentina, dove i giudici prenderanno presumibilmente una decisione sulle modalità di partecipazione dell’anziano imputato.
https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2026/06/30/per-i-periti-italiani-don-reverberi-non-potrebbe-andare-in-argentina_adcb6865-0b24-4bf6-90f9-b869e934d406.html

















