A distanza di quattro anni dalla loro apertura sono devastanti i dati che grazie alle vittime che vi hanno acceduto sta registrando l’Osservatorio della Rete L’ABUSO.
Quanto le denunce che pervengono all’associazione, più che raddoppiate rispetto agli anni precedenti.
Come registra l’annuario dell’Osservatorio della Rete L’ABUSO il 2025 è al momento l’anno peggiore dal 2000. Parliamo di 51 casi contro una media di 20 registrati nei tre anni precedenti, ovvero da quando gli sportelli sono stati attivati. Dato che se pure non sia affatto basso emerge raddoppiato solo nel 2025 ed è dovuto al fatto che coloro che si erano affidati incautamente alla giustizia della chiesa, sono dovuti restare in attesa delle verifiche che le diocesi hanno dovuto fare al fine di accertare i fatti.
Fatti che per una serie di molteplici scuse non hanno poi portato a nessun tipo di giustizia e quasi in tutti i casi vedono i sacerdoti denunciati ancora al loro posto.
A fronte di tutto ciò è invece devastante quanto hanno subito a livello psicologico le vittime, a causa della riesumazione del trauma che le ha viste costrette, durante gli interrogatori, a raccontare riesumando quanto avevano subito durante le violenze, aggravato questa volta con la speranza di una giustizia che non è arrivata.
L’effetto purtroppo, che prima era circoscritto alla sola vittima, oggi invece si è allargato anche alle famiglie. Genitori, coniugi e figli, oggi costretti a fare fronte a un dramma di cui in molti casi non erano al corrente e che prima si era affievolito da chi lo aveva subito, grazie al passare degli anni.
A chiedere aiuto all’Associazione persino alcuni operatori degli stessi sportelli che hanno raccolto le evidenze di coloro che in buona fede credevano di aiutare, ed invece si sono resi conto non solo di aver danneggiato, ma anche del fatto che questi siano rimasti privi del supporto previsto dalla chiesa.
A fare da cornice a tutto ciò lo Stato che vede l’Italia oggi, l’unico paese dell’unione compiacente a questo problema endemico e lasciato solo in Italia, totalmente nella gestione della CEI.
Vittime che come ultima spiaggia, dopo la traumatica delusione degli sportelli, si sono rivolte all’unica associazione italiana in tutela dei sopravvissuti, la Rete L’ABUSO che oggi si trova anch’essa in grosse difficolta a causa dell’enorme mole di vittime che gli sportelli hanno di fatto prodotto.
Come l’Osservatorio ha documentato allarmato già nel suo ultimo report lo scorso ottobre, nulla è stato fatto dalla CEI malgrado quanto il motu proprio Vos estis lux mundi ratificato da Papa Francesco prevedesse.
Motu proprio che negli altri paesi d’Europa ha invece avuto qualche effetto positivo, dovuto però al fatto che la chiesa non è stata lasciata a gestire come in Italia autonomamente i casi. In tutta Europa i governi sono intervenuti e la chiesa si è quindi trovata costretta a fare, grazie alle pressioni imposte dai vari governi, portandola oltre che a risarcire, anche a soccorrere i sopravvissuti.
In Italia invece la chiesa è tutt’ora totalmente libera di agire o meno ne confronti dei sopravvissuti e dei loro abusatori, creando così una autonomia dove gli stessi vescovi che in precedenza avevano insabbiato i casi per proteggere i preti, oggi, paradossalmente sono coloro che dovrebbero rendere giustizia alle vittime dei preti che in precedenza avevano coperto, creando così un cortocircuito in favore della chiesa e in totale sfavore di chi invece ha subito le violenze.


















