Nei file depositati dal Dipartimento della giustizia americano al Congresso emerge l’ossessione del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein per la Chiesa cattolica. Sarà necessario uno studio approfondito dei documenti – che peraltro costituiscono solo il 58 per cento del materiale che deve essere pubblicato – per ricostruire il rapporto di Epstein con papi e Vaticano. Certamente ha iniziato a finanziare enti di beneficenza cattolici attraverso la sua fondazione, ha inviato i suoi uomini agli eventi vaticani ed era molto interessato alla politica estera della Santa Sede.
Epstein, per esempio, si interessò anche delle dimissioni di Benedetto XVI e del cambio di presidente dello Ior, la banca vaticana, che avvenne nei giorni precedenti il trasferimento di Joseph Ratzinger a Castel Gandolfo. Il finanziere pedofilo aveva ottenuto informazioni dettagliate da un professore anche lui di cognome Epstein, e le aveva inviate all’ex ministro del Tesoro americano Larry Summers, economista, ex Segretario americano al Tesoro ed ex presidente dell’università di Harvard, sostenendo che la cosa più importante non erano le dimissioni di Ratzinger ma il cambio di presidente nello Ior, perché attraverso la banca vaticana si potevano far transitare soldi senza controlli italiani e Ue. Ecco il testo completo dell’email: “Il cambiamento più importante in Vaticano potrebbe non essere l’improvviso ritiro di papa Benedetto XVI, ma il cambio di leadership presso ‘l’istituto per le Opere di Religione’, la banca del Vaticano.
A causa dello status del Vaticano come Paese sovrano, è esente dalle norme di trasparenza non solo dell’italia, ma anche dell’unione europea. Questo status consente ai suoi clienti d’élite di eludere qualsiasi controllo nei loro trasferimenti di denaro”. Poi passa a ricostruire quello che era avvenuto nei mesi precedenti. “Lo scorso maggio, il presidente della Banca Vaticana Ettore Gotti Tedeschi è stato licenziato dopo che le autorità italiane hanno aperto un’indagine su un lontano schema di corruzione in cui era presumibilmente coinvolto. In una perquisizione della sua casa sono stati trovati 47 dossier, tra cui materiali compromettenti sui suoi ‘nemici interni’ in Vaticano. Erano state date istruzioni su come usarli nel caso gli fosse successo qualcosa. Le chiamate intercettate di Tedeschi – continua l’email – hanno ulteriormente ricordato che la sua preoccupazione era che sarebbe stato assassinato perché conosceva i segreti del Vaticano. Alla fine del 2012, stava collaborando con l’indagine italiana in corso, fu a questo punto che l’onnipotente Collegio dei cardinali, in uno degli ultimi atti del papato di Benedetto, nominò l’avvocato tedesco Ernst von Freyberg presidente della banca. Poi sono arrivate le straordinarie dimissioni di papa Benedetto.”
e la Corte penale internazionale. Sempre a Summers, Epstein scrive di lì a poco, il 19 febbraio 2013, facendo riferimento ai rumors che volevano Ratzinger coinvolto in qualche inchiesta sulla pedofilia e che questo lo avrebbe spinto alle dimissioni. “Nel 2011 – vi si legge – le vittime di abusi sessuali da parte del clero hanno chiesto alla Corte penale internazionale di indagare sul papa e su tre funzionari vaticani per abusi sessuali. Il gruppo per i diritti con sede a New York Center for Constitutional Rights (Ccr) e un altro gruppo, Survivors Network of those Abused by Priests (Snap), hanno presentato una denuncia alla Cpi sostenendo che i funzionari vaticani hanno commesso crimini perché tollerato e abilitato i crimini sessuali. La Cpi non ha preso il caso, ma non ha mai detto perché. Generalmente non commenta il motivo per cui non prende i casi”.
Il giorno dopo, Summers alle 11.51 gli risponde : “What can I say?”,“che posso dire? Forse Palm Beach può estradare Benjamin (evidentemente un errore casuale o voluto per Benedetto, nda) ora che non ha più l’immunità come capo del governo”.
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