La Coalizione contro i privilegi ecclesiastici e l’Associazione degli atei di Slovenia sono convinte che in Slovenia non ci sia ancora stato un impegno sistematico, da parte delle autorità e delle istituzioni competenti, sugli abusi sessuali commessi da appartenenti al clero, per questo chiedono ai legislatori di intervenire.
Secondo i promotori dell’iniziativa, la Chiesa cattolica occupa un posto speciale nella società slovena, e questo rappresenta una sorta di garanzia implicita di intoccabilità per molti ecclesiastici.
La convinzione, inoltre, è che gli organi di lavoro interni non possano essere obiettivi, per questo chiedono l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta, dotata di ampi poteri e in grado di indagare sulla questione in modo approfondito, anche per verificare l’eventuale coinvolgimento di funzionari pubblici nell’occultamento di casi di abuso.
Il tema è molto delicato e divisivo, e anche la Curia romana ha riconosciuto, circoscrivendo il contorno della questione a un 2-3% di ecclesiastici colpevoli di abusi contro i minori.
Valutazioni indipendenti parlano di numeri tre o quattro volte superiori, una stima che quindi in Slovenia si aggira intorno a un centinaio di chierici potenzialmente colpevoli.
I firmatari dell’iniziativa si aspettano ora un atteggiamento collaborativo dalla Chiesa cattolica, perché – hanno detto – l’impegno non è contro l’istituzione, ma a favore e tutela delle vittime di abusi sessuali.
Valerio Fabbri
https://www.rtvslo.si/capodistria/radio-capodistria/notizie/slovenia/la-societa-civile-contro-gli-abusi-sessuali-nella-chiesa-slovena/763313

















