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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Preti e violenze sessuali su donne e bambini: tutti i casi più controversi

Preti e violenze sessuali su donne e bambini: tutti i casi più controversi

Da Brescia a Palermo, una cronologia degli scandali che hanno scosso la Chiesa cattolica italiana negli ultimi dodici mesi. Dal 2000 al 2024 oltre 1.200 i preti coinvolti secondo Rete L’Abuso

Redazione WebNews by Redazione WebNews
18 Aprile 2025
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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Preti e violenze sessuali su donne e bambini: tutti i casi più controversi

L’ultimo caso è emerso appena ieri: un parroco bresciano è finito sotto indagine per gravi episodi di violenza sessuale su minori.  Sarebbero “numerose violenze sessuali aggravate” quelle di cui si è reso responsabile don Ciro Panigara nei confronti dei minori che gli erano stati affidati per le attività parrocchiali del Bresciano dal 2011 al 2013 e di nuovo nel 2024. Su richiesta della Diocesi, il 48enne si è già dimesso da parroco.

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La vicenda si innesta su una lunga scia di scandali che, negli ultimi anni, hanno travolto parrocchie, seminari e istituti religiosi in tutta Italia. Numerosi I casi che finiscono sotto i riflettori della cronaca. Ancora di più quelli di cui l’opinione pubblica non viene a conoscenza. Secondo  l’associazione Rete L’Abuso, in Italia sono oltre 1.200 i preti coinvolti dal 2000 a fine 2024 in casi di molestie e abusi su minori. Una cifra probabilmente sottostimata, per via delle mancate denunce.  Ripercorriamo qui alcune delle storie più eclatanti degli ultimi dodici mesi.

Il parroco che ha violentato la donna sbarcata a Lampedusa

A Napoli nel febbraio di quest’anno è stato avviato il processo a carico di un prete accusato di violenza sessuale ai danni di una donna tunisina. I fatti sarebbero avvenuti due anni prima a Cristo Re, l’istituto della Congregazione dei padri rogazionisti. La donna, all’epoca 37enne, era ospitata da un amico egiziano nel centro di accoglienza di Messina nell’estate del 2022, dopo lo sbarco a Lampedusa nel 2020. Il parroco, arrestato ad ottobre, si dichiara innocente.

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Cosenza, il sacerdote attira l’estetista in casa con la scusa della pedicure

Risale invece a marzo 2025 la condanna ad un anno nei confronti di sacerdote di Cosenza, per aver molestato una donna di 32 anni, attirata a casa con la scusa di un pedicure. Il religioso è stato sospeso dalle attività ministeriali. Monsignor Giovanni Checchinato anche a nome di tutta la Chiesa cosentina, ha epsresso “dolore e vergogna”, nonchè “vicinanza” alla vittima

Monza, bufera sull’ex direttore della Fondazione Oratori Milanesi

Sempre nel marzo del 2025 la Procura di Monza ha aperto un’inchiesta su don Samuele  Marelli, ex direttore della Fondazione Oratori Milanesi, per presunti abusi su minori durante il suo incarico a Seregno. Il sacerdote era stato sospeso dalla curia un anno prima dell’apertura dell’indagine.  All’epoca don Marelli era anche coordinatore delle attività pastorali giovanili di sei parrocchie. Le segnalazioni sono partite da famiglie di alcuni ragazzi che frequentavano l’oratorio e che hanno denunciato comportamenti inappropriati e molestie.

In Liguria il sacerdote presidente della Fidae che attirava a casa i ragazzini con regali e denaro

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Risale all’agosto del 2024 l’arresto in Liguria di padre Andrea Melis, sacerdote scolopio è accusato di violenza sessuale su minori e prostituzione minorile. Avrebbe attirato i ragazzi con regali costosi, sigarette elettroniche e denaro. Per lui è stato disposto il carcere a Pontedecimo dopo una prima fase ai domiciliari in un istituto vicino a scuole a Chiavari. La prima denuncia da parte dei genitori di un 14enne, chierichetto in una delle scuole amministrate da Melis, preside e presidente della Fidae, federazione delle scuole cattoliche in Liguria. Le attenzioni del prete si sarebbero protratte dal 2021 al 2024, con chat e messaggi whatsapp. Altri i giovanissimi finiti al centro delle sue attenzioni. Ad una vittima aveva addirittura intestato una carta bancomat prepagata. Secondo l’accusa, il sacerdote agiva sotto “la spinta di impulsi perversi”, attirando i ragazzini a casa sua facendoli accedere “a tutto ciò che un adulto proibisce”.

L’anziano sacerdote del Trevigiano che ha molestato in strada un 14enne

Nell’aprile del 2024 è stato rinviato a giudizio a Treviso don Giuseppe Bacchion, 89 anni. L’accusa è di aver molestato un 14enne davanti a una chiesa. Le telecamere di sorveglianza avrebbero confermato il racconto del minore. La violenza sarebbe avvenuta in pieno giorno con l’anziano prete che avrebbe avvicinato due ragazzini a Trebaseleghe, Comune del Trevigiano. Fatti avvicinare alla sua auto, avrebbe toccato le parti intime di uno dei due.

I due religiosi che organizzarono nel Napoletano il furto dei cellulari con le prove delle molestie

Clamoroso l’arresto nell’agosto del 2024 di due frati, padre Domenico Silvestro e padre Nicola Gildi, con l’accusa di violenza sessuale e rapina aggravata. Avrebbero organizzato una rapina per sottrarre i cellulari delle vittime contenenti prove video degli abusi. Sei le persone complessivamente fermate dai carabinieri di Afragola, compresi gli esecutori materiali della rapina eseguita su mandato di uno dei due frati per coprire gli abusi sessuali ai danni di due vittime maggiorenni, che avevano salvato sul cellulare immagini e chat imbarazzanti. I due religiosi infatti organizzavano online incontri a sfondo sessuale, anche di gruppo.

A Busto Garolfo bambini attirati in casa del parroco dalla Play Station

Nel maggio del 2024 don Emanuele Tempesta, vicario di Busto Garolfo, è stato riconosciuto colpevole di abusi su minori tra i 7 e gli 11 anni. Adescava le vittime con il pretesto di giocare ai videogiochi. La sentenza ha incluso anche sanzioni economiche. I fatti risalgono al periodo 2020-2021: almeno in otto occasioni il parroco invitò a casa sua i bambini, attirati dalla Play Station.

I numeri: oltre 1.200 sacerdoti coinvolti secondo Rete L’Abuso

Secondo l’associazione Rete L’Abuso, in Italia sono oltre 1.200 i preti coinvolti dal 2000 a fine 2024 in casi di molestie e abusi su minori. Una cifra probabilmente sottostimata, vista la difficoltà delle vittime a denunciare. Il Comitato ONU per i diritti dell’infanzia ha più volte criticato l’Italia per l’assenza di una commissione d’inchiesta indipendente, per la mancanza di obbligo di denuncia per i religiosi e per le troppe esenzioni normative applicate a volontariato e clero.

Il più recente rapporto ufficiale italiano risale al 2021 e si basa solo sui dati delle denunce. Secondo l’OMS, il 9,6% dei minori europei ha subito abusi sessuali. In Italia l’Osservatorio contro la pedofilia, pur esistente dal 2006, ha un ruolo spesso ritenuto più formale che operativo. Il fenomeno non riguarda solo la Chiesa, ma evidenzia anche una fragilità più ampia del sistema di protezione dei minori in Italia.

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https://www.affaritaliani.it/cronache/preti-violenze-sessuali-italia-elenco-965660.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.