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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Australian Gate vivo e vegeto.

Australian Gate vivo e vegeto.

La verità sugli abusi sessuali del clero può anche emergere, ma il male non deve essere divulgato. Il male prospera solo nel buio

Redazione WebNews by Redazione WebNews
22 Gennaio 2021
in World
Reading Time: 9 mins read
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Articolo tratto da korazym.org- di Vik van Brantegem

Australian Gate vivo e vegeto. La verità sugli abusi sessuali del clero può anche emergere, ma il male non deve essere divulgato. Il male prospera solo nel buio

21 Gennaio 2021   Korazim  http://www.korazym.org/54760/australian-gate-vivo-e-vegeto-la-verita-sugli-abusi-sessuali-del-clero-puo-anche-emergere-ma-il-male-non-deve-essere-divulgata-il-male-prospera-solo-nel-buio/

di Vik van Brantegem

L’Arcidiocesi di Perth ha accettato di pagare quello che si ritiene essere il più alto risarcimento a una vittima di abusi sessuali in Australia, dopo che gli avvocati dell’Arcidiocesi hanno costretto un uomo di 52 anni a rendere in tribunale una straziante testimonianza sullo stupro subito da parte di un prete negli anni ’70. Peter (non è il suo vero nome) riceverà 2,45 milioni di dollari AUS più le spese legali, a titolo di risarcimento per gli abusi sessuali subiti da parte dell’insegnante e sacerdote Bertram Richard Adderley, morte nel 1983, che lo ha violentato tra il 1977 e il 1980, quando aveva dai 10 ai 12 anni.

Attualmente, la Chiesa in Australia sta affrontando centinaia di richieste di risarcimento – scrive oggi WAtoday – dopo che un certo numero di giurisdizioni ha rimosso le regole, che impedivano alle persone di andare in tribunale per chiedere un risarcimento per abusi sessuali storici, anche se avevano precedentemente accettato pagamenti da schemi gestiti dalla Chiesa come la Melbourne Response (Risposta di Melbourne). Una serie di pagamenti significativi per abusi sessuali hanno sminuito quelli offerti dal National Redress Scheme (Schema di Risarcimento Nazionale) del governo federale, istituito dopo la Royal Commission sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali sui minori.

Nell’ultimo anno finanziario, secondo i dati governativi sono stati effettuati 2.504 pagamenti per il risarcimento di vittime di abusi sessuali, da meno di 10.000 fino a 150.000 dollari AUS, con un pagamento medio di 81.876 dollari AUS, per un totale di più di 205 milioni di dollari AUS.

L’abbiamo scritto 10 giorni fa in un articolo sulla Trattativa Stato-Mafia, il “papello” (le richieste allo Stato delle famiglie dei mafiosi al 41bis) e le stragi di mafia: verità di cui non si deve parlare. E lo ripetiamo oggi nell’ambito dell’Australian Gate, con le stesse parole, in riferimento alla Chiesa Cattolica Romana e la sua gerarchia, nazionale e universale:

«Di per sé la verità occultata è molto difficile da scoprire, ma nonostante le enormi difficoltà vi sono donne e uomini coraggiosi e determinati che a costo della loro stessa vita questa verità difficile da individuare la trovano. Grazie al loro estenuante e infaticabile impegno, la verità emerge. Ma c’è chi pensa che di una “certa” verità non bisogna parlare, come il sole che sorge la mattina di cui tutti abbiamo contezza, ma di cui non dovremmo parlare.
Il concetto più inflazionato per nascondere le verità di mafia, e il più evidente, è il presunto “condizionamento dell’opinione pubblica”, che a causa della notizia di verità la sola divulgazione non fosse del tutto opportuna, giustificata o addirittura “legale”. Negli ultimi tempi è chiaro il segnale, che le menti raffinatissime vogliono far arrivare, e cioè che la verità può anche emergere, ma non deve essere divulgata, pena la delegittimazione a vario titolo
».

Risarcimento record della Chiesa Cattolica nel caso di abuso sessuale su un minore
di Heather McNeill
WAtoday, 21 gennaio 2021
(nostra traduzione di lavoro italiana dall’inglese)

L’accordo è stato offerto a Peter (non suo vero nome) il 13 gennaio scorso, poche ore dopo essere entrato nel banco dei testimoni durante il processo civile del tribunale distrettuale a Perth e ha raccontato come Adderley, morto nel 1983, l’abbia abusato per diversi anni. Gli abusi includevano di portarlo in una spiaggia per nudisti, violentarlo in un appartamento e costringerlo a fare sesso orale all’interno di una chiesa di Perth dove era un chierichetto.

Peter ha detto al The Age e al Sydney Morning Herald che essere stato costretto dalla Chiesa a rivivere gli abusi attraverso la testimonianza al processo lo aveva traumatizzato di nuovo, ma che era determinato a denunciare Adderley e ad incoraggiare altri a farsi avanti.

“Nel momento in cui si verificava l’abuso, mi diceva: ‘Tieni il nostro piccolo segreto, va tutto bene. Vuoi davvero che tua madre si arrabbi per questo?’”, ha detto Peter. “È stato difficile raccontare i segreti più profondi, oscuri e custoditi in modo sicuro, a una stanza piena di estranei in tribunale. È traumatizzante, ma ero determinato a farlo perché ciò che la chiesa permetteva ai loro membri di fare era il male e il male prospera solo nel buio, e quello che ero determinato a fare era portarlo alla luce”.

L’avvocato di Peter, Michael Magazanik di Rightside Legal con sede a Melbourne, ha affermato che il pagamento storico è la prova che le vittime di abusi potrebbero ottenere un risarcimento adeguato se avessero la determinazione a combattere. “La Chiesa ha una storia scioccante”, ha detto. “L’abuso è la prima parte, e poi il bullismo legale contro i sopravvissuti è la seconda parte, quando si impongono alle persone somme pietose e offensive”. Magazanik ha detto che le leggi sono cambiate per consentire alle persone di chiedere un risarcimento, ma la Chiesa non ha ancora accettato che il terreno si sia spostato sotto i suoi piedi. Non puoi aspettarti che la Chiesa agisca in modo ragionevole o caritatevole, devi costringerla a farlo ed è per questo che il mio cliente ha avuto il coraggio e la straordinaria determinazione di entrare effettivamente nel banco dei testimoni e raccontare la sua storia. Questo ha davvero costretto la Chiesa ad arrendersi”. Prima di raggiungere l’accordo da 2,45 milioni di dollari AUS, Peter ha avuto dalla Chiesa un’offerta di 50.000 dollari AUS.

L’abuso di bambini di Adderley è venuto alla luce per la prima volta negli anni ’60, quando era sacerdote nella città di Narrogin, nell’Australia occidentale. A seguito delle accuse, è stato spostato nelle parrocchie di Nannup e Manjimup. Nel 1974 fu accusato di aver molestato un ragazzo dentro una chiesa di Bunbury e ammise gli abusi. Il Vescovo emerito Myles McKeon ha detto alla ABC nel 2008 che Adderley, sebbene non sia mai stato accusato, era stato successivamente “rimosso dal ministero sacerdotale”. Tuttavia, i documenti dimostrano che fu trasferito a Perth e che ha continuato il suo ministero sacerdotale lì.

“La Chiesa cattolica sapeva che questo tizio era un delinquente e, come d’abitudine, lo hanno spostato 175 chilometri più in avanti e gli hanno dato la licenza per avvinarsi ad altri ragazzini”, ha detto Magazanik. “[Peter] proveniva da una famiglia felice ed è stato preso di mira da questo uomo vergognoso che ha cambiato il corso della sua vita. Peter soffriva di disturbo da stress post-traumatico e soffre ancora oggi di depressione e ansia. Ha fatto fatica a tenere un lavoro per più di 12 mesi prima dei 50 anni, e si era dato alla droga. Il trauma dell’abuso lo ha accompagnato sempre, ha detto l’avvocato. [Il risarcimento] è una sorte di vendetta, sollievo e giustizia, perché la Chiesa non può più nasconderlo”, ha detto Magazanik.

L’Arcidiocesi di Perth ha rifiutato di commentare.

L’avvocato Judy Courtin, che rappresenta le vittime di abusi istituzionali, ha accolto con favore i risarcimenti più elevati concessi dai tribunali, ma ha detto che “non eravamo ancora lì” in termini di un equo compenso per la sofferenza subita. Courtin ha detto che lo Schema di Risarcimento Nazionale è “disgustoso” e “progettato in combutta con le istituzioni, tra cui la Chiesa Cattolica e lo Stato, per proteggere ulteriormente la proprietà della Chiesa e delle istituzioni”.

La vittima di abusi sessuali parla dopo che la Chiesa Cattolica di Perth ha acconsentito a pagare un risarcimento di 2,45 milioni di dollari AUS
di Keane Bourke e Amelia Searson
Abc.net.au, 21 gennaio 2021
(nostra traduzione di lavoro italiana dall’inglese)

Una vittima che ha ottenuto 2,45 milioni di dollari AUS a titolo di risarcimento per gli abusi sessuali subiti da parte di un prete cattolico ha parlato dell’impatto “grave” che l’abuso continua ad avere sulla sua vita. L’Arcivescovo di Perth ha acconsentito a pagare il risarcimento dopo che la vittima, che ora ha 50 anni, ha descritto di essere stata violentata dal sacerdote Bertram Richard Adderley negli anni ’70.

La sentenza storica è stata pronunciata da un giudice del tribunale distrettuale la scorsa settimana e si ritiene che sia una delle somme più alte pagate dalla Chiesa Cattolica in Australia a una vittima di abusi sessuali storici.

Peter (il nome della vittima è stato cambiato per proteggere la sua identità) ha parlato alla ABC degli abusi subiti per mano dell’ormai defunto sacerdote, che era un insegnante laico presso il prestigioso Aquinas College di Perth negli anni ’50, prima di servire come sacerdote nella Diocesi di Bunbury. Adderley prestò servizio anche a Perth nella parrocchia di Hamilton Hill, dove incontrò Peter quando questo aveva nove anni intorno al 1977.

Peter, che non vuole essere identificato, ha detto che era spaventoso rivivere il momento peggiore della sua vita in tribunale, ma è andato avanti perché sentiva che la reazione della Chiesa alla Royal Commission sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali sui minori era ” arrogante”. “Per quanto facesse male, mi sono fatto coraggio per andare avanti e ho contattato gli avvocati”, ha detto Peter. Ha detto che la Chiesa non si è comportata in modo corretta nei confronti delle vittime. “Voi avete influenzato così tante vite, compresa la mia, e ci state solo spazzolando sotto il tappeto”, ha detto. “Non offrite alcun rispetto alle future vittime e non state mostrando alcun desiderio di prevenire future vittime”.

L’avvocato di Peter, Michael Magazanik, ha detto che Adderley ha avuto “dozzine e dozzine” di altre vittime, compresi dei ragazzi dell’Aquinas College, dove ha lavorato come insegnante laico negli anni ’50. Magazanik ha detto che Adderley ha abusato di “molti ragazzi” nella regione di Bunbury negli anni ‘60 e ‘70, e che la Chiesa è stata informata di queste accuse. Invece di agire, ha detto Magazanik, la Chiesa “lo ha spostato a Perth “dove ha incontrato Peter quando era un chierichetto nella parrocchia di Hamilton Hill. “Adderley ha abusato di [Peter] in modo orribile dal 1978 al 1980”, ha detto. “La Chiesa Cattolica sapeva che Adderley era un violentatore di bambini, ma gli ha permesso di trasferirsi a Perth e servire presso la parrocchia dove ha abusato del mio cliente. Ha preso di mira i ragazzi che ha incontrato in spiaggia, i ragazzi delle scuole, i chierichetti e ha preso di mira soprattutto i ragazzi dell’Aquinas College di Perth”, ha detto. “Ha avuto molte vittime e so che alcune di quelle vittime non ce l’hanno fatta”.

Magazanik ha definito la sentenza “estremamente significativa”. “Questa è la più grande somma di risarcimento che la Chiesa Cattolica abbia mai pagato a una vittima di abusi in Australia”, ha detto.

Peter ha detto: “Quello che mi è successo non sarebbe mai dovuto accadere, perché [la Chiesa Cattolica] era consapevole della sua malattia, della sua malattia della mente, prima di arrivare a me”. Ha detto che questa “negligenza del loro dovere di diligenza” lo ha spinto a portare avanti il suo caso. “La cosa che mi ha fortificato per andare avanti con questo processo è la ferma convinzione che il male prospera nell’oscurità”, ha detto. Ha detto che anche se non si sentiva “felice” del giudizio, questo lo ha portato ad un fine in un certo modo e a trovare sollievo. Ha detto che ogni mattina quando si veglia, la prima cosa che vede è il suo violentatore. Ma ha detto di aver preso conforto dal giudizio storico. “Non ha vinto, non mi ha battuto”, ha detto del suo aggressore. “Ma non potevo lasciarlo vincere e non potevo lasciar vincere [la Chiesa Cattolica]. Poi, Peter ha detto che auspicava che altre vittime cercassero aiuto e sapessero che non è colpa loro. “Non sentirvi in colpa per questo, non ve ne vergognate”, ha detto.” Se siete ancora con noi, se non avete ceduto a quel senso di colpa e vergogna, andate a vedere un avvocato”.

Peter ha detto che all’inizio degli anni 2000, la Chiesa ha intrapreso quello che ha chiamato il “Processo verso la guarigione” in cui ha riconosciuto che alcuni sacerdoti avevano “fatto cose atroci ai bambini nel loro gregge”. Ha detto di aver ricevuto 50.000 dollari AUS a titolo di risarcimento finanziario ed era stupito di un documento legale che affermava che non poteva parlare di quello che gli era successo, che lo aveva lasciato senza speranza.

L’Arcivescovo di Perth Timothy Costelloe ha affermato in una dichiarazione di essere “contento che la vittima di questo sconvolgente abuso abbia avuto l’opportunità di vedere la sua storia raccontata e creduto ed è stato compensato finanziariamente”. “La Chiesa Cattolica ha una storia deplorevole in relazione all’abuso sessuale sui minori e sui vulnerabili “, ha detto l’Arcivescovo Costelloe. “La Royal Commission ha fatto luce su questo oscuro capitolo della storia della Chiesa qui in Australia. Niente può giustificare o cancellare i terribili errori del passato. Ciò che la Chiesa può fare oggi e in futuro è impegnarsi a trattare coloro che hanno subito abusi con dignità, rispetto e integrità. La Chiesa può e deve anche prendere tutte le misure necessarie affinché, per quanto umanamente possibile, tali abusi non si ripetano mai più all’interno delle strutture cattoliche”. Ha aggiunto che la Chiesa aveva istituito due organismi che erano “funzionalmente indipendenti” per garantire la sicurezza dei componenti e garantire che i denuncianti fossero supportati quando denunciavano abusi. Ha detto che la Chiesa ha partecipato a pieno titolo al Commonwealth Redress Scheme, che è stato istituito in risposta alla Royal Commission sulle risposte istituzionali agli abusi sessuali sui minori.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.