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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » cardinale » Don Nelson, il prete pedofilo che ha messo incinta una bambina: “L’amore arriva senza preavviso”

Don Nelson, il prete pedofilo che ha messo incinta una bambina: “L’amore arriva senza preavviso”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
20 Febbraio 2020
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“L’amore arriva senza preavviso perché non ha una data sul calendario” e ancora “Non sono certo il primo uomo ad essersi innamorato di un minorenne”. Si è difeso così Nelson William Montes Lizarazo, ex sacerdote colombiano di 50 anni, accusato di aver violentato e messo incinta Paola, che all’epoca in cui sono cominciati gli abusi aveva solo 10 anni. Il cardinale dell’arcidiocesi di Bogotà, inoltre, avrebbe cercato di insabbiare lo scandalo inviando il prete pedofilo in Venezuela.

Ha abusato e messo incinta una minorenne. Violenze iniziate quando la giovanissima vittima aveva solo 10 anni e proseguite per 5 anni, fino al momento in cui Paola (un nome di fantasia) ha dato alla luce un bambino. Tuttavia, per Nelson William Montes Lizarazo, ex sacerdote colombiano di 50 anni, quella relazione era “frutto dell’amore”. “L’amore arriva senza preavviso perché non ha una data sul calendario”, ha affermato il prete pedofilo. E ancora: “Non sono certo il primo uomo ad essersi innamorato di una minorenne”. È stata questa la difesa di don Nelson dopo le pesanti accuse di Paola, che adesso ha 30 anni.

#6AM "Uno cuando se enamora no tiene un calendario para avisar cuantos años tiene"

El padre Nelson William Montes Lizarazo, de la arquidiócesis de Bogotá, responde por las denuncias de abuso sexual en su contra. https://t.co/D58vLzaKJn pic.twitter.com/JmR0PPch7g

— Caracol Radio (@CaracolRadio) February 17, 2020

I fatti risalgono a due decenni fa, ma solo lo scorso gennaio quella bambina diventata adulta ha trovato il coraggio di rendere pubbliche le violenze subite dal parroco. In un’intervista a Caracol Radio, una delle principali emittenti radiofoniche in Colombia, ha raccontato quando sono iniziate le prime molestie da parte di Montes Lizarazo, all’epoca seminarista nell’arcidiocesi di Bogotá. Paola viene da una famiglia molto cattolica e la parrocchia era come la sua seconda casa. “Aveva molto carisma – ha affermato – gli piaceva molto stare con i bambini, suonare la chitarra. Per noi e per le nostre famiglie non c’era nulla di male”. Quel giovane avviato al sacerdozio, però, presto si rivelerà un pedofilo. “Cercava sempre il modo di rimanere solo con me – ha proseguito Paola – gli abusi sono cominciati con dei toccamenti quando avevo 10 anni. La paura è stata fortissima perché una bambina non si immagina che un prete possa fare una cosa simile”.

Violentata nel seminario Mayor di Bogotà

Nel frattempo, Montes Lizarazo continua il suo percorso per diventare prete e per tre anni non vede Paola. Quando si rincontrano, la bimba ha compiuto 13 anni. È allora che avviene la prima violenza carnale a casa del fratello del sacerdote. “Quando siamo arrivati mi ha chiuso dentro una stanza e mi ha stuprata. Avevo paura. Volevo gridare ma lui mi ha tappato la bocca, dicendomi che non c’era nulla di male in tutto ciò, perché era ‘un disegno di Dio’, che era ‘un inviato del Signore’. La seconda volta che mi ha violentata – prosegue Paola – è stato nel seminario Mayor di Bogotà, dove alloggiava. Mi ha fatta entrare facendomi passare come sua cugina”. Gli abusi continuano fino al 2005, quando Paola rimane incinta. “Per me è stato uno choc – ricorda – e anche per la mia famiglia è stato molto difficile accettare che il padre di mio figlio fosse un sacerdote. È stato particolarmente duro per mia mamma che si è ammalata. I miei fratelli non hanno preso molto bene la notizia e non volevano neanche vederlo”.

Don Nelson, intanto, non sveste l’abito talare ed è sempre sacerdote. “I primi giorni era presente – sottolinea Paola – ma poi ha iniziato ad allontanarsi, soprattutto quando ho cominciato a chiedergli il denaro per il mantenimento di nostro figlio”. Poco tempo dopo, siamo al 2007, padre Montes Lizarazo scompare definitivamente. L’anno successivo, la madre di Paola scrive una lettera al cardinale di Bogotà raccontandogli la situazione, senza ottenere alcuna risposta da parte della curia. Nel 2012, di fronte al silenzio delle autorità ecclesiastiche, Paola decide di rivolgersi alla giustizia. Per ben due volte, però, i magistrati rigettano le sue denunce.

L’Arcidiocesi di Bogotà sapeva degli abusi
Sarà solo dopo un’inchiesta giornalistica sugli abusi del clero che l’Arcidiocesi di Bogotà si metterà in contatto con Paola. Nel 2018, infatti, esce in Colombia “Lasciate che i bambini vengano a me” (Dejad que los niños vengan a mí). Una forte denuncia non solo delle violenze sessuali commessi dai sacerdoti ma anche dell’impunità di cui ha goduto la chiesa cattolica nel Paese sudamericano. E tra le vittime c’è anche Paola. Il 3 maggio 2018, alcuni giorni dopo la pubblicazione del reportage, padre Mauricio Uribe Blanco, giudice della Corte ecclesiastica di Bogotá e decano della facoltà di Filosofia dell’Università Sergio Arboleda, chiama Paola, che registra la telefonata.

Caracol Radio ha emesso l’audio in cui Uribe Blanco comunica a Paola che don Nelson è stato allontanato dalla Chiesa nel 2009. Una versione contraddetta da un documento che dimostra invece come il prete pedofilo abbia lavorato per anni nella diocesi di San Carlos in Venezuela. Inviato con una raccomandazione del cardinale colombiano Pedro Rubiano. “L’arcidiocesi – avverte Uribe Blanco ad un certo punto della conversazione – ha già l’artiglieria preparata nel caso questa vicenda dovesse continuare”. Di fronte alle proteste di Paola, il giudice della Corte ecclesiastica afferma: “Puoi fare tutte le denunce che vuoi, tanto la Chiesa è blindata giuridicamente”.

Solo nel 2018, l’arcidiocesi di Bogotà ha riaperto il caso che si è concluso con le dimissioni dallo stato clericale del prete pedofilo. A fine gennaio, infine, la curia della capitale colombiana ha dichiarato che avrebbe collaborato con Paola e le autorità civili affinché sia fatta giustizia.

La arquidiócesis de Bogotá, con ocasión a una noticia difundida en @CaracolRadio por los periodistas @gusgomez1701 y @juanbarho se permite informar lo siguiente: pic.twitter.com/r9VLaJWxuG

— Arquidiócesis de Bogotá (@arquidiocesisbo) January 29, 2020

https://www.fanpage.it/esteri/don-nelson-il-prete-pedofilo-che-ha-messo-incinta-una-bambina-lamore-arriva-senza-preavviso/

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