L’inchiesta del quotidiano americano su Theodore Mc Carrick, spretato nel 2018 da Francesco dopo le accuse di violenze: dal 2001 in poi avrebbe versato 600mila euro a due diversi pontefici e a ecclesiastici “direttamente coinvolti nella valutazione della sua condotta”
Soldi a Wojtyla e Ratzinger in cambio del silenzio sulla pedofilia. È la sconcertante accusa che emerge da un’accurata inchiesta del Washington Post, finora non smentita dalla Santa Sede, che punta il dito nuovamente contro l’ex cardinale Theodore McCarrick, ridotto allo stato laicale da Papa Francesco proprio per aver commesso abusi sessuali su minori. Violenze che lo “zio Ted”, come si faceva chiamare dalle sue vittime, avrebbe coperto per decenni versando ben 600mila dollari, nell’arco di due decenni, prima a San Giovanni Paolo II e poi a Benedetto XVI. In questo modo, l’ex arcivescovo di Washington si sarebbe garantito quell’omertà che gli ha permesso una lunga e incontrastata carriera all’interno delle gerarchie della Chiesa cattolica, diventando il porporato più potente negli Usa. Cioè fino al 2018 quando Bergoglio lo ha prima privato della porpora, cosa che non succedeva dal 1927, e poi lo ha ridotto allo stato laicale, caso più unico che raro. Un provvedimento durissimo frutto della linea della tolleranza zero sulla pedofilia messa in atto con determinazione da Francesco.
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