Presunti abusi sessuali, fissato il processo per don Segalini

Le accuse: violenza sessuale e procurato stato di incapacità. Il gip ha accolto la richiesta della procura per il giudizio immediato

E’stato disposto il giudizio immediato – il processo dovrebbe tenersi nei prossimi mesi – per don Stefano Segalini, il sacerdote arrestato lo scorso 31 luglio e accusato di violenza sessuale e procurato stato di incapacità (secondo al procura, avrebbe somministrato alcune sostanze alle sue vittime per poi compiere atti sessuali). Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Emilio Pisante e disposto il giudizio immediato: una richiesta che la procura può fare, entro 6 mesi dall’inizio delle indagini, quando ritiene di essere in possesso di sufficienti elementi a carico dell’indagato. Attualmente, l’ex parroco di San Giuseppe operaio, si trova agli arresti domiciliari in una struttura per sacerdoti sul lago Maggiore, in provincia di Verbania.

Le indagini svolte dalla polizia avrebbero portato alla luce una decina di episodi, che vedrebbero coinvolti ragazzi maggiorenni. Gli investigatori della Squadra mobile sarebbero venuti in possesso di un file audio registrato su Whatsapp che una ragazzina avrebbe fatto ascoltare al proprio papà. La polizia, inoltre, avrebbe raccolto diverse testimonianze di ragazzi relative a presunti rapporti sessuali che sarebbero avvenuti con il sacerdote. Le voci su questi avvenimenti si rincorrevano da tempo e, due mesi prima dell’arresto, la stessa Curia aveva disposto l’allontanamento del sacerdote e il vescovo Gianni Ambrosio lo aveva destituito da parroco della chiesa di via Martiri della Resistenza.

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