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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » cardinale » Denunciò un prete pedofilo, ex detective risarcito 50 anni dopo le dimissioni forzate

Denunciò un prete pedofilo, ex detective risarcito 50 anni dopo le dimissioni forzate

Redazione WebNews by Redazione WebNews
8 Maggio 2018
in Cronaca e News
Reading Time: 2 mins read
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Denis Ryan, ex poliziotto australiano 86enne, subì pesanti pressioni da parte dei suoi superiori per aver incastrato un prelato che aveva abusato di bambini. Dopo aver perso il lavoro e una vita distrutta, a mezzo secolo di distanza è stato riabilitato

di PAOLO RODARI

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CITTÀ DEL VATICANO – Denis Ryan, un ex detective australiano che cinquant’anni fu costretto a dimettersi dalla Polizia di Victoria, in Australia, perché cercò di assicurare alla giustizia un prete pedofilo, riceverà decenni dopo dai fatti accaduti un risarcimento.

Tutto accadde per le indagini che Ryan condusse sulla doppia vita di monsignor John Day, un prete cattolico che abusò di minori nel Mallee. Il detective subì pesanti pressioni da parte dei suoi superiori tanto che si convinse che fosse meglio uscire dalla polizia. Perse il lavoro, ebbe seri problemi in famiglia, ma ora, secondo quanto ha rivelato l’Abc, l’86enne ha raggiunto un accordo con il governo vittoriano.

“Non credo che mi sentirò mai vendicato – spiega -. Penso solo alle vittime, hanno sofferto molto di più di me”.

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Secondo quanto ha riferito Vernon Knight, che ha gestito le trattative per conto di Ryan, il detective sarà risarcito con il pagamento di una somma forfettaria. “Denis ha 86 anni- spiega – e vuole vivere il resto della sua vita ripristinando quella dignità che gli fu negata”. E ancora: “Fu crocifisso perché fece il suo lavoro cercando di proteggere i bambini e perché cercò di chiedere il conto ai responsabili”.

Negli anni successivi alle dimissioni, Ryan trovò un lavoro come imballatore di frutta. Più tardi diventò sindaco della contea Mildura e cercò di smascherare il ruolo che i più alti ufficiali della polizia di Victoria Police giocarono nel coprire il monsignore pedofilo. Nel 2015 lo stesso Ryan testimoniò davanti alla Commissione reale che arrivò alla conclusione che senza ombra di dubbio il detective si chiamò fuori dalla polizia proprio per le pressioni subite per le sue indagini. La polizia di Vittoria ufficialmente si scusò con Ryan nel 2016, ma il peso delle vecchie omissioni ha continuato a pesare su di lui.

“Credo che molti di coloro che allora erano bambini hanno visto le proprie vite distrutte”, dice lo stesso Ryan. E ancora: “Gerald Ridsdale, un altro noto pedofilo, sarebbe stato catturato dalla polizia se mi avessero ascoltato ma non l’hanno fatto. Sono stati fedeli a una cattedrale ma non al popolo di Victoria che avevano giurato solennemente di proteggere”.

La storia di Ryan è significativa in un Paese che sta seguendo il processo ai danni del cardinale George Pell, apo della Segreteria per l’Economia della Santa Sede, accusato di coperture e di abusi. Pell, che si è dichiarato “non colpevole” è stato rinviato pochi giorni fa a giudizio. Il fratto che si trovi in Australia, comunque, dice di una mentalità che, seppure a fatica, prova a farsi strada Oltretevere: anche vescovi e cardinali se colpevoli devono pagare il proprio conto con la giustizia.

http://www.repubblica.it/esteri/2018/05/08/news/denuncio_un_prete_pedofilo_ex_detectice_risarcito_50_anni_dopo_le_dimissioni_forzate-195814819/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.