Pur di salvare l’orco la difesa chiama a deporre i morti e accusa i media di avere condizionato le vittime. E fa ritirare un libro scomodo…
Il tribunale Magistrates Court di Melbourne ha respinto l’istanza dei legali del cardinale australiano George Pell, che avevano chiesto accesso alle cartelle cliniche delle persone che lo accusano di reati di pedofilia. Per tali accuse il 76enne cardinale, cui il papa ha accordato un periodo di congedo dall’incarico di prefetto degli Affari economici, dovrà comparire il 5 marzo per un’istruttoria di quattro settimane davanti allo stesso tribunale. I legali avevano chiesto di accedere alle cartelle cliniche dei ricorrenti, sostenendo che i dati possono contenere prove importanti e avere quindi ‘sostanziale valore probatorio’.
Il magistrato Belinda Wallington ha tuttavia respinto la richiesta, osservando chela divulgazione di dati medici e psichiatrici può essere lesiva per i ricorrenti. Una decisione accolta con sollievo da questi, che avevano chiesto alla corte protezione della loro privacy. L’udienza detta committal hearing, che inizia il 5 marzo, dovrà determinare se vi sono sufficienti evidenze da richiedere il rinvio a giudizio. Le accuse sono di multipli reati di pedofilia ‘storici’, cioè commessi in tempi non recenti, ai danni di multiple vittime. L’esatta natura e i dettagli delle accuse non sono stati resi pubblici.
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