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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » REGNO UNITO. EX TESTIMONE DI GEOVA DENUNCIA PUBBLICAMENTE LA MANCATA PROTEZIONE DA PARTE DELLA CHIESA DEI BAMBINI E DI ALTRE VITTIME DI ABUSO SESSUALE.

REGNO UNITO. EX TESTIMONE DI GEOVA DENUNCIA PUBBLICAMENTE LA MANCATA PROTEZIONE DA PARTE DELLA CHIESA DEI BAMBINI E DI ALTRE VITTIME DI ABUSO SESSUALE.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
8 Dicembre 2015
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I membri della chiesa geovista continuano a sostenere che le loro politiche interne di gestione dell’abuso sessuale infantile e di tutela dei minori  funzionano, a dispetto di quanto dichiarato da un membro del Corpo Direttivo della Società Torre di Guardia, che ne ha espressamente ammesso l’imperfezione nel corso della sua audizione presso la Commissione governativa australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sui minori …

LE PRATICHE DELL’ORGANIZZAZIONE GEOVISTA BASATE SULLA BIBBIA OSTACOLANO LE ACCUSE DI ABUSI SU MINORI, NON PROTEGGONO LA CONGREGAZIONE DAI CRIMINALI SESSUALI E AI POTENZIALI FEDELI NON VIENE RIVELATA LA REGOLA DEI DUE TESTIMONI. UN PORTAVOCE DELLA CHIESA NEGA TUTTO.

Un ex testimone di Geova sta chiedendo un cambiamento nelle pratiche interne della chiesa, che sostiene non aiutino le vittime di abusi sessuali

Steve Rose, un 51enne di  Hartlepool, ritiene che le politiche della chiesa geovista, basate sulla Bibbia, rendano difficile portare alla luce le affermazioni concernenti abusi sui bambini e altri abusi sessuali e agire di conseguenza. L’uomo spera di vedere l’eliminazione della “regola dei due testimoni”,  per la quale gli anziani di congregazione non possono assumere provvedimenti contro le accuse di illeciti a meno che non siano testimoniate da almeno due persone.

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La chiesa afferma che le sue regole non impediscono che le accuse vengano considerate seriamente o segnalate alle forze di polizia. Rose, che è stato membro della Sala del Regno di Hartlepool in Ashgrove Avenue, è preoccupato anche del fatto che agli autori di reati sessuali condannati, come Richard Ogilvie, verso il quale è stata recentemente emessa una sentenza per adescamento di una minore, siano autorizzati a rimanere nella chiesa.

A Richard Ogilvie, un 32enne di di Scott Grove, (Hartlepool) è stato risparmiato il carcere tuttavia l’uomo è soggetto a un’ordinanza di prevenzione a tempo indefinito finalizzata a limitare i suoi contatti con i bambini e dovrà seguire un trattamento  per sex offenders per due anni.

Nel contempo Rose è stato disassociato per aver espresso alla congregazione preoccupazioni circa un anziano e ora è ostracizzato dalla chiesa.

La Charity Commission sta svolgendo un’inchiesta statutaria nei confronti dell’organo direttivo dei Testimoni di Geova del Regno Unito (Watch Tower Bible and Tract Society of Britain), proprio in ordine a problemi di politiche di tutela.

Rose ha aggiunto che i Testimoni di Geova “fanno tutto secondo la Bibbia. Nessun abusatore però andrà mai a chiedere a due testimoni di essere presenti al suo misfatto. La mia principale preoccupazione“, ha dichiarato l’uomo, “ è che le persone che si stanno cerando di reclutare come nuovi membri, in centro città, non conoscano la regola dei due testimoni. L’ argomento preferito della chiesa è che Dio rivelerà la verità. Ma mentre noi attendiamo che Dio prenda una decisione, tanti bambini potrebbero essere abusati. Negli otto anni e mezzo che ho trascorso in questa organizzazione noi non abbiamo mai parlato di tutela e di regola dei due testimoni“.

Per quanto concerne gli autori di reato a cui è consentito rimanere nella chiesa, Rose ha detto <<Nella comunità dei Testimoni di Geova se sei pentito puoi ancora far parte della congregazione. E’ più che probabile che chi ha abusato un bambino, lo farà di nuovo>>.

Le politiche geoviste di protezione dei bambini affermano” La cura e la tutela dei bambini e la promozione del loro benessere sono di massima preoccupazione e importanza nella congregazione. Riconoscendo questa responsabilità i nostri obiettivi devono garantire che se mai una questione che richiede la tutela di un bambino, dovesse sorgere nella congregazione sarà trattata prontamente e correttamente e i bambini della congregazione saranno protetti da danni prevenibili”

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Per quanto riguarda la regola dei due testimoni, un portavoce della chiesa ha affermato che un peccato non deve essere testimoniato da due o più persone nello stesso momento. I Testimoni di Geova hanno aggiunto “Noi non pensiamo che le Sacre Scritture ci autorizzino ad agire su una segnalazione non comprovata, ma una analoga segnalazione fatta da un altro individuo costituisce una conferma. Se qualcuno è stato vittima di un crimine e vuole recarsi dalle autorità queste hanno molti poteri di indagine che noi non abbiamo”.

Sulla questione dei criminali sessuali condannati e a cui è permesso continuare a far parte della chiesa, il portavoce ha sostenuto che costoro vengono attentamente monitorati e non gli è permesso di rimanere da soli con i bambini ma ha aggiunto “Io non conosco nessuna chiesa che chiude le porte, controlla le persone e impedisce di assistere alle funzioni religiose”

La polizia di Cleveland ha lanciato un messaggio “Incoraggiamo tutti coloro che sospettano abusi sui  bambini a contattare immediatamente la polizia”

VEDI APPROFONDIMENTI ALLA NOTIZIA SU HARTLEPOOL MAIL, qui:

http://www.hartlepoolmail.co.uk/news/local/former-jehovah-s-witness-says-church-s-policies-don-t-help-abuse-victims-1-7588106

FONTE https://associazionevittimetorrediguardia.wordpress.com/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.