Brindisi; Nuova condanna per don Francesco Legrottaglie. Già condannato per abusi su 2 ragazzine, fu spedito missionario in Congo.
BRINDISI - È stato condannato a una pena di quattro anni di reclusione, al termine di un processo con rito...
Dopo il caso del parroco di Taranto, costretto a dimettersi per lo scandalo delle orge tra omosessuali e lo scambio di foto via internet, a scuotere la chiesa tarantina è una nuova inchiesta su un presunto giro di pedofilia tra religiosi. Le indagini sono condotte dai carabinieri del comando provinciale di Messina destinatari di una denuncia nei confronti di un frate della città siciliana che attraverso Facebook avrebbe diffuso immagini e racconti espliciti di sesso con minorenni.
Dalla Sicilia, l’ombra della pedofilia si allunga su Taranto e Grottaglie dove, secondo le confidenze del parroco siciliano, vivono tre preti che hanno preso parte ad incontri con minori a base di sesso e droga. A denunciare tutto alla Procura di Rovigo che per competenza ha trasmesso gli atti alla magistratura messinese, è stato Andrea Baldon, lo stesso che, sempre sul social, aveva smascherato il parroco di Taranto.
Nella trascrizione delle chat finite nel fascicolo d’inchiesta, c’è un passaggio che coinvolge uomini di chiesa che operano sullo Ionio. Confidandosi con l’amico che si spacciava camionista e gay, il frate descriveva i finti ritiri spirituali tra religiosi e ragazzi. «L’ultimo incontro – è scritto nella chat – due settimane fa in un appartamento in affitto a Genova, ci hanno raggiunto metà preti di quasi tutta Italia e sti due di Taranto». Alla domanda se ci fossero stati minorenni, il frate continua: «Si uno l’ho portato io mentre altri due hanno portato due ragazzi, uno ne aveva 18 l’altro appena 17, di Grottaglie, più un prete di Grottaglie». E ancora. «Con la scusa di un incontro spirituale, invece si fa sesso… se ci stanchiamo paghiamo qualche escort ragazzo, andiamo sul sito che si chiamapianetaescort.com e ci facciamo le cavalcate pazzesche».
Tra le carte finite nelle mani degli inquirenti siciliani anche la foto di un bimbo nudo di 6 anni che avrebbe subito abusi dal frate presunto pedofilo. «Sono in contatto continuo con il superiore provinciale dell’ordine dei Padri domenicani – scrive in una nota l’arcivescovo di Messina Calogero La Piana – che sta valutando la situazione con assoluta serietà in vista di eventuali provvedimenti canonici da prendersi dopo aver accertato i fatti».
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/15_aprile_29/pedofilia-bufera-investe-sacerdoti-taranto-grottaglie-c0358e74-ee37-11e4-a732-07efc0e5301d.shtml
BRINDISI - È stato condannato a una pena di quattro anni di reclusione, al termine di un processo con rito...
NARDO’ (Lecce) – Colpo di scena nel processo d’appello relativo ai presunti abusi compiuti dal sacerdote Don Quintino De Lorenzis...
Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza sul nostro sito. Utilizzando il nostro sito, acconsenti all'uso dei cookie.
Modifica le tue preferenze Cookie
Essential cookies enable basic functions and are necessary for the proper function of the website.
Google reCAPTCHA aiuta a proteggere i siti web da spam e abusi verificando le interazioni degli utenti tramite sfide.
Questi cookie vengono utilizzati per gestire la funzionalità di accesso su questo sito web.
Statistics cookies collect information anonymously. This information helps us understand how visitors use our website.
Google Analytics è uno strumento potente che monitora e analizza il traffico del sito web per prendere decisioni di marketing consapevoli.
Service URL: policies.google.com (opens in a new window)
Marketing cookies are used to follow visitors to websites. The intention is to show ads that are relevant and engaging to the individual user.
A video-sharing platform for users to upload, view, and share videos across various genres and topics.
Service URL: www.youtube.com (opens in a new window)
You can find more information in our Cookie Policy and Privacy policy.
Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso