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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » news » abruzzo-molise » Portocannone (CB). La misteriosa fuga di don Marino Genova., “C’è di mezzo una giovane donna”.

Portocannone (CB). La misteriosa fuga di don Marino Genova., “C’è di mezzo una giovane donna”.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
5 Gennaio 2014
in Abruzzo - Molise
Reading Time: 3 mins read
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Il parroco lascia tutto e se ne va. Fedeli sconvolti: “Un fulmine a ciel sereno”
Don Marino Genova, 57 anni, che ha guidato la parrocchia di Santi Pietro e Paolo dal 2005, ha improvvisamente lasciato la casa canonica e la chiesa senza preavviso. La notizia è stata data ieri, domenica 11 novembre, dal vicario del Vescovo durante la Messa del mattino. «Ha voluto prendersi un momento di riflessione»: questa la sintesi del messaggio letto in chiesa. «Senza parole», il sindaco Luigi Mascio, che come il resto dei cittadini non sospettava nulla.

Portocannone. La notizia è stata un fulmine a ciel sereno per i fedeli e i cittadini di Portocannone che ieri, domenica 11 novembre, hanno appreso dell’addio al loro parroco. Don Marino Genova, che negli ultimi 7 anni ha guidato la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo della piccola comunità arbreshe del Basso Molise, se n’è andato. Improvvisamente, e senza che nessuno potesse sospettare i dubbi e la confusione che evidentemente da tempo lo laceravano. Non c’è una spiegazione, nè una ragione apparente: nessuno sa se dietro l’addio improvviso e definitivo – come sembra – ci siano problemi legati al ministero o invece motivi personali o ancora di salute. Per ora tutto è avvolto nel dubbio.

57 anni, originario di San Felice del Molise, per 25 anni alla guida della parrocchia di Santa Maria, don Marino era un parroco apprezzato e nulla lasciava trasparire la sua intenzione di allontanarsi così, da un momento all’altro. I cittadini e lo stesso sindaco Luigi Mascio lo avevano visto il sabato prima (10 novembre) e avevano parlato con lui come fosse tutto normale.

La mattina successiva, invece, don Marino non si è presentato in chiesa e alla celebrazione eucaristica, al suo posto, è arrivato il vicario mandato dal vescovo Gianfranco De Luca che, davanti a una chiesa gremita di fedeli, ha letto lo sconcertante messaggio.

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Secondo le voci che girano in paese, alcune provenienti da fonti attendibilissime, già altre volte don Marino era scomparso per pochi giorni, facendo tuttavia sempre ritorno e riprendendo la sua attività pastorale. Questa volta invece le sue sembrano intenzioni definitive. Dalla casa canonica sono state portate via tutte le sue cose e ogni traccia della sua permanenza è scomparsa.

«Siamo sconvolti e sconcertati. Questo è un colpo difficile da digerire, frutto di un gesto insospettabile», il commento del primo cittadino Luigi Mascio, incapace al pari del resto dei fedeli di spiegarsi l’accaduto. Intanto il vescovo Gianfranco De Luca sarà a Portocannone nel pomeriggio di oggi, alle 17, per incontrare la comunità e dare spiegazioni ai fedeli che sono ancora sconvolti.

Alla diffusione della notizia, la diocesi di Termoli-Larino ha precisato che ««la notizia, per quanto inattesa, è stata presa in comunione tra monsignor Gianfranco De Luca e don Marino Genova ed è dettata da esigenze personali del diretto interessato e non risulta essere legata a particolari eventi». Il vescovo ha poi voluto rendere pubblico il messaggio fatto giungere ieri mattina ai fedeli. «Don Marino Genova si è preso un periodo di riflessione e di preghiera per esigenze personali e ha così lasciato la responsabilità della Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. Ho ritenuto opportuno che la cosa avvenisse con celerità e senza particolare rilievo, per questo vi porgo i suoi saluti e i suoi ringraziamenti, unitamente alla richiesta di preghiera per il cammino che lo attende. Nel frattempo la parrocchia sarà retta da un amministratore parrocchiale e i lavori di ristrutturazione della Chiesa parrocchiale saranno seguiti direttamente dalla Diocesi. Questa notizia che vi giunge inattesa, sia occasione di rendimento di grazie per il bene vissuto».

www.termolionline.it/notizie/la-let…quot-37546.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.