In aula il confronto tra periti. Per la difesa, il ragazzo ha disagi psichici e non sarebbe attendibile
PADOVA — Dubbi sull’attendibilità del ragazzo che dice di aver subito abusi dall’ex rettore del Seminario minore di Rubano, don Gino Temporin. A sollevarli sono gli avvocati della difesa del sacerdote che, nella prossima udienza, punteranno il dito sui problemi psicologici del giovane, già in cura presso alcune strutture psichiatriche. E intanto si allarga il fronte di chi difende l’imputato.A cominciare da don Giovanni Bortignon, che da ottobre dirige il seminario. «Ci metterei la mano sul fuoco…», dice. E intanto si dice certo che il suo predecessore, rinviato a giudizio per violenza sessuale sul seminarista all’epoca tredicenne, saprà dimostrare la sua innocenza. Non crede alla testimonianza del ragazzo, che oggi ha 22 anni e che ha raccontato ai giudici quanto successo nel 2004: carezze nelle parti intime, un rapporto sessuale completo e la promessa di non dire niente, eseguita «su una Madonnina in legno». La notizia del processo si è diffusa proprio nel giorno delle «Seminariadi », la maratona di sport ospitata giovedì a Padova per festeggiare i novant’anni del suo Seminario minore.
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