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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Pedofilia asilo Vallo della Lucania, otto anni a suor Soledad: i bambini avevano ragione

Pedofilia asilo Vallo della Lucania, otto anni a suor Soledad: i bambini avevano ragione

Redazione WebNews by Redazione WebNews
12 Gennaio 2012
in Campania
Reading Time: 4 mins read
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Condannata a otto anni la giovane suora peruviana e a un anno e quattro mesi due consorelle per favoreggiamento.Assolti gli altri due imputati.

Di Roberta Lerici

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Dopo sei ore di camera di consiglio, ieri sera (12 gennaio 2012) è arrivata l’attesa sentenza per il caso di pedofilia scoppiato nel 2006 all’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania.Una quarantina i bambini coinvolti e una suora peruviana la principale imputata.Il processo vedeva imputate per favoreggiamento anche altre due suore dell’asilo, un fotografo e un muratore. Condannata a otto anni suor Soledad e a un anno e quattro mesi le due consorelle.Assolti, invece, gli altri due imputati, muratore e fotografo. Gli avvocati di suor Soledad avevano sostenuto la tesi del contagio fra genitori, ma le testimonianze dei bambini hanno convinto i giudici. Ogni volta che alla sofferenza di bambini così piccoli (dai 3 ai cinque anni quelli coinvolti), viene resa giustizia, si compie un passo avanti verso quella tutela dei minori tanto invocata ma molto poco praticata.

Che i terribili racconti di ciò che accadeva all’asilo di Vallo fossero frutto di un contagio fra i genitori o della fantasia di bambini che hanno da poco imparato a parlare, è una tesi che, come ha anche stabilito la Cassazione in una recente sentenza, deve essere dimostrata. Evidentemente, in questo processo la fantasia era da ricercarsi più nelle tesi difensive, che nelle dure e sofferte parole dei bambini.

Autore Roberta Lerici-13 gennaio 2012 www.bambinicoraggiosi.com

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http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node%2F2603

fonte della notizia Il mattino 13 gennaio 2012

Le principali tappe dell’indagine

Il 29 maggio 2006 i genitori di alcuni bambini, che frequentavano l’asilo “Paolo VI” di Vallo della Lucania, denunciano in Procura casi di violenza sessuale sui loro bambini. Sotto accusa finisce una suora peruviana di 23 anni, suor Soledad, che opera nell’asilo.
Il 17 giugno 2006 Suor Soledad viene arrestata per evitare che la suora fugga all’estero.
Il 21 giugno 2006 il giudice interroga la suora per le indagini preliminari.
Il 23 giugno 2006 alla suora sono concessi gli arresti domiciliari presso la casa romana della congregazione delle Ancelle di S.Teresa del Gesù Bambino
Il 22 settembre vengono sentiti in sede di incidente probatorio i bambini e per evitare dei traumi il Tribunale viene trasformato in asilo.
Il 13 ottobre 2006 scatta un nuovo filone dell’inchiesta, teso ad appurare il coinvolgimento di alcune persone in un giro pedopornografico.
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione assunta dal giudice del Tribunale del Riesame che aveva concesso gli arresti domiciliari alla suora.
I giudici della Cassazione osservano che il contenuto delle dichiarazioni dei bambini e i modi di rappresentarle, anche mediante la simulazione dei gesti compiuti appaiono indicativi della partecipazione ad un vissuto effettivo, inoltre tra gli altri elementi concorrenti atti a far ipotizzare il reato di pedofilia ci sarebbero anche i fenomeni di disagio psicologico rilevati in alcuni bambini e infiammazioni degli organi genitali e anali degli stessi.

http://www.giornaledelcilento.it/it/13-01-…ione-10827.html

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Vallo della Lucania. Processo Suor Soledad: condannata la suora ad 8 anni di reclusione

Di Marianna Vallone • 13 gennaio 2012 11:20

Appena emessa la sentenza di primo grado per il caso di Vallo della Lucania: condannata ad 8 anni di reclusione la suora peruviana accusata dal 2006 di atti sessuali a danno di circa 30 bambini dell’istituto religioso Santa Teresa di Vallo della Lucania.

E’ quanto si apprende dall’avvocato Suadoni, parte civile per una delle famiglie dei minori. In seguito all’incidente probatorio durante il quale i minori sono stati sentiti in aule protette e in videoconferenza da neuropsichiatri infantili c’è stato il rinvio a giudizio e l’inizio del processo.

Sono stati ascoltati circa 200 testimoni che avrebbero confermato gli abusi sessuali compiuti a danno dei minori da parte di Suor Soledad e dopo aver sentito il testimonio della difesa, tra i quali spicca il nome del criminologo Bruno, è arrivata la sentenza di primo grado con la quale il collegio di Vallo della Lucania avrebbe condannato parzialmente Soledad ad 8 anni di reclusione e a 16 mesi due suore, suor Romana e suor Agnese, per favoreggiamento personale.

Assolto il muratore con formula dubitativa e assoluzione piena per il fotografo, anch’essi coinvolti nella vicenda.

Inoltre, su 21 persone costituite parte civile solo a 10 è stato riconosciuto un risarcimento dei danni dal tribunale con una provvisionale di 10.000 euro anche per quanto riguarda le spese legali.

Riproduzione riservata ©

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Vallo della Lucania: Suor Soledad condannata a 8 anni di reclusione
(Pubblicato il 13/01/2012 alle 13:55)

E’ stata condannata a 8 anni di reclusione in primo grado Suor Soledad, la suora peruviana accusata nel 2006 di aver compiuto atti sessuali a danno di circa 30 bambini dell’istituto religioso Santa Teresa di Vallo della Lucania. Sedici mesi invece la condanna per suor Romana e suor Agnese accusate di favoreggiamento. Il tribunale di Vallo della Lucania ha riconosciuto anche un risarcimento danni per alcune famiglie costituitesi parte civile.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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