LIMA «Santità noi vittime di pedofili non diciamo bugie, crediamo nella verità e chiediamo rispetto per le accuse che muoviamo contro il vescovo Barros che lei continua a difendere». Le polemiche – feroci e implacabili – sulla piaga degli abusi cileni rincorrono Papa Francesco ovunque vada, e lo raggiungono anche in Perù, dove è arrivato in serata accolto da milioni di persone riversati per le strade.
Anche a Lima ci sono state manifestazioni di protesta per l’appoggio concesso dal Vaticano al fondatore di un ordine religioso peruviano, Fernando Figari, attualmente protetto in un monastero in Italia. Lo scontro a distanza – inedito e mai visto in questi toni – tra il Papa e le vittime cilene scoppia violento. Tutto ha avuto origine dalle dichiarazioni di Bergoglio prima di salire sull’aereo per Lima è sentito chiedere da un giornalista cileno perché continuasse a difendere a spada tratta il vescovo di Osorno, Juan Barros, nonostante le accuse contro di lui. «Il giorno che qualcuno mi porterà una prova contro monsignor Barros vedrò come agire, per ora sono solo calunnie». Parole che hanno causato dolore su dolore.
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