Un ventenne avrebbe subito atti sessuali da don Vito Martinelli, un altro ragazzo approcci della stessa natura, allontanandosi dal prete per il timore che passasse dalle parole ai fatti. La Squadra mobile di Bari lavora per verificare se il sacerdote 56enne di Corato (che oggi sarà interrogato dal gip, assistito dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso) abbia abusato di altri giovani, oltre a quello che lo ha denunciato. Il presule è agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità.
Gli episodi contestati – «con frequenza quotidiana, prevalentemente serale» dice l’ordinanza – sarebbero avvenuti dal 2022, prima nell’auto del parroco poi in sacrestia, nell’ufficio parrocchiale nell’abitazione di Martinelli. Per il gip Domenico Zeno gli atti sessuali sono stati «compiuti» sul denunciante e «approcciati per giungere alla stessa situazione» con l’altro ragazzo.
Ascoltato come testimone, quest’ultimo ha confermato gli atteggiamenti eccessivi del sacerdote. I loro contatti si erano svolti prima tramite le chat whatsapp, poi Martinelli lo avrebbe contattato su telegram, impostando la modalità di distruzione istantanea delle conversazioni. Nei messaggi, don Vito avrebbe fatto domande sulla vita intima del ragazzo, parlato di masturbazione e proposto di vedere insieme filmati pornografici. Questo comportamento avrebbe indotto il giovane ad in terrompere i rapporti. Poco tempo dopo sarebbe stato contattato da un amico del prete, che lo avrebbe sollecitato a cancellare il suo numero e a «non dire tutto».
Un ventenne avrebbe subito atti sessuali da don Vito Martinelli, un altro ragazzo approcci della stessa natura, allontanandosi dal prete per il timore che passasse dalle parole ai fatti. La Squadra mobile di Bari lavora per verificare se il sacerdote 56enne di Corato (che oggi sarà interrogato dal gip, assistito dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Salvatore D’Aluiso) abbia abusato di altri giovani, oltre a quello che lo ha denunciato. Il presule è agli arresti domiciliari dal 10 ottobre, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità.
Ascoltato come testimone, quest’ultimo ha confermato gli atteggiamenti eccessivi del sacerdote. I loro contatti si erano svolti prima tramite le chat whatsapp, poi Martinelli lo avrebbe contattato su telegram, impostando la modalità di distruzione istantanea delle conversazioni. Nei messaggi, don Vito avrebbe fatto domande sulla vita intima del ragazzo, parlato di masturbazione e proposto di vedere insieme filmati pornografici. Questo comportamento avrebbe indotto il giovane ad in terrompere i rapporti. Poco tempo dopo sarebbe stato contattato da un amico del prete, che lo avrebbe sollecitato a cancellare il suo numero e a «non dire tutto».
Che l’indagine fosse in corso, del resto, era cosa nota nell’ambiente ecclesiastico, perché il 20enne che avrebbe subito gli abusi sessuali, nell’ottobre 2025, si era confidato con il nuovo parroco della chiesa del Sacro Cuore (che fino all’agosto di quell’anno era affidata a don Vito) e successivamente era stato chiamato dal vescovo Leonardo D’Ascenzo.
L’arresto è stato disposto, perché – secondo il giudice – esiste sia il pericolo di inquinamento probatorio che di reiterazione del reato. A Don Vito viene infatti attribuita una «condotta seriale» e la capacità di esercitare «una forte influenza sulle persone nel contesto ecclesiale di riferimento». Il timore era per l’altro ragazzo e per quelli che frequentavano la chiesa e anche la scuola, considerato che il sacerdote insegna in un istituto di Corato. Anche il ragazzo che ha denunciato, sarebbe stato contattato da persone vicine a Martinelli, per cercare di fargli ricucire i rapporti con lui e magari ipotizzare di ritirare la denuncia.
https://bari.repubblica.it/cronaca/2026/10/14/news/un_altro_ragazzo_accusa_don_vito_mi_fece_domande_intime_e_mi_invito_a_vedere_film_porno-425645953/














