Papa Leone XIV conferma la sua linea dura contro gli abusi. Congeda dunque mons. Antonio Santarsiero Rosa, vescovo di Huacho, in Perú. Il prelato ha 75 anni, l’età in cui i vescovi vanno in pensione. Ma Santarsiero è accusato di abusi e aveva chiesto già ad aprile di rinunciare al suo ruolo di segretario generale della Conferenza episcopale peruviana per potere «fare chiarezza sulla verità».
All’epoca, alcuni organi di stampa, come il sito web “InfoVaticana“, avevano riportato una denuncia contro di lui per presunti abusi sessuali e maltrattamenti psicologici avvenuti nel seminario di questa città costiera, vicino a Lima. Monsignor Santarsiero ha sempre negato le accuse.
La decisione del Papa
Nell’attesa che venga fatta piena chiarezza, il Papa lo ha allontanato dal governo della diocesi e al momento non ha nominato un nuovo vescovo. Per Prevost la lotta agli abusi è una priorità, in scia alla linea intrapresa da Papa Francesco e ancora prima da Benedetto XVI. Tra le decisioni prese, per esempio, quella nei confronti del vescovo di Cadice, Spagna, mons. Rafael Zornoza Boy, che era al centro, in Spagna, di una bufera per accuse di abusi sessuali.
Papa Leone ha anche intrapreso un dialogo con le vittime, a partire dalla rete americana Eca (Endin Clergy Abuse) che, dopo l’incontro con il Pontefice lo scorso ottobre, ed era la prima volta che la combattiva associazione varcava la soglia del Vaticano, ha avviato un dialogo anche con la Commissione vaticana per la tutela dei minori.
In attesa del viaggio in Francia, a fine settembre, nel corso del quale Papa Leone XIV «certamente», come detto dai vescovi francesi a La Croix, incontrerà un gruppo di vittime di abusi, restano comunque forti le parole pronunciate nell’ultimo viaggio, quello in Spagna a giugno, nel corso del quale il Pontefice ha incontrato alcune persone che ancora portano le ferite a causa di abusi subiti da parte di membri del clero. Parlando successivamente con i vescovi spagnoli, Leone XIV aveva detto: «Di fronte a questa piaga, la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l’ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura. Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza, protezione e percorsi reali di guarigione».
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