Oggi, la Presidenza del Consiglio e i rappresentanti del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sull’aggiornamento delle norme penali dell’UE in materia di abusi sessuali e sfruttamento sessuale dei minori. Le norme riviste copriranno un maggior numero di reati, prevederanno pene più severe e garantiranno un’azione penale più efficace, anche attraverso l’allungamento dei termini di prescrizione. Per una migliore tutela dei minori, il nuovo quadro normativo fornisce regole chiare in materia di consenso e rafforza l’assistenza alle vittime.
Questo accordo provvisorio deve ancora essere confermato da entrambe le istituzioni prima di poter procedere con la procedura di adozione formale.
È nostro dovere proteggere i bambini dagli abusi sessuali. Oggi compiamo un passo decisivo per rafforzare tale protezione in tutta l’Unione europea.
Grazie a queste nuove misure, i bambini saranno maggiormente protetti dagli abusi e dallo sfruttamento sessuale, anche quando i criminali utilizzano tecnologie emergenti, come l’intelligenza artificiale, per prenderli di mira.
I colpevoli dovranno affrontare conseguenze più severe e saranno assicurati alla giustizia, anche molti anni dopo aver commesso i reati. Allo stesso tempo, stiamo rafforzando il sostegno alle vittime, riconoscendo che le conseguenze degli abusi possono durare tutta la vita.
Costas Fytiris, Ministro della Giustizia e dell’Ordine Pubblico della Repubblica di Cipro
Elementi chiave dell’accordo
Definizione ampliata di reati penali
Le nuove norme aggiornano i reati penali esistenti e ne creano di nuovi al fine di garantire che tutte le forme di abuso e sfruttamento sessuale dei minori siano criminalizzate, compreso l’utilizzo di innovazioni tecnologiche per commettere tali reati.
Secondo le nuove norme, pagare per accedere allo streaming di abusi sessuali su minori sarà punibile. Inoltre, progettare o adattare sistemi di intelligenza artificiale per produrre materiale pedopornografico, così come distribuire tali sistemi, sarà considerato un reato penale. Questo aggiornamento si è reso necessario a causa della crescente diffusione di deepfake o di materiale pedopornografico generato dall’intelligenza artificiale.
L’adescamento, ovvero la sollecitazione di un minore di età inferiore all’età del consenso sessuale a produrre o condividere materiale pedopornografico, è considerato reato penale. Qualora il minore abbia raggiunto l’età del consenso sessuale, la sollecitazione è considerata reato penale in caso di coercizione o minacce, nonché se l’autore del reato si spaccia falsamente per un coetaneo.
Gli Stati membri dovranno inoltre punire l’estorsione sessuale ai danni dei minori, ovvero le situazioni in cui un criminale minaccia un minore affinché riveli materiale pedopornografico al fine di ottenere denaro o ulteriore materiale pedopornografico in cambio.
Un’altra novità è che il possesso e la distribuzione di istruzioni su come commettere abusi sessuali su minori o su come produrre materiale pedopornografico (ad esempio tramite un libro, una guida online o un suggerimento) saranno punibili.
Disposizioni sul consenso
Le norme riviste stabiliscono in modo più chiaro che, qualora il minore non dia il proprio consenso, siano punibili le attività sessuali con minori che abbiano raggiunto l’età del consenso.
Le norme chiariscono che il consenso non sussiste se il minore non lo esprime volontariamente sulla base del libero arbitrio, o se non è in grado di formarsi un libero arbitrio, ad esempio quando dorme, è incosciente o sorpreso. Il silenzio o la mancata resistenza del minore, di per sé, non costituiscono consenso, così come non lo sono le relazioni passate o presenti con l’autore del reato. Le norme chiariscono inoltre che il consenso può essere revocato in qualsiasi momento.
Come previsto dalla legislazione vigente, resta di competenza nazionale definire l’età del consenso sessuale, ovvero l’età al di sotto della quale è vietato avere rapporti sessuali con un minore.
Termini di prescrizione più lunghi – Rafforzamento del perseguimento penale
Le norme aggiornate stabiliscono un periodo di tempo più lungo entro il quale i reati possono essere indagati e perseguiti dopo che la vittima ha raggiunto la maggiore età. Questo periodo arriva fino a 32 anni per lo stupro di minori, sia al di sotto che al di sopra dell’età del consenso sessuale, nonché per l’induzione di un minore alla prostituzione. Ciò contribuirà a garantire che le vittime di abusi sessuali possano effettivamente ottenere giustizia, considerando che potrebbero aver bisogno di un lungo periodo di tempo per denunciare i reati subiti durante l’infanzia.
Le nuove norme contribuiranno inoltre a rendere più semplice per i professionisti che lavorano con i bambini segnalare casi di abuso sessuale o sfruttamento sessuale minorile.
Sanzioni più severe
Le pene per diversi reati sono state inasprite, superando i livelli previsti dalla direttiva vigente.
Supporto rafforzato alle vittime
Il sostegno alle vittime di abusi e sfruttamento sessuale minorile sarà migliorato. In base alle norme riviste, le linee telefoniche di assistenza informeranno le vittime sui servizi di supporto a loro disposizione. Le vittime minorenni devono avere accesso tempestivo e gratuito ai servizi sanitari, nonché all’assistenza legale. La nuova direttiva include anche norme sull’alloggio temporaneo per le vittime.
Gli Stati membri devono garantire che le vittime di abusi sessuali su minori abbiano il diritto di chiedere un risarcimento al responsabile.
Prossimi passi
L’accordo provvisorio dovrà ora essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento. Successivamente, dopo una revisione giuridico-linguistica, verrà formalmente adottato da entrambe le istituzioni.
I governi nazionali avranno quindi 3 anni di tempo per adeguare i propri codici penali alla direttiva UE rivista.
Sfondo
Le attuali norme di diritto penale dell’UE in materia di abusi sessuali e sfruttamento sessuale dei minori sono state concordate nel 2011. La crescente presenza online dei minori e gli sviluppi tecnologici pongono sfide alle forze dell’ordine e creano nuove possibilità di abuso. Le norme riviste e approvate oggi mirano ad affrontare questi sviluppi.
Le norme aggiornate in materia di diritto penale sono complementari a una proposta che definisce gli obblighi delle aziende internet in merito all’individuazione, alla segnalazione e alla rimozione di materiale pedopornografico dai propri servizi. I negoziati su questa proposta sono tuttora in corso.
https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2026/06/22/combatting-child-sexual-abuse-eu-agrees-stronger-criminal-law-rules-and-enhanced-support-to-victims/

















