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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » L’elefante di cui nessuno parla nel sistema di risarcimento degli abusi in Spagna

L’elefante di cui nessuno parla nel sistema di risarcimento degli abusi in Spagna

La conversazione pubblica e politica si sta concentrando troppo strettamente sulle responsabilità della Chiesa, lasciando in secondo piano un'indagine più ampia e complessa sulle cause, i contesti e le responsabilità condivise.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
26 Marzo 2026
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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Nelle ultime settimane, diversi media spagnoli hanno intensificato le critiche alla gestione dei casi di abusi sessuali da parte della Chiesa cattolica, con particolare attenzione alla questione del risarcimento delle vittime. Secondo questa narrazione, l’istituzione ecclesiastica non sta rispondendo adeguatamente alle richieste di risarcimento, il che giustificherebbe l’intervento del governo per garantire una soluzione soddisfacente.

Tuttavia, questo dibattito pubblico solleva questioni rilevanti in termini di coerenza, memoria e attenzione che meritano un’ulteriore analisi.

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La fonte del problema è nella Chiesa?

Da un lato, il contrasto storico nel trattamento mediatico di alcuni riferimenti culturali è sorprendente. Negli anni ’70, più di 69 intellettuali francesi firmarono un manifesto che chiedeva la depenalizzazione dei rapporti sessuali tra adulti e minori. Tra i firmatari c’erano figure influenti come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Gilles Deleuze, Jean-François Lyotard, Jack Lang – che in seguito divenne ministro della Cultura – o Bernard Kouchner, fondatore di Medici senza frontiere.

Molti di questi autori sono stati successivamente promossi, celebrati e trasformati in riferimenti dagli stessi media che oggi denunciano con forza gli abusi commessi da una parte del clero. Senza mettere in alcun modo in discussione l’indiscutibile necessità di chiamare la Chiesa a rispondere dei crimini commessi al suo interno, vale la pena sottolineare l’assenza di un esame altrettanto rigoroso di coloro che, all’epoca, difendevano posizioni oggi socialmente e moralmente inaccettabili.

Inoltre, i media che hanno contribuito a glorificare queste figure raramente hanno fatto autocritica sul proprio ruolo nella legittimazione culturale di certe idee. Il paradosso è difficile da ignorare: coloro che in passato hanno contribuito a normalizzare postulati problematici ora ne condannano con forza le conseguenze senza assumersi alcuna responsabilità e senza fare il minimo “mea culpa”.

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Ciò solleva una questione fondamentale: è opportuno attribuire la responsabilità morale degli abusi quasi esclusivamente a un’unica istituzione come la Chiesa cattolica, che ha sempre rifiutato dottrinalmente tali pratiche, oppure dobbiamo esaminare anche il ruolo di alcuni intellettuali, correnti culturali e diffusori mediatici che, in altri momenti storici, hanno contribuito a erodere certi confini etici?

Dimenticare la maggioranza delle vittime

A ciò si aggiunge un altro dato rilevante: secondo la Procura Generale, solo lo 0,45 % degli abusi sui minori avviene attualmente in ambito ecclesiastico. Nonostante ciò, la copertura giornalistica tende a concentrarsi in modo molto significativo su questo settore specifico, generando una percezione pubblica che non sempre corrisponde alla reale distribuzione del problema.

Parallelamente, alcune proposte politiche hanno sollevato la necessità di affrontare il fenomeno in modo globale, indagando su tutti i contesti in cui si verificano gli abusi – familiari, educativi, sportivi o istituzionali – e istituendo meccanismi di riparazione per le vittime nel loro complesso. Tuttavia, queste iniziative non hanno ricevuto un’attenzione mediatica paragonabile, il che rafforza l’impressione che il dibattito sia parziale.

Tutto ciò suggerisce che la conversazione pubblica e politica si sta concentrando troppo strettamente sulla responsabilità di una particolare istituzione, lasciando in secondo piano una riflessione più ampia e complessa su cause, contesti e responsabilità condivise.

E qui emerge il vero “elefante nella stanza” di questo problema: l’assenza di un approccio veramente universale al riconoscimento e al risarcimento delle vittime. Mentre l’attenzione si concentra quasi esclusivamente sui casi legati alla Chiesa, la stragrande maggioranza delle vittime di abusi in altri ambiti rimane senza lo stesso livello di visibilità o di proposte di risarcimento.

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In questo senso, la tendenza a stabilire “categorie” di vittime sposta selettivamente l’attenzione su particolari autori di reato, in modo che l’attenzione non sia più veramente rivolta alle vittime e alla loro piena riparazione. Il risultato è un’ulteriore ingiustizia: coloro che hanno subito un danno sono ulteriormente subordinati a una narrazione che dà la priorità a chi puntare il dito piuttosto che a chi riparare.

L’accordo viene rispettato?

E, in definitiva, è evidente il disinteresse di gran parte della stampa nei confronti delle vittime di abusi nel loro complesso, che erode gravemente la sua credibilità morale e la sua presunta professionalità. E se non è così, chiediamoci perché nessun mezzo di comunicazione sta spingendo per la realizzazione di uno dei punti che concordato dal governo con la Conferenza episcopale l’8 gennaio:

“Lo sviluppo di questo meccanismo di riparazione per le vittime di abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica fa parte del quadro del L’impegno del Governo a promuovere la realizzazione degli obiettivi stabiliti dalla Legge organica 8/2021, del 4 giugno, sulla protezione integrale dei bambini e degli adolescenti contro la violenza, al fine di affrontare un risarcimento completo per le vittime di abusi in qualsiasi ambito della vita sociale“.

I vescovi spagnoli firmeranno un piano di risarcimento senza che il governo abbia mantenuto la parola di risarcire le vittime in altri settori? Non è forse questa una buona occasione per la Chiesa di rafforzare la propria autorità morale chiedendo al governo di indagare su tutte le vittime di abusi?

https://www.omnesmag.com/it/firme/abusi-sugli-elefanti-spagna/

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