Mentre il Tribunale ecclesiastico regionale sardo si presta a giudicare un sacerdote sessantenne per abusi su minore commessi alla fine degli anni ’80 a danno di un seminarista, “l’imputato” viene trasferito in Trentino – ospitato per un soggiorno per “motivi di salute”. Parliamo di crimini prescritti, non più punibili dalla magistratura penale italiana.
Il sacerdote era stato interdetto dal celebrare la messa in pubblico ed amministrare sacramenti ma, nonostante il divieto, ha esercitato regolarmente il proprio ministero, anche a contatto con minori. Di tutto questo diocesi sarda è consapevole ma nessuno ha avvertito i fedeli dei crimini per cui è a giudizio.
Don Paolo Contini ha vissuto l’orrore degli abusi sessuali in gioventù, per questo motivo che sente il dovere di dar voce a ciò che sta accadendo.
Siamo al fianco di don Contini per la verità, per la giustizia e per la prevenzione concreta, non mediatica.





















