di Ambrosini Alessandro – Torniamo nel 2017. Emiliano Fittipaldi, allora giornalista dell’Espresso, pubblica il libro: Gli impostori. Tra gli argomenti trattati, il caso di Emanuela Orlandi è il “piatto forte”. In esclusiva, presenta una lettera composta da cinque fogli, datata marzo ’98. La missiva è un rendiconto finanziario scritto, verosimilmente dall’allora capo dell’Apsa( Amministrazione patrimonio sede apostolica), il cardinale Lorenzo Antonetti ai monsignori Giovanni Battista Re e Jean-Louis Tauran. Come tutti sanno, non è un rendiconto finanziario normale o una nota spese di qualche missione all’estero. E’ la sintesi delle spese sostenute per “l’allontanamento domiciliare e delle fasi successive della cittadina Emanuela Orlandi”. Cinque pagine che raccontano, o che vorrebbero raccontare, le fasi di preparazione, attuazione e mantenimento della ragazza a Londra. Raccontano, leggendo le voci del report, del coinvolgimento di una ginecologa di fama, della presenza del cardinale Ugo Poletti e di altri soggetti che avevano ruoli definiti nell’organigramma della Santa Sede.
Se nella forma ci sono dei refusi nella struttura della lettera, nella sostanza questi cinque fogli sommano fatti, personaggi e circostanze che hanno delle rispondenze certe nella realtà . Tranne uno.
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