LUGANO – «Ha agito spinto dalle sue pulsioni più basse. Ma chi frequenta quest’aula sa che abbiamo visto fatti esponenzialmente più gravi». È quanto ha detto stasera alle Assise criminali di Lugano il giudice Amos Pagnamenta, annunciando la condanna del prete ticinese Don Rolando Leo.
Fragilità nell’atto d’accusa – «Tre dei giovani sentiti hanno dichiarato di non aver mai subito i suddetti abusi, per cui non si comprende come mai siano stati inseriti nell’atto d’accusa», ha spiegato Pagnamenta, che ha prosciolto il parroco da molteplici ipotesi di reato. «Certo, potrebbe esserci della vergogna nell’ammettere i fatti, ma può anche essere che davvero nulla sia accaduto. Don Leo sembra poi aver compreso di aver sbagliato, vi è quindi l’attenuante specifica del sincero pentimento».
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